Widgets Magazine
13:47 13 Novembre 2019
Google Pixel 4 smartphone

Il problema con questi smartphone di oggi è che non sai mai che diavolo stiano facendo - Snowden

© AFP 2019 / JOHANNES EISELE
Mondo
URL abbreviato
2288
Seguici su

Il noto youtuber Joe Rogan ha chiesto a Snowden come evitare che il suo cellular lo spii. La risposta è stata una intervista fiume lunga tre ore nella quale se ne sentono delle belle ma che lascia anche poche speranze a chiunque voglia garanzie sulla propria privacy.

Il 23 ottobre l’ospite d’onore del canale YouTube ‘Joe Rogan Experience’ è stato Edward Snowden. Premettendo candidamente egli stesso di non essere al soldo del Cremlino come molti insinuano ma che per vivere non può fare altro che scrivere, parlare e divulgare, ha concesso appunto ben quasi tre ore di intervista fiume al podcast del famoso youtuber americano.

Il suo primo libro, ‘Permanent Record’, che traccia l'evoluzione della tecnologia e del Governo americano nell'era post-11 settembre, è stato pubblicato il mese scorso ma subito è stato oggetto di una causa.

Come tutti sanno Snowden sette anni fa, mentre lavorava per la CIA, copiò informazioni classificate riservate da un sito della NSA (National Security Agency) alle Hawaii. Fece poi trapelare i documenti attraverso il giornalista del The Guardian Glenn Greenwald al fine di far conoscere al mondo gli abusi sul diritto di privacy dell’intelligence americana.

Non è per la verità chiaro quanto esattamente fossero grandi le divulgazioni di Snowden. Se Greenwald afferma che Snowden gli avrebbe passato tra i 9.000 e 10.000 documenti, l'intelligence degli Stati Uniti ha invece minimizzato l'autorità di Snowden e, secondo l'amministrazione Obama, questi non sarebbe stato in realtà altro che un semplice "amministratore di sistema” con accessi modesti. In ogni caso è un fatto che le fughe di Snowden abbiano messo in luce alcune pratiche governative piuttosto inquietanti riguardo il trattamento dei dati personali dei cittadini di tutto il mondo, come la cooperazione tra le società Internet statunitensi (facebook in primis) e l'NSA o le varie strategie per la raccolta e archiviazione dei dati privati sensibili. Dopo la pubblicazione dei documenti, Snowden era poi fuggito ad Hong Kong e infine chiesto asilo temporaneo in Russia dove tuttora risiede.

Inevitabile che la chiacchierata tra Snowden e Rogan ad un certo punto cadesse sui cellulari, il nuovo centro di interesse dell'intero mondo della comunicazione. Gli smartphone hanno oramai di gran lunga surclassato i perconal computer ed i tablet, è attraverso questi che, non solo si telefona, ma ci si scambiano messaggi, file, si consulta internet, si archiviano dati personali. Avere accesso al tuo cellulare significa avere accesso alla tua vita, lascia intendere l’informatico che ai tempi in cui lavorava per l’intelligence statunitense proprio dell’accesso a questo tipo di informazioni si occupava e conosce molto bene la materia.

"Hai un telefono da qualche parte nella stanza", ha detto scherzando (ma non troppo) Snowden, “Il telefono è spento, almeno lo schermo è spento. Qualcuno ti invia un messaggio, lo schermo lampeggia. Urla, ti dice, eccomi qui. . . ma sei sicuro che quando non lampeggia e non ti avverte non stia succedendo qualcosa? ".

Tutti quei dati che passano sui nostri cellulari per noi sono passeggeri e ce li dimentichiamo rapidamente ma bisogna sapere che il Governo esegue una raccolta continua e archivia tutto nella speranza che un giorno quel materiale possa tornargli utile.

Quando ti colleghi alla rete o scarichi un’App, ecco che stai già raccontando tutta la tua storia al Governo e non dovremmo sottovalutare il valore della nostra privacy.

"Dobbiamo identificare il problema. E il problema con l'uso dello smartphone oggi è che non hai mai idea di cosa diavolo questo oggetto stia facendo anche quando non lo usi ", ha spiegato Snowden, “C'è un un intero mondo interessato a raccogliere le tue informazioni senza il tuo consenso e senza che tu te ne accorga. . . Se sul tuo cellulare esistesse il pulsante ‘fai quello che ti pare ma non spiarmi’ tu quel pulsante faresti meglio a premerlo. Il fatto è che quel pulsante non esiste. "
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik