00:16 16 Novembre 2019
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Vaccinazione, 16 milioni di persone muoiono ogni anno per infezioni - Intervista

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In occasione del Forum Russia-Africa Anna Popova, direttrice di Rospotrebnadzor, il servizio federale russo per la supervisione della protezione dei diritti dei consumatori e del benessere umano, ha descritto a Sputnik le minacce biologiche più considerevoli.

Anna Popova ha parlato anche della collaborazione con i Paesi africani e degli aiuti che la Russia fornisce ad altre nazioni, nonché della situazione difficile relativa all’incidenza del morbillo e dell’importanza delle vaccinazioni.

— Quali sono le maggiori minacce biologiche che oggi individua il Rospotrebnadzor?

— Una delle maggiori minacce biologiche che discutiamo al momento è la diffusione delle malattie infettive. Stando ai dati dell’OMS ogni anno nel mondo muoiono circa 16 milioni di persone a causa di patologie infettive. E di recente i rischi sono legati alla comparsa di nuove malattie, al ritorno di malattie “dimenticate”, nonché alla mutazione delle aree di comparsa tradizionale dei focolai. Gli scienziati osservano che negli ultimi anni si sono registrati più di 200 nuovi agenti patogeni (in primo luogo virus), sconosciuti alla generazione precedente. La crescita delle relazioni economiche e l’aumento dei flussi migratori rendono maggiormente possibile che le infezioni penetrino in regioni e Paesi diversi.

I cambiamenti climatici impongono a prestare maggiore attenzione al benessere sanitario ed epidemiologico nelle aree artica, siberiana e dell’Estremo oriente russo. Un’organizzazione sistematica delle operazioni in seno al Rospotrebnadzor per l’attuazione di misure di profilassi nelle zone di emergenza in seguito alle inondazioni nelle Regioni di Irkutsk e dell’Amur, nonché nel Territorio di Khabarovsk, ha permesso di ridurre sensibilmente il rischio di complicazioni e ha impedito la formazione di focolai di epidemie.

Si è proceduto a immunizzare la popolazione da dissenteria, epatite, tifo; sono state attuate procedure per la disinfezione e si è tenuta sotto controllo l’insorgenza di focolai naturali.

— Qual è l’incidenza attuale di influenza in Russia considerato il picco epidemico stagionale?

— La lotta all’influenza è oggi una delle principali missioni della sanità a livello mondiale. Alla vigilia del picco di stagione in Russia si tende a prestare al tema particolare attenzione.

Già ad agosto di quest’anno il Dipartimento sanitario federale centrale ha emesso una disposizione volta a fissare i principali obiettivi da perseguire nella profilassi dell’influenza e di infezioni respiratorie acute nella stagione imminente.

Una delle direzioni più importanti da seguire è la vaccinazione sistematica della popolazione che negli ultimi 20 anni ha permesso di ridurre l’incidenza dell’influenza di più di 200 volte.

Nella passata stagione 2018-2019 abbiamo raggiunto il livello più alto di immunizzazione della popolazione: infatti è stato vaccinato il 49% della popolazione, ossia circa 70 milioni di persone.

Alla vigilia della stagione delle influenze 2019-2020, la campagna vaccinatoria ha già preso avvio a inizio settembre. Ad oggi sono state vaccinate più di 37,1 milioni di persone, il che corrisponde a più di un quarto della popolazione russa (il 25,6%). Di questi, circa 10 milioni sono bambini. Va anche detto che fra gli adulti sono state vaccinate 208.000 donne incinte. Sottolineo che circa 3 milioni di persone sono state vaccinate a carico dei datori di lavoro: questa prassi si registra prevalentemente a Mosca, San Pietroburgo, Sverdlovsk, Rostovsk e nelle Regioni di Mosca e Voronezh.

Fra i vaccini russi più consigliati vi sono quelli contro i ceppi più recenti dell’influenza che permettono di difendersi in maniera completa.

I vaccini tradizionali antinfluenzali (quelli trivalenti) mirano alla protezione da 3 virus dell’influenza: il virus dell’influenza A H1N1, il virus dell’influenza A H3N2 e quello dell’influenza B (uno dei più diffusi nel picco di stagione). Vi sono anche vaccini che servono a proteggere da 4 virus dell’influenza (i cosiddetti quadrivalenti). Questi proteggono dagli stessi virus del vaccino trivalente e comprendono il secondo virus dell’influenza B.

— Oggi in Russia si registra una bassa incidenza dell’influenza?

— Il Rospotrebnadzor tiene monitorata la situazione ogni anno. Nelle scorse 42 settimane non sono stati registrati superamenti delle soglie epidemiche settimanali di incidenza dell’influenza e delle malattie respiratorie acute nelle regioni della Federazione Russa.

— La vaccinazione è indubbiamente una parte importante della profilassi di diverse patologie. Ma sebbene il gran numero di messaggi a suo favore, gli umori no-vax continuano ad essere presenti. Come risolvere questo problema?

— Sì, effettivamente uno dei problemi principali che la comunità medica deve affrontare oggi è contrastare la lobby no-vax.

Negli ultimi anni vaccinarsi è diventato pratica comune per la maggior parte dei nostri connazionali, ma purtroppo non per tutti. Va comunque osservato che gli umori no-vax sempre più spesso derivano da fonti anonime sulla Rete. Ogni giorno portiamo avanti iniziative coerenti per la sensibilizzazione della popolazione circa la necessità delle vaccinazioni. E oggi i numeri parlano da soli: dopo l’avvio negli anni ’60 della campagna vaccinatoria contro difterite, pertosse, morbillo e rosolia l’incidenza di queste patologie si è ridotta di alcune decine fino ad alcune centinaia di volte. Ad esempio, quella della difterite di 5.000 volte, quella del morbillo di 580, quella della rosolia di 12.000.

— E se facessimo un discorso generale, quanti russi si sottopongono ai vaccini di profilassi nei termini stabiliti dalla legge?

— Oggi la popolazione coperta (tra adulti e bambini) dai vaccini di profilassi pianificati a livello governativo rappresenta in tutto più del 97%. È un valore maggiore di quello raccomandato dall’OMS, il che permette di prevenire casi acuti e potenzialmente letali di alcune patologie, nonché di garantire la stabilità nel Paese.

— Rimane complicata la situazione del morbillo in Ucraina. Cosa si può dire della Russia? Di recente si è conclusa l’immunizzazione contro il morbillo. Ad oggi qual è la percentuale di russi vaccinati? L’incidenza del morbillo in Russia è maggiore rispetto a quella dell’anno scorso?

— Negli ultimi anni la difficile gestione del morbillo è stato un problema affrontato da diversi Paesi. Ma in particolare dai Paesi della regione europea dove in 5 anni si è registrato un aumento costante dell’incidenza di questa patologia. Stando ai dati del 2018 si sono registrati focolai di morbillo in 47 delle 53 nazioni europee. In 8 mesi del 2019 si sono già registrati più di 97.500 casi di morbillo, ossia più del triplo rispetto ai valori dell’anno precedente.

— Una situazione davvero grave è quella ucraina (dove si registra più del 70% dell’intera incidenza della regione europea). In Ucraina negli 8 mesi del 2019 stando ai dati dell’Ufficio regionale europeo dell’OMS si sono registrati 56.430 casi di morbillo.

— Considerata la situazione venutasi a creare e i rischi che la malattia venga portata anche in Russia (nonostante l’elevato grado di immunizzazione dal morbillo della popolazione russa, il 97%), il Rospotrebnadzor ritiene importante che si effettuino ulteriori cure preventive in grado di aumentare la copertura di alcuni strati della popolazione, in particolare di nomadi e migranti.

Ad oggi ad essersi sottoposti a queste cure preventive ulteriori sono stati 730.000 adulti e più di 159.000 bambini. Fra questi più di 170.000 migranti lavoratori la cui immunizzazione seguiterà anche nel 2020.

Inoltre, nell’ambito di progetti internazionali condotti da Rospotrebnadzor con il sostegno del governo della Federazione Russa si forniscono aiuti pratici per contrastare il morbillo all’estero. Grande attenzione è riposta ai Paesi della CSI ai quali negli ultimi anni sono stati trasmessi sistemi diagnostici e vaccini contro il morbillo, nonché le conoscenze utili per formare gli esperti di settore.

Ad esempio, quest’anno saranno trasmesse al Kirghizistan 100.000 dosi di vaccino antimorbillo.

— Con quali altri Paesi collabora la Russia nell’ambito del contrasto alle minacce biologiche?

— Durante il culmine dell’epidemia dell’Ebola in Guinea tra il 2014 e il 2016 la Russia è stata tra le prime a prestare aiuto inviando in loco una clinica mobile. Poi, nel 2017, per prestare aiuto alla popolazione locale il Rospotrebnadzor ha aperto il Centro russo-guineano di ricerca epidemiologica e profilattica sulle malattie infettive il quale ha rafforzato in maniera sensibile il potenziale della Guinea e dell’intero continente africano nella prevenzione delle epidemie e nel loro contrasto. Cliniche mobili del Rospotrebnadzor simili a quelle usati in Guinea vengono oggi impiegate in Vietnam, Mongolia e in Paesi della CSI. Si prevede di trasmettere cliniche simili anche alla Repubblica Democratica del Congo (RDC) che versa oggi in una situazione spiacevole a causa dell’epidemia di Ebola.

Al Forum abbiamo sottoscritto un memorandum con il Ministero ugandese della Sanità volto alla cooperazione nel settore del benessere della popolazione, nonché un accordo di cooperazione nell’ambito dell’epidemiologia e della profilassi delle patologie infettive con il Ministro della RDC della Sanità. La Russia fornisce aiuti al Congo nella lotta all’Ebola grazie al vaccino russo EpiVakEbola, messo a punto dal Centro statale russo di ricerca Vektor presso il Rospotrebnadzor.

Considerati i successi del Rospotrebnadzor nel contrasto al virus dell’Ebola in Guinea, siamo pronti a proporre ai partner soluzioni tecniche e scientifiche russe per lottare di concerto contro l’epidemia. Tra il 2019 e il 2020 la Federazione Russa donerà cliniche mobili di contrasto alle epidemie, strumentazione diagnostica e vaccini. Inoltre, i nostri esperti formeranno più di 120 esperti congolesi. Il Rospotrebnadzor ha anche messo a punto un programma di aiuti per il Madagascar volto a contrastare la peste e altre patologie.

Il Rospotrebnadzor continua altresì a fornire aiuti ai Paesi dell’Europa orientale e dell’Asia centrale (COEST) nel contrasto all’HIV/AIDS e altre patologie infettive. Di recente sono state donate agli utenti armeni, kirghisi e tagiki altre tre cliniche mobili, sono stati offerti diversi servizi legati al controllo di infezioni da HIV, epatiti virali e infezioni sessualmente trasmissibili, nonché legati ai settori dell’ostetricia e della ginecologia, della cardiologia e dell’urologia. In tutto, sono state donate ai Paesi del COEST 12 cliniche mobili. Dal 2013 ad oggi hanno usufruito dei servizi offerti da queste cliniche mobili più di 1,5 milioni di persone.

Oggi il Rospotrebnadzor ha all’attivo più di 50 accordi bilaterali di cooperazione con diverse nazioni. In fase di realizzazione vi sono 8 progetti internazionali volti a garantire la sicurezza biologica e sanitaria nei Paesi africani. Al momento siamo pronti a offrire il nostro aiuto non solo per l’equipaggiamento tecnico, ma anche per la prassi metodica necessaria per la creazione di sistemi nazionali di sicurezza biologica.

Tags:
Medicina, vaccino, Africa, Russia
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