20:30 07 Dicembre 2019

Il Cile si solleva, oltre 1 milione di persone in strada chiedono una nuova costituzione

Alessandra Cristina
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Oltre un milione di persone sull'Alameda, un fiume umano che ha attraversato tutta Santiago, per chiedere una nuova costituzione e chiudere con il passato.

Un cileno su 7 è sceso per strada ieri pomeriggio a Santiago (stanotte in Italia) per unirsi a quella che verrà ricordata come “La Marcha Más Grande de Chile”, la più grande manifestazione del Paese. Partecipazione altissima 1,280 milioni di partecipazioni la cifra ufficiale, 2 milioni l'adesione riportata da altre fonti ma le immagini sono più potenti delle cifre. 

La marea umana chiede più giustizia e diritti sociali, chiede la fine del coprifuoco e dei militari per strada, ma soprattutto chiede di voltare pagina e chiudere definitivamente con il passato: una nuova costituzione che segni una discontinuità con il regime pinochettista. L'attuale costituzione, di cui è padre Jaime Guzman, era stata varata nel 1980 e, pur avendo subito modifiche, mantiene lo stesso impianto.

  • Santiago manifestazione
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  • Santiago manifestazione
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  • Santiago marcha 25 - 10 - 2019
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  • Santiaco cacerolazos
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  • Santiago 25 ottobre 2019
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Santiago manifestazione

Il corteo era stato autoconvocato sui social, dopo due giorni di sciopero generale e manifestazioni convocati dai partiti politici dell'opposizione, da alcuni sindacati e da un tavolo delle forze sociali che hanno dato vita e animato le proteste di questi giorni. Gli obiettivi della manifestazione, da quanto si legge sulla stampa nazionale, sono tre: il ritiro dei militari dalle strade, l'abrogazione di tutte le leggi contro il popolo e la convocazione di un'assemblea costituente. Il corteo era stato convocato per le 17.00 (orario cileno) a Piazza Italia, così come manifestazioni nelle maggiori città del Cile, come Valparaiso, dove ha sede il Congresso, Copiapó, Viña del Mar, Curicó, Rancagua, Concepción, Los Ángeles, Temuco. 

Sull'onda della mobilitazione, nonostante le restrizioni imposte dallo stato d'emergenza, il risultato è andato oltre ogni previsione e il presidente Sebastian Piñera con un tweet ha annunciato che il Cile intraprenderà un nuovo percorso. "La moltitudinaria, allegra e pacifica marcia di oggi, dove tutti i cileni chiedono un Cile più giusto, solidale, apre a un grande cammino di futuro e speranza. Tutti abbiamo ascoltato il messaggio. Tutti siamo cambiati. Con l'unità e con l'aiuto di Dio, percorreremo il cammino verso questo Cile migliore per tutti. 

​Violazioni dei diritti umani

L'11% dei detenuti è costituito da minori. A dare queste cifre è l'Istituto Nazionale per i Diritti Umani (INDH), che ha annunciato azioni legali contro presunte violazioni dei diritti umani da parte di forze dell'ordine e militari, avvenute dentro i commissariati. In particolare l'Istituto rileva la cifra di 3162 detenuti, tra questi 343 minori tra bambini e adolescenti. 

Annuncia di aver intrapreso 80 azioni giudiziali, di cui 5 per omicidio e 15 per abuso o violenza sessuale. Tra questi casi ci sarebbero due donne minacciate di stupro, una da carabinieri e una da militari, e un bambino denudato assieme allo zio. 

​L'IDNH sta investigando su un caso di torture in un commissariato, nello specifico si tratta di 4 detenuti ammanettati ad un recinto e lasciati appesi, e indaga su casi di abusi contro detenuti, avvenuti dentro un ufficio dei carabinieri all'interno la stazione metro di Baquedano

Amnesty International ha annunciato che manderà in Cile un gruppo di crisi per analizzare le denunce. Anche Michelle Bachelet, ex presidente e attuale commissario per i diritti umani dell'Onu, ha annunciato pochi giorni fa l'intenzione di inviare una missione dell'ONU. Intanto i grattaceli che delineano lo skyline santiaghino, vengono illuminati con i nomi e i volti delle 5 vittime di questa settimana di proteste.  

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manifestazioni, Proteste, Proteste, Cile
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