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08:30 13 Novembre 2019
Bandiere della Danimarca

La Danimarca approva una legge per il ritiro immediato della cittadinanza agli jihadisti

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In Danimarca ora il Ministro per l’Immigrazione avrà la facoltà di revoca diretta dei passaporti danesi a tutti coloro che si uniscono o si sono uniti in passato a gruppi militari stranieri.

Secondo il media danese Extra Bladet, gli basterà una semplice mail. Ora il Ministro non dovrà fare altro che informare i terroristi della sua decisione via internet e non bisognerà più attendere le decisioni della magistratura.

Questa nuova legge pare essere rivolta proprio a quelle persone che si erano unite al Daesh in Siria e Iraq e offre al Ministro dell'Immigrazione Mattias Tesfaye l'opportunità di spogliare i cosiddetti "combattenti stranieri" della loro cittadinanza senza processo, mentre addirittura si trovano ancora nella zona di conflitto. Ai jihadisti spogliati dei loro passaporti danesi verrà data una finestra di sole quattro settimane di tempo per fare appello contro la decisione.

La proposta di legge iniziale ha subito tutta una serie di obiezioni è, nella formulazione finale approvata, è stata piuttosto ammorbidita. I relatori sono stati costretti ad aggiungere una clausola che consente di fare appello anche dopo le quattro settimane in caso in cui sia impossibile rispettare la scadenza.

"Sarà presa in considerazione l’impossibilità materiale di fare ricorso in tempo ma sarà un giudice a decidere se il ricorso dopo la scadenza delle quattro settimane potrà essere accettato per effettivo impedimento”, ha spiegato il Ministro.

Il disegno di legge è stato sostenuto da tutti i partiti di destra che rappresentano il cosiddetto "blocco blu", nonché dai socialdemocratici al Governo. Al contrario, i partiti minori di centrosinistra, come i Social Liberals, la Red-Green Alliance e The Alternative, hanno votato contro.

In fase di stesura della legge una ulteriore limitazione è stata necessaria per trovare un accordo con tutte le forze che avrebbero dovuto approvarla. Nell’estate del 2021, il Parlamento voterà per riconfermare la legge. Lo stesso Tesfaye ammette che questa clausola è stata necessaria per garantire un sostegno più ampio in fase di votazione aggiungendo che:

“Per quella data saremo in grado di valutare se la legge avrà funzionato. Forse ci sarà bisogno di piccoli aggiustamenti ".

Il disegno di legge ha anche l’ulteriore limitazione che non si potrà applicare a coloro che hanno solamente la cittadinanza danese al fine di impedire che qualcuno diventi apolide.

Almeno 150 persone avrebbero lasciato il Paese per recarsi in Medio Oriente ed unirsi alla causa dei jihadisti dal 2012, secondo una valutazione del Danish Intelligence Intelligence Service (PET). Si ritiene che almeno 40 di loro siano ancora nella regione, mentre si ritiene che circa un terzo dei jihadisti danesi siano tornati. Finora in Danimarca ne sono state incriminati poco più di una dozzina.

Il Primo Ministro socialdemocratico danese Mette Frederiksen ha descritto queste persone come "coloro che hanno voltato le spalle alla Danimarca e hanno combattuto violentemente contro la nostra democrazia e libertà", aggiungendo che "rappresentano una minaccia per la sicurezza" e che la loro presenza in Danimarca è "indesiderabile".

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