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08:25 13 Novembre 2019

"Vivevo nell'illusione che gli Usa fossero uno Stato di diritto" - Maria Butina

© Sputnik . Vitaly Belousov
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Maria Butina ha passato un anno e mezzo dietro le sbarre di una prigione americana. Oggi, sabato 26 ottobre, ha fatto ritorno in Russia. In un'intervista con Sputnik e Rt ha raccontato come ha vissuto durante la detenzione, quali piani ha per il futuro e come è cambiata nell'ultimo anno e mezzo.

Ha passato circa quattro mesi in isolamento. Secondo quanto raccontato dalla Butina, si è salvata grazie ad un duro programma, allo sport e alla fede.

"Per non impazzire, devi avere un programma di cose da fare molto rigoroso. Devi sempre occuparti di qualcosa. Non appena ti lasci rilassare e pensare, il cervello inizia a rivoltarti: e se, forse..." ha ammesso la Butina.

La cella era molto fredda, veniva fatta uscire solo di notte, la Butina prosegue il racconto.

"Avevo tempo dall'una alle tre di notte. Compreso il telefono. Ho avuto situazioni in cui non riuscivo a telefonare ai miei genitori per mezz'ora. Il tempo è scaduto, chiudi la porta. A nessuno importa se hai telefonato o no", ha detto.

© Sputnik . Vitaly Belousov
L'arrivo di Maria Butina in Russia

La Butina ha aggiunto che lavorava in prigione: lavava i piatti nella sala da pranzo e insegnava matematica alle detenute. Riceveva 17 dollari al mese per insegnare, mentre lavare i piatti era più redditizio con quasi 29 dollari.

Maria Butina considera le accuse contro di lei "una totale assurdità".

"Devo essere stata una persona ingenua. Vivevo nell'illusione di trovarmi in uno Stato di diritto. Su di me scrivevano le cose più brutte, ma ci ridevo su, perché ero consapevole di quanto fosse assurdo.
Ma come si suol dire, per una persona, troveremo l'accusa. Questa situazione vale non per l'Unione Sovietica, ma per gli Stati Uniti moderni. E' qualcosa di surreale", ha detto.

La Butina ha anche spiegato perché si è dichiarata colpevole:

"mi sono dichiarata colpevole per la mancata registrazione di agente straniero. Una persona che non ha fatto nulla di illegale non ha preso soldi, non ha fatto vittime. Non c'era nemmeno nessuno con cui avrei complottato. Secondo i miei documenti, non mi ero registrata per avere cene di amicizia con un cittadino americano. Nei miei documenti finali, l'unico crimine è la mancata registrazione. Il fatto che mi abbiano messo in prigione per questo dimostra che stavano cercando di ottenere qualcosa. Non so cosa".

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Maria Butina atterra a Mosca

Ammette anche di aver ricevuto pressioni durante il processo.

"C'erano pressioni su di me? Assolutamente. Certo. Dieci giorni prima di firmare tutte le accuse, sono stata nuovamente messa in isolamento. E' stato fatto appositamente. Il desiderio di distruggere una persona. Per convincerti che poi non ci sarà nulla, che devi rivelare tutti i segreti. Ma non avevo segreti. Guardate i numeri della giustizia americana. Il 98-99% degli imputati ammette la propria colpa. Perché? Perché è impossibile vincere un processo con la giuria".

Il giorno della sua liberazione, secondo il suo racconto, è stata tenuta in cella per ore, ha dovuto chiedere cibo e acqua ed è stata portata sull'aereo scortata da agenti armati.

"Mi avevano promesso una telefonata, per chiamare mio padre. Alla fine i ragazzi di Aeroflot mi hanno aiutato. Almeno hanno scritto a mio padre. Mi hanno di nuovo ingannato. Mi avevano promesso una telefonata ai miei genitori: per dire quando arriva il mio aereo", ha raccontato indignata Maria Butina.

Ogni giorno scriveva della sua detenzione su un pezzo di carta, ottenendo alla fine più di mille pagine. Ora ha in programma di realizzare una sorta di "progetto creativo" partendo da questo.

La Butina non ha ancora piani concreti, ma non esclude di occuparsi della tutela dei diritti dei detenuti. Inoltre non intende rinunciare alla promozione dell'autodifesa, cioè al possesso di armi da fuoco.

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Maria Butina atterra a Mosca

Ha inoltre aggiunto che potrebbe intraprendere alcune azioni legali per difendere la sua reputazione, che è stata danneggiata per il processo negli Stati Uniti, ma ha preferito non dire ancora cosa esattamente avrebbe fatto.

"Non mollerò, perché è una questione di principio", ha concluso.

Il caso di Maria Butina

Maria Butina è stata arrestata nel luglio 2018 e condannata a 18 mesi per "cospirazione e attività illegale da agente straniero".

Si è dichiarata colpevole, altrimenti avrebbe rischiato di affrontare molti anni di carcere.

La detenzione della Butina doveva terminare il 5 novembre, ma ha ricevuto uno sconto di 10 giorni.

Tags:
USA, Russia, Maria Butina
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