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04:17 12 Novembre 2019
Marte

NASA smentisce la scoperta di vita su Marte negli anni '70, ma la ricerca continua

CC0 / Pixabay
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La NASA smentisce le affermazioni di un ex ricercatore della NASA, il quale la settimana scorsa in un articolo del Scientific American aveva dichiarato che un esperimento del 1976 aveva dato prove di vita sul pianeta Marte.

La National Aeronautics and Space Administration (NASA) ha smentito le affermazioni di un ex dipendente della NASA che sosteneva la presenza di “prove di forme di vita", scoperte durante un paio di missioni su Marte nel 1976. Lo dichiara il portavoce della NASA Allard Beutel in una e-mail a Fox News.

Gilbert V. Levin, un ex ricercatore della NASA, aveva rivelato la scorsa settimana in un articolo intitolato “Sono convinto che Abbiamo Trovato Prove di Vita su Marte, nel 1970” pubblicato da Scientific American, che un esperimento con etichetta Release (LR) testato su diversi campioni del suolo marziano per segni di biossido di carbonio durante le missioni Lander Viking 1 e 2 fosse tornato positivo. Tuttavia, la NASA non era convinta che i risultati dell'esperimento fossero stati sufficienti a dimostrare la presenza della vita su Marte.

L'opinione generale collettiva della grande maggioranza della comunità scientifica non crede che i risultati degli esperimenti  Viking da soli raggiungano il livello di prova straordinaria. Uno degli obiettivi chiave della NASA è la ricerca della vita nell'universo. Anche se dobbiamo ancora trovare segni di vita extraterrestre, la NASA sta esplorando il sistema solare per aiutarci a rispondere a domande fondamentali, tra cui capire se siamo effettivamente soli nell'universo", dichiara Beutal a Fox News.

Levin, tuttavia, era convinto che il test, che ha rivelato quattro risultati positivi per la presenza di respirazione microbica supportata da cinque diversi controlli duplicati da entrambi i Lander, avesse dimostrato la presenza di questi microrganismi nel suolo del pianeta. Mentre un altro esperimento non era riuscito a individuare la materia organica, suggerendo che LR avesse trovato solo l'imitazione della vita, Levin, che ha svolto un ruolo di primo piano nell'esperimento, ha criticato l'Agenzia Spaziale per non aver seguito i risultati del test nelle missioni successive.

"Dallo studiare l'acqua su Marte, sondando pianeti con 'promettenti oceani e fiumi', come Enceladus e Europa, alla ricerca di tracce biologiche nelle atmosfere dei pianeti al di fuori del nostro sistema solare, le missioni scientifiche della NASA stanno lavorando insieme con l'obiettivo di trovare segni inconfondibili di vita al di là della Terra" ribatte Beutal.

Anche se Levin, nell'articolo, aveva dichiarato come "Inspiegabilmente, nel corso dei 43 anni trascorsi da Viking, nessuno dei successivi Mars Landers della NASA ha portato uno strumento di rilevamento della vita per seguire questi emozionanti risultati. Invece l'agenzia ha lanciato una serie di missioni su Marte per determinare se ci fosse mai stato un habitat adatto alla vita e, in caso affermativo, per portare campioni Sulla Terra per un'esame biologico".

Nel frattempo, la Curiosity rover, che si trova sul Pianeta Rosso dall'agosto del 2012, ha in precedenza rilevato tracce di un sale solfato in rocce sedimentarie nel cratere Gale, un lago secco che si trova sul pianeta, suggerendo che il cratere conteneva una volta laghi salati che avrebbero potuto sostenere la vita.

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