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08:29 13 Novembre 2019
Bandiera della Giordania

Tensioni con Israele, Giordania ritira ambasciatore

CC BY-SA 2.0 / Dennis Jarvis / Jordan-16B-020
Mondo
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Amman richiama in patria l'ambasciatore in Israele, in risposta alla detenzione di due cittadini giordani. Il ministro degli Esteri, intanto, annuncia l'arresto di un cittadino israeliano entrato clandestinamente in Giordania.

Tensioni diplomatiche sono esplose tra Giordania e Israele, nel 25 esimo anniversario dall'accordo di pace. L'ambasciatore Ghassan al-Majali è stato richiamato in patria e il ministro degli Esteri, Ayman Safadi, ha annunciato che questo è solo "un primo passo". La ragione della crisi è la detenzione di due cittadini giordani, "inumana e illegale", di cui la Giordania ritiene Israele "interamente responsabile". 

Si tratta di Heba Labadi, una donna di 32 anni di origini palestinesi, arrestata senza avere accuse formalizzate a carico e in carcere dallo scorso 20 agosto, dopo essere stata fermata alla frontiera di Allenby. Secondo lo Shin Bet, la sicurezza interna israeliana, la ragazza sarebbe sospettata di "gravi violazioni della sicurezza".

Il Club dei prigionieri, un'organizzazione palestinese per i diritti umani dei detenuti, ha dichiarato che la la donna si trova nel carcere di Haifa, dove conduce da 36 giorni uno sciopero della fame, che ha peggiorato le sue condizioni di salute. In particolare la donna sarebbe stata ricoverata più di una volta nelle scorse settimane. Anche'altro detenuto, Abdulrahm Miri, si troverebbe in condizioni di salute precarie.

Intanto, il ministero degli Esteri giordano ha annunciato l'arresto di un cittadino israeliano entrato clandestinamente nel territorio dalla valle del Giordano. Secondo il sito israeliano Ynet, l'uomo potrebbe essere usato come carta di scambio, per liberare i due cittadini giordani detenuti in Israele, mentre la radio militare mette in dubbio il fatto che possa trattarsi effettivamente di un cittadino israeliano. 

I rapporti fra i due paesi si sono incrinati un anno fa, quando il re Abdallah II, sotto la pressione di tumulti, aveva annunciato la fine della locazione di due appezzamenti di terreno, Naharaim e Tzofar, coltivati negli ultimi 25 anni ​​da agricoltori israeliani. Nonostante le notizie di un'inversione di marcia nella decisione di Abdallah, i negoziati hanno portato a una situazione di stallo. Senza alcuna svolta in vista, l'area è destinata a essere restituita alla Giordania il 10 novembre.

Tags:
Abdalla Salem el-Badri, Giordania, Israele
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