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12:55 13 Novembre 2019
Il confine tra Siria e Turchia

Non c’è bisogno di nuove operazioni in Siria “in questa fase” - ministero Difesa turco

© Sputnik . Hikmet Durgun
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Il ministero della Difesa turco annuncia che per ora le operazioni militari in territorio siriano non proseguiranno, perché il Governo si ritiene soddisfatto dal ritiro dei curdi.

“Non è necessario in questa fase procedere con le operazioni”, così il ministro della Difesa turco Fikri Isik ha comunicato la decisione del governo turco di non continuare l’operazione militare in territorio siriano, almeno per il momento. La Turchia appare come soddisfatta del ritiro dei curdi avvenuto dall’area considerata di interesse strategico per la difesa dei suoi confini.

​La tregua, se così si può definirla, resta ancora sospesa e delicata. Appena martedì Erdogan aveva minacciato gli Stati Uniti che, se le promesse fatte non fossero state mantenute in pieno, la Turchia avrebbe ripreso la sua avanzata come da programma. Erdogan non vuole venire a patti con quelli che definisce terroristi e minaccia Washington che l’offensiva può riprendere in qualsiasi momento se dovessero venir meno “le promesse” fatte.

Erdogan e le accuse all’esercito siriano

Erdogan accusa l’YPG e le milizie alleate degli USA che fanno parte dell’esercito siriano, di supportare il PKK, le forze curde che la Turchia considera una organizzazione terroristica. Da qui l’iniziativa militare denominata ‘Operazione fonte di pace’ per creare una zona sicura profonda 32 chilometri nel territorio siriano lungo il confine con la Turchia, da cui scacciare le forze del PKK e qualsiasi altra forza militare che li appoggia. La negoziazione del vice presidente degli USA Mike Pence, giunto ad Ankara a pochi giorni dall’inizio delle operazioni militari, ha convinto Erdogan a una tregua di 120 ore che sono state sufficienti per convincere i curdi del PKK a ritirarsi dall’area.

L’accordo Putin-Erdogan di Sochi

Ieri a Sochi, intanto, si è tenuto l’atteso incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che di fatto avvia una collaborazione militare russo-turca per il pattugliamento della zona sicura. Tutte le forze curde ancora presenti nella zona sicura completeranno il ritiro e il controllo della nuova frontiera ricadrà sotto la responsabilità delle forze militari russe, in conformità all’accordo di Adana del 1998.

Il benestare di Donald Trump

Donald Trump ha salutato come una buona notizia quanto comunicato dal ministro della Difesa a proposito della non necessità di continuare le operazioni militari nell’area. Come consuetudine il presidente degli Usa ha affidato a un tweet il suo pensiero.

L’interesse di Trump per la Siria era terminato con la sconfitta di daesh (il gruppo terroristico riconosciuto tale dall’intera comunità internazionale, e meglio conosciuto come ISIS), da quel momento in poi l’amministrazione Usa si era attivata per un ritiro dal teatro, lasciando quindi spazio all’operazione turca.

A Trump tuttavia, non sono state risparmiate critiche sia dal suo partito, ma anche dal Pentagono per la scelta di abbandonare i curdi loro alleati.

I militari americani, durante il ritiro dalla zona di interesse, sono stati bersagliati dal lancio di patate da parte della popolazione locale.

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Turchia, Situazione in Siria, Operazione in Siria, Conflitto in Siria, crisi in Siria
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