00:01 16 Novembre 2019
Lancio di un missile, Iran

Teheran può distruggere Israele in mezzora se "commette un errore", dice un politico iraniano

© Foto: Ministero della Difesa dell'Iran
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Quest'anno il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva avvertito Teheran di smetterla con le minacce, poiché l'Iran si trova ad una distanza ottimale per i caccia bombardieri di Tel Aviv.

Mojtaba Zannour, presidente della Commissione per la Sicurezza nazionale iraniana, ha ribadito che Israele "non sarà in grado di sopravvivere per più di venti o trenta mnuti" se Tel Aviv o Washington "commetteranno un errore".

"Abbiamo messo in campo una strategia di guerra asimmetrica. Cosa significa? Che abbiamo intenzione di rendere inefficati i punti forti del nemico o comunque di indebolirli. Ci siamo concentrati molto su questo aspetto e abbiamo lavorato alacremente. Il governo ha creato dei deterrenti", ha dichiarato Zannour all'emittente iraniana Channel 5.

Nella sua intervista il politico iraniano ha parlato di "36 basi americane presenti nella regione (mediorientale ndr)" le quali sono costantemente monitorate dai droni di Teheran, "che sono sempre online e seguono ogni movimento delle forze americane presenti".

"Se ci attaccano, saranno colpiti. Quando il leader supremo (l'Ayatollah Ali Khomenei ndr) afferma che i giorni del mordi e fuggi sono finiti, non lo fa senza cognizione di causa, preso dall'emozione. Le sue parole sono avvalorate da quanto abbiamo fatto", ha sottolineato Zannour.

Non si tratta della prima dichiarazione del genere rilasciata da Zannour che, intervistato ai microfoni della TV araba al-Alam, aveva dichiarato che in caso di attacco da parte degli USA, "a Israele rimarrà mezz'ora di vita".

Il deterrente di Teheran

Zannour è poi tornato sulla questione del Trattato di Vienna sul nucleare del 2015, dal quale gli Stati Uniti sono usciti unilateralmente nel maggio del 2018.

Un anno dopo, la Repubblica Islamica ha annunciato la sospensione dell'applicazione di alcune delle misure previste dal trattato, sottolineando al contempo di non voler però stralciare gli accordi presi in Austria.

"Il fatto che oggi ci troviamo ad avere una posizione di forza e a poter fare delle richieste sul Trattato di Vienna è dovuto ai nostri sistemi di difesa che fungono da deterrente, ai nostri misisli con su scritto "morte a Israele".

Le tensioni con Israele e gli USA

Le dichiarazioni di Zannour si iscrivono in un clima di tensione e di relazioni fredde tra l'Iran, Israele e gli Stati Uniti d'America.

Tel Aviv ha condotto con le sue forze aeree diverse operazioni contro quelli che sono stati definiti dei bersagli militari iraniani in Siria, mentre Teheran sostiene di avere unicamente mandato dei consiglieri militari a Damasco per  combattere il terrorismo.

Iran è uno dei Paesi che nega il diritto di Israele all'esistenza e ha più volte minacciato di "cancellarlo dalla mappa politica mondiale".

Il deterioramento delle relazioni con gli USA è invece dovuto al ritiro unilaterale di Washington dal Trattato di Vienna sul nucleare del 2015, al quale ha fatto seguito l'introduzione di pesanti sanzioni economiche nei confronti dell'Iran.

Inoltre, a rendere ancor più gelida la situazione geopolitica tra i due Paesi, hanno contribuito lo scambio di accuse sugli attacchi e i sabotaggi alle petroliere in transito nell'area del Golfo Persico e del Golfo dell'Oman.

L'ultimo episodio del genere è avvenuto non più tardi di qualche settimana fa, quando una imbarcazione di Teheran è stata vittima di un attacco al largo delle coste di Gedda.

 

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