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04:38 12 Novembre 2019
In this photo provided by China's Xinhua News Agency, the J-20 stealth fighter jet flies at the China's International Aviation and Aerospace Exhibition in Zhuhai on Tuesday, Nov. 1, 2016

Cina, accuse di Washington su spionaggio industriale bellico sono basate su prove superficiali

© AP Photo / Li Gang/Xinhua
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Per molto tempo la Cina è stata accusata di aver trafugato gli schemi di diversi progetti bellici della Difesa americana per creare delle "copie" degli equivalenti USA. In realtà però si tratta di accuse piuttosto superficiali.

La Chengdu Aerospace Corporation cinese ha creato il J-20 "Weilong" come risposta alla quinta generazione di velivoli stealth americani, i famosi F-22 Raptor e l'F-35 Lighting II.

La loro somiglianza è stata considerata da molti osservatori americani come la prova che gli ingegneri cinesi siano in qualche modo riusciti a trafugare gli schemi di questi velivoli militari per ricrearne delle copie da mettere al servizio dell'esercito cinese.

L'ultimo personaggio di spicco, in ordine temporale, a lanciare accuse di questo genere è stato l'ex Consigliere per la Sicurezza nazionale USA John Bolton, dichiarando che "il caccia di quinta generazione cinese sembra un F-35 perché è un F-35".

Tali tesi sono state poi riprese, più di recente, dalla rivista The National Interest che, basandosi su un articolo pubblicato da Task & Purpose dell'agosto 2018, ha nuovamente tacciato Pechino di spionaggio industriale per la creazione del J-20, definendo tale pratica un "oltraggio".

Delle prove che non sono prove

Ma quali sarebbero, allora, le grandi prove che il J-20 "è un F-35"? Secondo Task & Purpose il primo indizio sarebbe dato dal sistema dei sensori che "sembra incredibilmente simile". In cosa? La rivista spiega che sebbene "non siano identici" risultano tuttavia montati sul muso dell'aereo di entrambi i velivoli.

Andando avanti, un'altra prova 'inconfutabile' del grande furto cinese, consisterebbe nel fatto che "alcune parti del J-20 rassomigliano l'F-22 e le sue curve sinuose", circostanza poi definita dalla stessa rivista come una somiglianza superficiale.

Insomma, in tutto e per tutto il resoconto di Task & Purpose, sul quale come detto si poggiano le tesi di The National Interest, può essere misurato in ipotesi e sospetti, senza che sia stato portato alcun fatto oggettivo a sostegno delle pesantissime accuse di spionaggio industriale, avanzate contro presunti "hacker cinesi" che avrebbero agito nel 2007 e nel 2017.

Differenze sostanziali

Se in alcuni dettagli Task & Purpose è riuscito ad individuare delle "somiglianze", ad un'analisi delle caratteristiche principali dei due velivoli, appare chiaro che si tratti di aerei completamente differenti.

A partire dalla loro dimensione, con il J-20 che presenta una lunghezza di oltre 21 metri (21,1) rispetto ai circa 16 (15,67) dell'F-35.

Un'ulteriore dissomiglianza tra J-20 e F-35 consiste, banalmente, nel numero di motori tramite i quali i velivoli sono alimentati: se infatti il J-20 presenta due propulsori, l'F-35 ne presenta invece soltanto uno. 

Una differenza non insignificante, dal momento che la quantità e il tipo di motori montati su un aereo da combattimento di questo genere ha un impatto enorme su altre componenti del suo design e, soprattutto, sulla sua capacità di occultamento. 

​La reazione di Pechino

La Cina, in relazione alla questione dello spionaggio industriale bellico, ha sempre negato ogni coinvolgimento in tali pratiche e, con un documento pubblicato dal Consiglio di Stato nel mese di giugno, ha ribadito che "la Cina si oppone in maniera netta allo spionaggio industriale e sta ponendo in essere delle misure significative contro il furto delle sue proprietà intelletuali".

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