16:47 22 Novembre 2019
Tupolev Tu-154

Voli di ricognizione russi su territorio USA – è il trattato ‘Cieli Aperti’ (ma non troppo)

© Sputnik . Vladimir Ivanov
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Cieli Aperti sì ma non troppo, mentre la Russia si prepara ad effettuare i suoi voli di ricognizione, gli Stati Uniti esprimono dubbi sulla validità di questo trattato internazionale che dal 2002 assicura la trasparenza sulle reciproche attività militari.

Si chiama trattato ‘Open Skies’ – ‘Cieli Aperti’ in italiano. E’ un trattato internazionale operativo dal 2002 che ha l'obiettivo di promuovere la trasparenza sulle attività militari condotte dai paesi membri secondo il concetto dell'osservazione aerea reciproca.

Nell’ambito di questo quindi verranno eseguiti i voli di osservazione sui territori degli Stati Uniti e della Polonia in programma questo mese, fa sapere il giornale delle forze armate russe ‘Stella Rossa’ che precisa:

"Nell'ambito dell'attuazione del Trattato internazionale sui cieli aperti, la Federazione Russa prevede di effettuare due voli di osservazione questa settimana: uno su Polonia l’altro su Stati Uniti. Il volo sul territorio della Polonia verrà effettuato su di un aereo An-30B che partirà dall’aeroporto di Varsavia ed avrà una portata massima di mille e quattrocento chilometri. Il volo sul territorio degli Stati Uniti sarà effettuato su di un Tu-154MLK-1 dall'aerodromo di Great Falls e coprirà circa 5mila e 130 chilometri massimo”.

La nota aggiunge che i velivoli russi voleranno lungo rotte concordate e specialisti di ciascuno degli Stati membri saranno a bordo a controllare l’uso delle apparecchiature di sorveglianza e il rispetto delle disposizioni dell’accordo.

A chi non piacciono i 'cieli aperti'

Questa notizia però va letta nel quadro delle tensioni e dubbi scatenati dalla dichiarazione dal Presidente della Commissione per gli affari esteri della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti , Eliot Engel, il quale, proprio all’inizio di questo mese, aveva affermato che gli Stati Uniti starebbero prendendo seriamente in considerazione la possibilità di ritirarsi dal Trattato Open Sky.

Secondo il capo del Dipartimento della difesa russo per il monitoraggio dell’accordo (centro per la riduzione del pericolo nucleare) Sergei Ryzhkov, questa intenzione palesata da Engel e non meglio spiegata se non con poco argomentate accuse di violazione dell’accordo da parte della stessa Russia, nasconderebbe in realtà una arretratezza dei sistemi di osservazione e rilievo dell’intelligence americana rispetto a quella russa.

"Per quanto riguarda l’introduzione di tecnologie avanzate nell’osservazione Open Sky, noi siamo in vantaggio rispetto ai nostri concorrenti di almeno 5 anni”, aveva dichiarato Ryzhkov in un'intervista allo stesso giornale delle forze armate, spiegando anche che “il Consiglio di sicurezza nazionale e la comunità dell'intelligence statunitense hanno iniziato seriamente a pensare a come prevenire i voli digitali russi sul proprio territorio ed hanno sviluppato una vigorosa campagna per accusare la Russia di violare gli accordi militari".

Perchè l'Open Sky è importante e dovrebbe essere preservato

Il Pentagono tuttavia parrebbe ancora interessato al Trattato sui cieli aperti come ammette lo stesso  Ryzhkov che conferma che gli Stati Uniti hanno presentato domanda per condurre 21 voli di osservazione sulla Russia nel 2020 e in totale ne sono previsti dal Trattato ben 38. Gli Stati Uniti hanno grandi opportunità di osservazione dallo spazio ma, fa notare l’esperto russo, l’osservazione da novembre a tutto marzo in zone come Mosca è piuttosto complicata dalle condizioni atmosferiche e nemmeno i più sofisticati satelliti spia possono vedere quello che può vedere un volo di ricognizione da sotto le nuvole.

Ma anche negli stessi Stati Uniti sono molti gli esperti militari che sostengono che uscire dal trattato non abbia molto senso e sarebbe un grave errore. L'ex capo del Dipartimento di Stato americano George Schulz, l'ex capo del Pentagono William Perry e l'ex senatore Samuel Nunn in un articolo del Wall Street Journal si sono espressi in maniera chiara e del tutto negativa nei confronti dell’ipotesi di uscita. Nell’articolo si legge:

"Anche quando le relazioni tra Mosca e Washington sono tese, il Trattato sui cieli aperti aiuta a mantenere la trasparenza e le misure di fiducia ... Un tale ritiro sarebbe un grave errore. Minerebbe la fiducia tra Stati Uniti e Russia e metterebbe a rischio gli alleati americani".
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