11:49 21 Novembre 2019
Proteste in Cile

Cile, al via un'altra notte calda. Coprifuoco in tutta Santiago

© REUTERS / Juan Gonzalez
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Un nuovo coprifuoco è stato decretato nella città e nella regione metropolitana della capitale cilena Santiago, dove imperversano proteste di massa e disordini.

Lo si apprende da una dichiarazione del generale Javier Iturriaga del Campo, nominato dal presidente come capo per la sicurezza del paese durante lo stato di emergenza.

"Prima di tutto, lo facciamo per proteggere la vita delle persone. Questa non è un'azione diretta contro i cittadini, questa non è una limitazione fine a se stessa... Spero che a partire dalle 19.00 tutto si calmerà e saremo tutti a casa", ha detto il generale durante una trasmissione al canale televisivo 24 Horas, rispondendo ad una richiesta di confermare l'introduzione del coprifuoco dalle 19.00 del 20 ottobre alle 06.00 del 21 ottobre ora locale (dalle 00.00 alle 11.00 del 21 ottobre, ora italiana).

Questa è la seconda volta che le autorità cilene impongono restrizioni alla circolazione dei cittadini. Il coprifuoco precedente era entrato in vigore alle 22.00 del 19 ottobre e si è concluso alle 07.00 del 20 ottobre, ma non è servito a placare la situazione: nella scorsa notte sono stati commessi diversi furti ed appiccati incendi dolosi, centinaia di persone sono rimaste ferite.

Il 6 ottobre il governo cileno ha aumentato il prezzo del biglietto della metropolitana di 30 pesos cileni, portandolo da 800 a 830 (circa 1,04 euro). Le proteste, inizialmente pacifiche, il 18 ottobre sono diventate le proteste di massa che negli ultimi due giorni sono state caratterizzate da violenti scontri con le forze dell’ordine ed episodi di devastazione in tutta la città.
Lo stato d'emergenza a Santiago del Cile

Le proteste sono diventate incontrollabili, costringendo la società dei trasporti a sospendere i treni venerdì pomeriggio, proprio durante l'ora di maggior affluenza. La popolazione si è unita agli studenti che lunedì scorso avevano annunciato “l’evasione di massa” e ha preso le strade della città, organizzando cortei e cazerolazos in diverse piazze.

Il ministro dell'Interno Andrés Chadwick ha annunciato che, contro i manifestanti coinvolti nell'interruzione di pubblico servizio, danneggiamenti e distruzioni verrà applicata la Legge di Sicurezza Interna, che prevede sino a 10 anni di carcere.

Ma questo non è bastato a placare le proteste che anzi si sono inasprite. Alcune frange violente dei manifestanti hanno dato fuoco al palazzo di Enel Endesa, la società che fornisce energia a tutto il Paese.

Il presidente Sebastian Piñera ieri ha decretato lo stato d'emergenza nella regione metropolitana di Santiago, una misura che può estendersi al massimo per 15 giorni e che prevede restrizioni alla libertà di circolazione e riunione e conferisce poteri particolari ai militari per il ripristino dell'ordine pubblico.

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