11:43 21 Novembre 2019

Esercito cinese: perché la Cina si prepara a una grande guerra

© Sputnik . Anna Ratkoglo
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Esplosione da 22 kiloton nei pressi del lago Lop Nur, grandi progetti e altrettanto grandi ambizioni: 55 anni fa, il 16 ottobre 1964, la Cina testò la sua prima bomba atomica.

Stando agli esperti, oggi Pechino disporrebbe di 290 testate nucleari, ossia del terzo arsenale più grande al mondo dopo quelli russo e americano. Sputnik vi parla del potenziale strategico della Cina e delle sue prospettive di sviluppo.

L’arsenale cinese

Furono gli esperti sovietici ad aiutare i cinesi nella creazione di armi nucleari. Tra il 1950 e il 1960 in Cina si recarono circa 10.000 impiegati del settore nucleare sovietico. Tuttavia, negli anni seguenti i rapporti tra le due potenze si incrinarono e l’Unione Sovietica pose fine al programma di aiuti.

Tuttavia, la Cina riuscì a capire piuttosto velocemente come fare e mise a punto una bomba atomica in autonomia. Un anno dopo il primo test terrestre i cinesi sganciarono una testata da un velivolo. Già nel giugno del 1967 fecero esplodere una bomba H da 3,3 megaton. Così la Cina divenne la quarta nazione nucleare al mondo dopo URSS, USA e Gran Bretagna.

Oggi Pechino dispone di una triade nucleare completa composta da una componente aerea, una terrestre e una navale. A maggio il Pentagono ha pubblicato un rapporto sul potenziale strategico e i mezzi militari a disposizione della Cina per l’anno 2019: stando a tali stime, la Cina disporrebbe di circa 90 missili balistici intercontinentali (ICBM): i DF-4 e i DF-5A basati in silos sotterranei, i DF-31 e i DF-31A basati su piattaforme mobili, nonché i nuovi DF-41 esibiti per la prima volta in occasione della parata militare tenutasi a Pechino il primo ottobre.

In sostanza, i DF-41 sono l’arma più avanzata presente nell’arsenale della seconda divisione di artiglieria dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese (EPL). Questo missile balistico intercontinentale a propellente solido può sganciare tra le 10 e le 12 testate nucleari a puntamento individuale con raggio d’azione di circa 14.000 km. Questo rende il DF-41 uno degli ICBM a raggio d’azione maggiore, in grado di colpire obiettivi siti negli USA continentali.

Stando alle stime del Pentagono, negli ultimi anni l’arsenale nucleare cinese è cresciuto in maniera considerevole. Come è stato osservato da riviste di settore statunitensi, l’escalation di tensioni tra Pechino e Washington sta spingendo la Cina a creare vettori più efficaci su cui basare le armi nucleari.

Vettori navali ed aerei

Stando al rapporto The Military Balance dell’Istituto internazionale di studi strategici (IISS), la componente navale delle forze cinesi di deterrenza nucleare è costituita da 4 sommergibili nucleari Jin (tipo 094). Ognuno di essi può trasportare 12 missili balistici JL-2 con raggio d’azione compreso tra 8.000 e 10.000 km, messi a punto a partire dai DF-31 basati a terra. I media hanno parlato anche della posa degli scafi di una quinta e una sesta nave a propulsione nucleare: dunque, in un prossimo futuro il numero di SLBM a disposizione della Cina potrebbe toccare le 72 unità.

Al momento la Cina sta mettendo a punto i sommergibili strategici di nuova generazione tipo 096, la cui costruzione verrà avviata, secondo le previsioni, negli anni 2020. Appositamente per questi sommergibili sarà creata una nuova classe di missili balistici, i JL-3 con raggio d’azione fino a 12.000 km e in grado di separarsi dalla testata a puntamento individuale. Il 2 giugno 2019 l’intelligence statunitense ha reso noto che i cinesi avevano testato con successo una nuova arma nella Baia di Bohai (nella zona nord-occidentale del Mar Giallo). A settembre del 2016 Pechino ha confermato ufficialmente la costruzione del bombardiere strategico di ultima generazione Xian H-20. Questo velivolo impercettibile prossimo alla velocità della luce sarà costruito sul modello tuttala come, ad esempio, lo statunitense B-2. La sua autonomia di volo sarà di almeno 8.000 km, mentre la massa di carico utile nei pod interni raggiungerà le 10 tonnellate. Stando agli esperti americani, l’H-20 sarà pronto a prendere in volo dopo il 2025.

Si suppone che il nuovo velivolo sostituirà il parco di bombardieri strategici H-6 che sono copie autorizzate del Tu-16 sovietico. L’aeronautica e la marina militari dell’ELP dispongono di 170 mezzi di questa tipologia in diversi modelli. A seconda del modello l’H-6 può trasportare fino a 9 tonnellate di bombe, anche termonucleari, missili da crociera aria-superficie e antinave.

Stando agli esperti, le testate sono basate, in particolare, sull’ultimo modello del bombardiere H-6K inserito negli armamenti nel 2011.

L’ELP dispone di sole 90 unità di tali mezzi. Il loro raggio d’azione è di 3.000 km.

L’H-6K può trasportare fino a 12 tonnellate di carico, fra cui i nuovi missili da crociera CJ-10K che possono essere equipaggiati con testate nucleari. Possono arrivare a una velocità di 1000 km/h e colpire obiettivi a una distanza di 1.500 km dal punto di lancio. Questo permette in linea teorica all’Aeronautica militare dell’ELP di colpire qualsiasi obiettivo sito nella penisola coreana. Gli H-6K dispiegati nel distretto militare della città di Canton sono in grado di raggiungere anche l’isola statunitense di Guam.

A ognuno il suo

Inoltre, stando agli esperti statunitensi, la Cina disporrebbe di un impressionante arsenale di missili balistici a medio raggio, i DF-26, nel numero di 80 unità. Questi missili sono in grado di sganciare testate nucleari in un raggio compreso tra i 3.000 e i 5.500 km. Quando non equipaggiati con testata nucleare, questi missili possono essere impiegati per colpire grandi navi da superficie: per questo motivo la stampa li ha soprannominati i “killer delle portaerei”.

L’arsenale cinese più nutrito è quello degli armamenti a medio e corto raggio. Al gruppo di medio raggio appartengono 4 modelli di missili, DF-21A, DF-21C, DF-21D e DF-21E. La Cina dispone di circa 50 DF-21A e DF-21E. I missili a corto raggio (DF-11, DF-15 e DF-16) sono qualche centinaio ma non sono in grado di sganciare testate nucleari. Stando agli esperti proprio il fatto che la Cina disponga di un impressionante arsenale di missili a corto e medio raggio ha spinto gli USA a uscire dal Trattato INF.

La Cina sta ammodernando in maniera coerente il proprio arsenale. In particolare, in occasione della parata di Pechino è stato esibito per la prima volta il missile balistico a medio raggio DF-17 destinato al lancio in quota dall’aliante ipersonico DF-ZF. Questo aliante, simile al russo Avangard per destinazione d’uso, è in grado di raggiungere una velocità di 5 Mach e di cambiare traiettoria. Questo rende difficile la sua intercettazione da parte dei sistemi di difesa antimissilistica.

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Difesa, Cina
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