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03:59 12 Novembre 2019
Isola di Bell, arcipelago della Terra di Francesco Giuseppe

Lì da 117 anni - ritrovato nell’estremo artico russo il caffè del secolo (scorso)

© Sputnik . Ilya Timin
Mondo
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Trovato nella Terra di Francesco-Giuseppe, l’arcipelago dell’estremo artico russo, un barile di caffè abbandonato da 117 anni in un vecchio campo base. Ma chi lo avrà dimenticato?

Si diceva che un barile di caffè fosse tra le forniture consegnate alla spedizione polare guidata dall'esploratore polare americano Evelyn Briggs Baldwin e dall'uomo d'affari William Zeigler all’inizio del secolo scorso.

I ricercatori della Russian Geographical Society hanno appena scoperto proprio un barile ben conservato di chicchi di caffè in un campo base artico abbandonato da tempo. Forse quindi proprio quello stesso barile della spedizione 1901-1902.

Leonid Kruglov, viaggiatore e ricercatore, ha pubblicato sulla sua pagina Instagram le foto dei resti della base abbandonata, situata sull'isola di Alger, al centro dell’arcipelago più a nord del mondo.

Kruglov spiega come quella missione americana di inizio secolo fosse stata prodiga di preparativi e ricca di mezzi e rifornimenti tanto da prevedere, oltra ad una nave, diversi campi base, l’utilizzo di 420 husky siberiani, 15 pony, oltre 60 slitte e due palloni aerostatici di osservazione con uomini a bordo. In totale parteciparono 42 membri, tra cui, oltre agli americani, anche esploratori russi e norvegesi. Costo complessivo circa 142 mila dollari di allora, equivalenti ad oltre 4 milioni di dollari attuali, tenendo conto dell’inflazione.

Durante la visita al campo, Kruglov e i suoi colleghi hanno riferito di aver incontrato un "impavido orso polare" che si è rivelato impossibile da spaventare anche in elicottero.

“L'orso non ha avuto paura di niente. Abbiamo dovuto usare un segnale luminoso, per la prima volta durante questa spedizione, per spaventarlo. Ma l'orso non si è calmato e ci ha attesi tutto il tempo dello sbarco”, ha scritto l’esploratore.

La spedizione Baldwin-Zeigler che intendeva raggiungere il Polo Nord, alla fine si rivelò un totale fallimento, tanto che non riuscì neppure a raggiungere l'isola di Rudolf, la più a nord dell’arcipelago e ultima terra ferma prima del nulla glaciale che separa dalla meta del Polo Nord geografico.

Il campo base di Alger Island fu realizzato nell'ottobre del 1901. Dopo diversi altri tentativi falliti e l'esaurimento delle scorte di carbone, gli esploratori tornarono in Norvegia a metà luglio 1902.

Kruglov ha osservato che i resti del campo base dell'isola di Alger sono rimasti ben conservati finora, ma che l'avvicinarsi delle maree lascia pensare che nel giro di altri due anni forse potrebbe finire consumata dal mare.

La terra di Franz Josef, situata nella regione di Arkhangelsk nell'estremo nord della Russia, è uno degli angoli più selvaggi e remoti dell'Artico, con un territorio di 16.000 km quadrati senza abitanti umani permanenti e popolata esclusivamente dai militari in servizio alla grande base artica russa, esploratori in missione e scienziati. Il territorio è diventato parte del Parco nazionale artico russo nel 2012.

La conquista effettiva del Polo Nord geografico venne rivendicata il 6 aprile 1909 dall’esploratore statunitense Robert Peary ma i suoi resoconti e testimonianze contrastano con i dati empirici i quali negano possa aver effettivamente raggiunto l’obiettivo nei tempi e con i mezzi dichiarati. I primi ad avvistare sicuramente il Polo Nord furono l’esploratore italiano Umberto Nobile e il norvegese Roald Amundsen ma solo molto più tardi e per via aerea. Le prime persone ad avere invece camminato per certo sul Polo Nord furono i componenti della spedizione sovietica "Sever-2" del 1948 sotto il comando di Aleksandr Kuznetsov che atterrarono con un Lisunov nelle vicinanze ed percorsero il tragitto sino al polo a piedi.

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