23:43 15 Novembre 2019
Santiago de Chile

Proteste in Cile, Santiago in fiamme, decretato lo stato d'emergenza

CC BY 2.0 / Gonzalo Baeza / Panorámica de Santiago
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Divampano le proteste contro l'aumento dei biglietti dei trasporti nella capitale cilena. Gli studenti occupano le stazioni metro. In fiamme la sede dell'Enel. Dura repressione della polizia e Piñera decreta lo stato d'emergenza

Dopo l'Ecuador, anche in Cile l'aumento del prezzo del trasporto pubblico ha scatenato una dura rivolta popolare. Metropolitana occupata, un palazzo sede di Enel Endesa dato alle fiamme questa notte, traffico delle linee principali sospeso per tutto il week end, una studentessa gambizzata da uno sparo, cacerolazos sull'Alameda, il viale che attraversa la metropoli andina, una cinquantina di arresti: questo il bilancio della giornata di ieri, durante cui si è raggiunto il climax di 5 giorni di proteste a seguito del "tarifazo". 

La rivolta ha portato il presidente cileno Sebastian Piñera a decretare lo stato di emergenza e tirar fuori da un cassetto chiuso da quasi trentanni la legge la Legge di Sicurezza di stato, ovvero delle misure che sospendono temporaneamente le libertà e i diritti dei cittadini e portano l'esercito nelle strade. 

Le proteste

E' stata la decisione di RED, la società che gestisce i trasporti santiaghini, di portare a 830 Pesos Cileni - oltre 1 euro - il prezzo del biglietto della metropolitana a innescare le proteste degli studenti. Un aumento significativo per un paese in cui il salario medio di un lavoratore dipendente è di circa 500 - 700 euro al mese lorde, per 45 ore settimanali. 

Dallo scorso lunedì gli studenti hanno iniziato l'"evasione di massa" entrando nelle stazioni metro, aprendo le barriere e permettendo a tutti i passeggeri di accedere ai binari senza pagare il biglietto. La metropolitana serve circa 2,8 milioni di persone, per lo più cittadini che spostano quotidianamente da un comune all'altro di Santiago per lavoro. 

​Alle proteste, inizialmente pacifiche, il governo ha risposto con una dura repressione. I manifestanti accusano i carabineros di aver usato gas lacrimogeno all'interno delle stazioni della metro, per bloccare i passeggeri senza biglietto. Durante gli scontri con le forze dell'ordine una ragazza è stata gambizzata, nella metro di Estacion Central poco distante da La Moneda. 

Il sindacato dei trasportatori con un comunicato ha espresso la solidarietà ai manifestanti, sottolineando che "il rincaro dei biglietti e questi capricci li stanno pagando i padri e le madri degli studenti, che oggi, con piena ragione, manifestano perché si rendono conto che i salari delle famiglie non sono sufficienti".

Lo stato d'emergenza

Le proteste sono diventate incontrollabili, costringendo la società dei trasporti a sospendere i treni venerdì pomeriggio, proprio durante l'ora di maggior affluenza. La popolazione si è unita agli studenti e ha preso le strade della città, organizzando cortei e cazerolazos in diverse piazze. 

Il ministro dell'Interno Andrés Chadwick ha annunciato che, contro i manifestanti coinvolti nell'interruzione di pubblico servizio, danneggiamenti e distruzioni verrà applicata la Legge di Sicurezza Interna, che prevede sino a 10 anni di carcere. 

Ma questo non è bastato a placare le proteste che anzi si sono inasprite. Alcune frange violente dei manifestanti hanno dato fuoco al palazzo di Enel Endesa, la società che fornisce energia a tutto il Paese. 

Il presidente Sebastian Piñera ha decretato lo stato d'emergenza nella Regione Metropolitana di Santiago, una misura che può estendersi al massimo per 15 giorni che prevede la restrizioni di libertà di circolazione e riunione e permette poteri particolari ai militari per il ripristino dell'ordine pubblico. Dinnanzi a queste misure alcuni settori sociali, come l'Unione dei Portuali del Cile, hanno decretato lo sciopero nazionale a sostegno della mobilitazione per la prossima settimana. 

Tags:
America Latina, scontri, manifestazioni, Cile
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