15:56 22 Novembre 2019
L'Alzheimer

Una ricerca indiana scopre la proteina che causa l'Alzheimer

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Una ricerca indiana avrebbe trovato la proteina che causa l'Alzheimer, è il glutatione buono. La ricerca ora attende delle conferme da altri gruppi di ricerca.

Una delle peggiori malattie neurodegenerative, l’Alzheimer, potrebbe avere origine dall’abbassamento dei livelli di glutatione nel cervello. Il glutatione è una molecola protettiva che neutralizza l’effetto dello stress ossidativo nel cervello, la sua mancanza favorirebbe la malattia.

Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatori indiani del National Brain Research Centre (NBRC) con finanziamenti pubblici e il supporto dell’AIIMS, l’Istituto di scienze mediche dell’India.

La ricerca è stata pubblicata sull’ultimo numero dello Human Brain Mapping Journal.

Il responsabile della ricerca, Prevat Mandal. Ha detto ai giornalisti che la scoperta ha permesso di dimostrare come

“utilizzando tecniche di imaging all’avanguardia per studiare il cervello dei pazienti affetti da Alzheimer, solo una forma di glutatione (glutatione buono) è in grado di proteggere il cervello dallo stress ossidativo e possibilmente prevenire la malattia di Alzheimer”.

Alla base della malattia neurogenerativa, quindi, l’esaurimento del glutatione buono. Ma cosa ne causa la riduzione?

Come si esaurisce il glutatione buono presente nel cervello?

Ad essere colpiti dall’Alzheimer sono in particolare le persone anziane, in questa fase della vita le persone affrontano stress molto intensi come la perdita del congiunto, o di amici o altri familiari, si passa dalla vita attiva alla pensione, si possono subire perdite finanziarie.

Influisce molto anche un ambiente familiare irritante e l’inquinamento atmosferico.

Tutte queste cause aumentano lo stress psicologico e di conseguenza il glutatione buono si riduce senza possibilità di essere rimpiazzato.

Uno studio condotto su 100 pazienti

Lo studio che ha portato alla possibile causa dell’Alzheimer, è stato condotto su di un campione di 100 pazienti di diversa età. Analizzando i dati, i ricercatori hanno evidenziato come alla stessa età il livello di glutatione buono variava.

Come si combatterà l’Alzheimer in futuro?

Se la ricerca dovesse essere confermata da altri studi, allora è chiaro che la profilassi da seguire per ciascun individuo sarà quella di condurre una vita quanto più tranquilla possibile, evitando inutili tensioni intorno a sé che generano forte stress psichico. Ma anche ridurre l’esposizione ad agenti inquinanti sarà una utile profilassi. E inoltre bisogna essere fisicamente e mentalmente attivi per combattere il morbo al meglio.

Alzheimer colpirà 7,5 milioni di indiani entro il 2030

In India l’Alzheimer è una piaga che colpisce 4 milioni di persone ed entro il 2030 il numero di malati potrebbe salire a 7,5 milioni di casi. L’India è terza dietro a Usa e Cina per numero di casi, si comprende come la ricerca sulla malattia sia per loro prioritaria.

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Morbo di Parkinson, Morbo di Alzheimer
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