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03:59 12 Novembre 2019
Ministro della Difesa russo Sergey Shoigu

"In Siria 12 prigioni con i foreign fighters sono rimaste sguarnite" - ministro Difesa russo

© Sputnik . Alexei Druzhinin
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Il titolare della Difesa russa, Sergey Shoigu, ha avvertito che secondo i dati in suo possesso in Siria ben 12 centri di detenzione per foreign fighters dell'ISIS sono rimasti sguarniti dall'inizio dell'offensiva turca.

Sergey Shoigu, ministro della Difesa russo, ha lanciato l'allarme sul concreto rischio che un numero incontrollato di foreign fighters dell'ISIS possa tornare in libertà dai campi di prigionia in Siria, portando al loro rientro nei loro Paesi di appartenenza, con delle conseguenze molto pericolose per i vari stati coinvolti.

Per Shoigu, infatti, in Siria sarebbero ben 12 le prigioni rimaste sguarnite in seguito all'inizio dell'offensiva turca, dove in precedenza erano detenuti in prevalenza militanti dello Stato Islamico.

"In seguito alle operazioni militari dell'esercito turco in Siria, otto campi profughi e dodici prigioni per i foreign fighters sono rimasti sguarniti. Ciò potrebbe portare alla cosidetta contromigrazione dei terroristi nei propri Paesi di appartenenza", ha avvertito Shoigu da Pechino, dove si trova in questi giorni in visita.

Il titolare della Difesa russa ha poi ribadito la "necessità del consolidamento degli sforzi di tutta la comunità internazionale nel rispondere alle sfide poste dal terrorismo, dalla sua propaganda e dalla sua ideologia".

"In questo ambito al ministero della Difesa russo abbiamo grande esperienza, che siamo pronti a condividere e a mettere a disposizione dei nostri partner", ha spiegato Shoigu.

Operazione "Fonte di Pace" e fuga dei foreign fighters

Il 9 ottobre scorso la Turchia ha dato il via in Siria all'operazione "Fonte di Pace" per sgomberare il territorio ad est del fiume Eufrate dalla presenza dei miliziani curdi dell'YPG.

Lo scontro tra le forze armate di Ankara e i curdi, tuttavia, ha costretto questi ultimi ad abbandonare diversi dei campi di detenzione dove erano rinchiusi miliziani dello Stato Islamico e foreign fighters catturati dopo lo smantellamento dell'ISIS.

Nei primi giorni del conflitto, le stesse autorità curde hanno reso nota la fuga di circa 800 terroristi dal campo di Ayn Issa.

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