22:55 11 Dicembre 2019
Rodrigo Duterte

Filippine, raid antidroga crea tensione tra Duterte e Robredo: "Fallo tu il capo della polizia"

© REUTERS / Kim Kyung-Hoon
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Il leader filippino Rodrigo Duterte lunedì ha inveito contro la vicepresidente Leni Robredo per aver criticato la sua guerra alla droga, e si è offerto di metterla a capo delle forze dell'ordine.

Il presidente filippino Duterte ha una relazione fredda con la leader dell'opposizione Leni Robredo, che è stata eletta separatamente da Duterte, la cui repressione della droga ha ucciso migliaia di persone, suscitando allarme globale, anche se i sondaggi mostrano un forte sostegno interno per la campagna.

"Cederò i miei poteri per far rispettare la legge", ha detto Duterte in osservazioni ai funzionari di governo appena nominati. "Darò (i miei poteri, ndr) alla vicepresidente per sei mesi. Lascerò che lei porti avanti il mandato, vediamo cosa succederà. Io non interferirò”, ha concluso il presidente filippino, come riporta Reuters.

I commenti fatti da Robredo riguardo l'inutilità delle repressioni del presidente sulla questione della droga hanno indignato Duterte, i suoi aiutanti e sostenitori. Robredo ha anche sollecitato l'aiuto delle Nazioni Unite per indagare sulle accuse di violazione dei diritti per la repressione, che l'amministrazione di Duterte ha respinto come menzogna.

Ai giornalisti Duterte ha anche detto che la vicepresidente Robredo potrebbe iniziare il lavoro in qualsiasi momento, forse già lunedì sera. 

"Se vuole, posso affidarle il compito di zar della droga", ha detto Duterte, "Le darò carta bianca, cosi 'saprà' quanto è facile controllare le droghe.”

Non è stato subito chiaro se l'offerta di Duterte fosse intesa in senso sarcastico, anche se il presidente ha detto che avrebbe inviato una lettera alla Robredo, ex avvocato per i diritti umani.

In un'intervista all'emittente ANC, Robredo ha difeso le sue critiche sulle politiche di Duterte, dicendo che per lei "è impossibile girarsi dall'altra parte" e non esprimere la propria opinione quando succede qualcosa di sbagliato nel Paese.

Le autorità filippine respingono tuttora le accuse degli attivisti secondo cui spacciatori e consumatori di droga sono stati giustiziati e dicono che le oltre 7.000 persone uccise dalla polizia hanno resistito all'arresto. La polizia dice che non hanno alcun legame con i misteriosi omicidi di migliaia di altri tossicodipendenti.

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