16:38 22 Novembre 2019

Le dimensioni contano: l’altezza come rischio di insorgenza di tumore o infarto

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Sull’altezza dell’essere umano incidono le mutazioni di ben 800 filamenti di DNA. Di norma, questi determinano anche altri caratteri, come una maggiore predisposizione all’insorgenza del diabete di tipo 2, di malattie cardiache o di neoplasie maligne. Sputnik cerca di capire cosa è meglio per nostra salute: essere alti o bassi?

Più si è bassi, più cresce il rischio

Nel 2015 taluni scienziati dell’Università di Leicester (Gran Bretagna), dopo aver preso in esame i dati clinici di circa 200.000 volontari, hanno isolato 180 geni responsabili dell’altezza nell’essere umano. I successivi studi su questi filamenti di DNA hanno dimostrato che le mutazioni a cui è imputabile la limitazione dell’altezza contribuiscono a far incrementare il contenuto di colesterolo nel sangue. Inoltre, alcuni di essi hanno una determinata influenza sui vasi sanguigni. Ciò significa che possono provocare patologie cardiovascolari.

Gli autori dello studio hanno anche calcolato che nell’essere umano ad ogni 6,4 cm in più si riduce la probabilità di infarto o ictus del 13,5%. Inoltre, hanno stimato che un soggetto alto 150 cm presenta un rischio del 64% maggiore di ammalarsi rispetto a un soggetto alto 180 cm.

Quattro anni dopo i ricercatori della Queen Mary University of London hanno confermato tali dati. Infatti, hanno scoperto che nell’essere umano ad ogni 6,5 cm in più si riduce il rischio di ischemia del 16%. Effettuando alcune correzioni specifiche per questa patologia, gli scienziati hanno altresì stabilito che i soggetti bassi presentano con maggiore frequenza patologie cardiovascolari legate al fumo e a disfunzioni polmonari. Il peso in eccesso, una pressione sanguigna e una colesterolemia elevate di norma svolgono un ruolo molto meno rilevante.

Le gambe lunghe sono sinonimo di salute

I soggetti di bassa statura sono più spesso affetti da diabete di tipo 2, questa la scoperta dei ricercatori del German Institute of Human Nutrition Potsdam-Rehbruecke. A ogni 10 cm in più rispetto all’altezza minima stabilita (169,7 cm per gli uomini e 157,8 per le donne) si riduce il rischio di insorgenza di questa patologia del 41% negli uomini e del 33% nelle donne. Questo è il risultato di un’analisi della storia clinica e di campioni di sangue di 2.500 soggetti, ai 820 dei quali è stato diagnosticato il diabete di tipo 2. Gli scienziati hanno altresì operato correzioni per parametri come l’età, l’attività fisica, il fumo e il consumo di alcol.

La probabilità di diventare diabetici variava secondo il peso dei volontari. Nei soggetti magri ad ogni 10 cm in più si riduceva il rischio di insorgenza della malattia dell’86% negli uomini e del 67% nelle donne. Nei soggetti in sovrappeso questa percentuale era del 36 e del 30 rispettivamente. Inoltre, parrebbe che i soggetti dotati di gambe più lunghe avrebbero un certo vantaggio.

Stando agli autori dello studio, a contribuire all’insorgenza del diabete sarebbe non la statura modesta, quanto piuttosto l’elevata concentrazione di grasso nel fegato, nonché altri fattori cardio-metabolici che si riscontrano tipicamente nei soggetti di bassa statura.

Il cancro preferisce gli alti

Anche gli alti hanno problemi: secondo alcuni studi scientifici, questi soggetti presentano con maggiore frequenza neoplasie maligne. Taluni scienziati della Yeshiva University di New York hanno scoperto che nelle donne di età compresa tra i 50 e i 79 anni una statura elevata sarebbe correlata al tumore alla mammella, al colon-retto, alle ovaie, alla ghiandola tiroidea e alla pelle. Stando alle stime, a ogni 10 cm in più aumenta di circa il 13% il rischio di insorgenza di neoplasie maligne. La correzione dei risultati per altri fattori propri delle patologie oncologiche non ha mutato i risultati ottenuti.

I ricercatori della Oxford University, dopo aver analizzato i dati clinici di più di un milione di donne, hanno confermato che a ogni 10 cm in più aumenta del 16% il rischio di insorgenza di ben 10 tipologie di cancro. Nel gruppo di volontarie più alte (di statura superiore ai 175 cm) la probabilità di insorgenza di una neoplasia maligna era in media del 37% maggiore rispetto a quella registrata nel gruppo di volontarie più basse (di statura inferiore ai 152 cm).

Gli scienziati del Karolinska Institutet (Svezia) hanno dimostrato questo legame su soggetti di ambo i sessi. Hanno preso in esame la storia clinica di circa 5 milioni di soggetti negli ultimi 50 anni e hanno appurato che a ogni 10 cm in più aumenta il rischio di insorgenza di patologie oncologiche del 18% nelle donne e dell’11% negli uomini. I tumori principalmente interessati sono quello al seno e alla pelle.

Secondo Leonard Nunney della University of California, Riverside (USA), i soggetti alti soffrono con maggiore frequenza di patologie oncologiche per il semplice fatto che il loro organismo contiene un numero più elevato di cellule e, dunque, presenta più divisioni cellulari. Questo aumenta la probabilità che si verifichino mutazioni le quali a loro volta possono portare all’insorgenza di un tumore. Stando alle stime di Nunney, a ogni 10 cm in più aumenta il rischio di insorgenza di neoplasie maligne dell’11%. Tuttavia, alcuni ricercatori olandesi confermano che, nonostante le elevate probabilità di contrarre il cancro, sono proprio i soggetti alti a vivere più a lungo. Questo è vero perlomeno nelle donne. Passando in rassegna i questionari compilati da talune anziane nel 1986, gli scienziati hanno stimato quante di loro siano vissute fino ai giorni d’oggi. È risultato che circa un terzo di loro ha raggiunto i 90 anni. E fra queste a primeggiare sono le donne di statura superiore ai 175 cm e con un peso medio. Tutte loro hanno condotto uno stile di vita attivo e fatto quotidianamente esercizi ginnici.

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Salute, Medicina
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