01:12 16 Novembre 2019
Modella e influencer Stella Manente

Influencer insultata per aver invocato Hitler contro il Gay Pride, i giudici: "Sono giustificati"

© AFP 2019 / Matt Winkelmeyer
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I giudici hanno fatto decadere la denuncia di Stella Manente, insultata dopo aver evocato l'intervento del dittatore nazista Adolf Hitler contro i partecipanti al Gay Pride di Milano, rei di averle fatto perdere tempo con il loro passaggio.

Curioso caso quello sorto attorno alla modella e attrice Stella Manente. La nota influencer, oltre 200mila follower sulla piattaforma Instagram, si era lamentata in diretta con una stories pubblicata sul suo canale per essere rimasta bloccata a causa del passaggio dei partecipanti al Gay Pride di Milano.

"Io sto perdendo il treno in mezzo a questa massa di ignoranti, andate tutti a morire, perché non esiste più Hitler? Sarebbe dovuto esistere Hitler. Tu guarda che ammasso di gente ignorante che sta bloccando la strada. Io veramente vorrei capire la polizia dove ca**o è", si è sfogata la donna su Instagram.

Alla pubblicazione avevano fatto immediatamente seguito le scuse della donna, comunque troppo tardi per evitare che le sue parole diventassero virali, segnalate dal gruppo Facebook dei Sentinelli di Milano, scatenando un mare di commenti e di insulti al suo indirizzo.

​In un atto di almeno apparente pentimento, la donna aveva spiegato di non essere a conoscenza di cosa fosse il Gay Pride e di aver parlato sena cognizione di causa, salvo poi decidere di querelare comunque coloro che la avevano insultata.

La decisione del pm 

Il pubblico ministero Mauro Clerici ha tuttavia disposto l'archiviazione per la querela contro ignoti della Manente, adducendo che "il comportamento della denunciante costituisce palesemente un fatto ingiusto perché invocare ad alta voce "ci vorrebbe Hitler, dov'è Hitler..." nel corso di una manifestazione quale il Gay pride significa evocare e giustificare le persecuzioni naziste contro gli omosessuali".

Il giudice si è appellato all'articolo 599 del codice penale, che prescrive la non punibilità per coloro che compiono alcuni gesti dopo essere stati provocati.
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