Widgets Magazine
04:00 12 Novembre 2019
AK-47 Assault Rifle

In Francia la polizia sa che ci sono armi nelle aree povere, ma non può sequestrarle

CC BY 2.0 / brian.ch / AK-47 Assault Rifle
Mondo
URL abbreviato
131
Seguici su

Il capo del sindacato di polizia francese ha raccontato della situazione estremamente delicata che si sta vivendo nel Paese in relazione al traffico di armi tra la popolazione.

E' una situazione di militarizzazione della società che desta più di qualche preoccupazione, quella descritta dal capo del sindacato della polizia francese Alexandre Langlois.

Secondo lui, nelle aree più povere della Francia a farla da padrone sarebbero le bande di narcotrafficanti, le quali deterrebbero dei veri e propri arsenali, con centinaia di migliaia di armi in loro possesso.

Una situazione dalla quale, come riferito da Langlois, è molto difficile uscire, poiché proprio le condizioni di povertà e la bassa qualità della vita in tali zone avrebbero creato un malcontento tale da rendere molto rischiose delle operazioni su larga scala da parte della gendarmeria, con la situazione che verrebbe sopportata dal Ministero dell'Interno.

Oggi, spiega Langlois, sul mercato nero francese è possibile acquistare un fucile d'assalto AK-47 della Kalashnikov per appena 2000 euro, una cifra definita da Langlois "un vero affare.

In virtù di ciò, ad essere entrati in possesso di una o più armi da fuoco, non sarebbero soltanto i membri delle gang armate che spacciano la droga, bensì anche comuni cittadini.

La diffusione delle armi da fuoco in Francia

Secondo alcuni dati diffusi dal ministero degli Interni transalpino, dal 2012 ad oggi il numero di Kalashnikov posseduti in francia sarebbe addirittura raddoppiato.

Per Langlois la lotta al traffico delle armi sarebbe resa più difficile dalla mancanza di volontà da parte dei politici, per i quali la lotta alla loro diffusione tra la gente comune non rientra nell'agenda poiché non considerato un tema in grado di portare voti.

"La gente comune non è interessata alle armi e la lotta alla loro diffusione non contribuisce a raccogliere consensi. Alla polizia viene richiesto di risolvere situazioni legate alla contingenza politica del momento mentre in realtà dovrebbero occuparsi della sicurezza a trecentosessanta gradi", ha raccontato Langlois.

Il problema della capillarizzazione della presenza delle armi da fuoco, specialmente nei sobborghi delle grandi città francesi, non viene dunque contrastato dalla politica.

"Sappiamo che in alcuni sobborghi il nostro intervento potrebbe avere una certa risonanza. Ma i politici si girano dall'altra parte: noi sappiamo che ci sono le armi nelle periferie, non importa se si tratti di un comune governato dalla destra o dalla sinistra, ma non abbiamo i mandati per andarle a sequestrare", si è lamentato il capo del sindacato di polizia.

Dei cambiamenti radicali nella vita sotterranea del Paese

Per Alexandre Langlois, la proliferazione delle armi da fuoco è legata a dei cambiamenti nella vita sotterranea della Francia.

"Alcuni clan sono coinvolti nel traffico di droga. Il crimine organizzato non lo controlla più e così le piccole bande si fanno la guerra, sparandosi a vicenda. L'epoca dei furti è quasi finita. Ci sono dei racket molto più profittevoli che non richiedono di doversela vedere con la polizia, bensì con altre bande rivali. C'è un eccezione, ed è il terrorismo anche se, ultimamente, i terroristi usano sempre meno pistole e fucili, preferendogli coltelli e altre armi da taglio".

I "sopravvissuti"

Le armi da fuoco non sono però usate soltanto dai criminali, ma anche dai cosiddetti "sopravvissuti" ovvero persone che si stanno preparando per un "disastro" da molti è ritenuto imminente.

"Comprano le armi da fuoco per la difesa personale, prevedendo una catastrofe. A volte troviamo delle cassette contenenti 20 o 30 armi", ha raccontato Langlois.
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik