13:18 21 Novembre 2019
Polizia spagnola prende posizione a Barcellona durante le proteste

Catalogna, continua la guerriglia per le strade di Barcellona

© AP Photo / Manu Fernandez
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A Barcellona vanno avanti senza sosta gli scontri tra i manifestanti pro indipendentisti e le forze di polizia locale. Il capoluogo catalano è completamente andato in tilt.

Non si placa il malcontento che ha fatto seguito alla decisione della Corte Suprema spagnola di incarcerare i politici coinvolti nel tentativo del 2017 per ottenere l'indipendenza della Catalogna.

Ieri a Barcellona è stata la quinta giornata consecutiva di duri scontri tra gli attivisti pro indipendenza e le forze dell'ordine: i riottosi, sventolando la bandiera catalana, hanno improvvisato delle barricate in diverse zone della città, utilizzando le pattumiere e appiccando il fuoco.

Gli agenti della polizia locale hanno dovuto far fronte a ripetuti lanci di oggetti contro di loro e in diverse occasioni sono stati ingaggiati dei corpo a corpo che, secondo le informazioni preliminari, avrebbero causato il ferimento di almeno 25 persone nella sola giornata di venerdì.

La polizia per la prima volta ha impiegato un camion idrante per aprirrsi la strada lungo le strade del centro invase dai manifestanti e ingombrate dalle barricate in fiamme.

Secondo alcune stime in piazza sarebbero scese circa 500.000 persone, ovvero circa un terzo della popolazione totale di Barcellona.

Il centro città è stato completamente bloccato dai manifestanti: molte strade sono state sbarrate, alcune stazioni della metropolitana sono state chiuse e sarebbe addirittura impossibile trovare un taxi libero.

Le violenze sono diminuite di intensità solo dopo la mezzanotte, dopo oltre 7 ore di ininterrotti combattimenti.

Un corrispondente di Sputnik presente a Barcellona è riuscito ad effettuare delle riprese dei disordini nella capitale catalana.

La condanna dei leader del movimento indipendentista catalano

Lunedì 13 ottobre la Corte Suprema spagnola ha dichiarato i politici catalani protagonisti del referendum per l'indipendenza della Catalogna colpevoli di atti di violenza "innegabili".

All'ex presidente della Catalogna, Oriol Junqueras, è stata inflitta una pena severissima: 13 anni di carcere e altri 13 anni d'interdizione assoluta per il crimine di sedizione aggravato da un altro di appropriazione indebita.

L'ex premier catalano Carles Puigdemont, leader del movimento per l'indipendenza e oggi in esilio in Belgio, ha twittato definendo il verdetto una "atrocità".

La Spagna ha rinnovato la sua offerta per riprendersi il politico catalano e ha emesso un nuovo mandato di arresto europeo per lo stesso Puigdemont.

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