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05:22 12 Novembre 2019
L'ambasciatore della Turchia in Italia, Murat Salim Esenli

Ambasciatore Turchia a Roma: Posizione dell’Italia (sulla Siria) danneggia i rapporti bilaterali

© Foto: Facebook / T.C. Roma Büyükelçiliği / Ambasciata di Turchia a Roma
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Il rapporto diplomatico tra Italia e Turchia ha subito un "danno", lo dice l'ambasciatore dell Turchia in Italia durante un'apposita conferenza stampa.

Si incrina il rapporto diplomatico tra Roma e Istanbul. Questa mattina l’ambasciatore della Turchia in Italia, Murat Salim Esenli, ha tenuto una conferenza stampa in cui ha fatto presente che la posizione dell’Italia nei confronti dell’operazione militare turca, lanciata nel nord-est della Siria, ha causato un “danno alle relazioni bilaterali tra Italia e Turchia”.

“La Turchia ha sempre informato l’Italia su quello che succedeva al confine” tra Turchia e Siria sin dal 2011 e l’ambasciatore riferisce di “quattro informative ministeriali e tre a livello di segretariato generale”.

Tutto è trascritto tra Italia è Turchia

Secondo quanto riportato da Adnkronos, assume i tratti della minaccia quella dell’ambasciatore in Italia della Turchia, quando afferma:

“Abbiamo sempre trascritto quello che ci siamo detti durante i nostri incontri a livello diplomatico. Alla Farnesina avranno i documenti”. L’ambasciatore Esenli si dice “pronto a produrre i documenti con quello che ci siamo detti, dove ci siamo parlati e quando”.

Ed è “per questo, per il fatto che abbiamo sempre informato il governo italiano, che sono perplesso rispetto alla protesta espressa dall’Italia” in merito all’offensiva militare della Turchia lungo il confine con la Siria.

L’ambasciatore rigetta le proposte avanzate dall’Italia riguardo la cessazione del conflitto.

I politici italiani sono vittima della propaganda

L’ambasciatore ha anche mostrato la foto di una bambina vittima di un attacco chimico. Mostra la foto e afferma che quell’attacco chimico che viene attribuito alla Turchia, è in realtà sarebbe frutto di un attacco chimico siriano.

I politici italiani però l’hanno usata per “criticare ingiustamente la Turchia”, perché l’esercito turco “non ha armi chimiche, biologiche o nucleari nel suo arsenale”.

Una guerra informatica per stigmatizzare la Turchia

Una difesa a tutto campo quella dell’ambasciatore della Turchia in Italia, il quale parla anche di quella che definisce “guerra informatica” contro la Turchia che si sarebbe scatenata in queste settimane per “stigmatizzare” l’operato di Erdogan.

Esenli mostra molte delle foto che stanno circolando nel web e le smonta una a una, affermando che alcune sono in realtà state scattate a Idib e mostrerebbero vittime degli attacchi di Damasco, altre sono state prese da un terremoto in Turchia e altre addirittura sarebbero state scattate in Europa.

L’ambasciatore fa anche notare che a Roma, presso il Pantheon, si è svolta una manifestazione pro curda in cui sono stati esposti i simboli del Pkk, che la Turchia considera gruppo terroristico.

Nella zona liberata vi potranno tornare i siriani rifugiati in Turchia

L’ambasciatore si è infine soffermato sulle ragioni dell’offensiva e sul cosa accadrà al termine dell’operazione militare.

Spera che le attività militari si possano concludere in breve tempo, anche durante le 120 ore di tregua, ma non è detto che le operazioni non possano riprendere al termine della tregua concordata con gli Usa.

Ad ogni modo, al termine dell’attività militare, la Turchia ha intenzione di farvi ritornare i due milioni di rifugiati siriani che al momento sono nel territorio turco.

Secondo l’ambasciatore l’intento della Turchia è creare una zona sicura a nord della Siria, dove ricostruire le infrastrutture per migliorare le condizioni di vita e quindi far ritornare i rifugiati. Ma, sottolinea l’ambasciatore, “il ritorno dei profughi avverrà su base volontaria. Non ci sarà alcuna imposizione”.

La telefonata di Conte ad Erdogan

Ricordiamo che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva telefonato il presidente turco Erdogan nei giorni scorsi, manifestandogli la disapprovazione dell’Italia per l’operazione bellica. Secondo le fonti vicine a Conte, la telefonata non sarebbe stata priva di momenti di tensione.

Nei giorni scorsi, poi, il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio ha ribadito la volontà dell’Italia di bloccare la distribuzione di nuovi armamenti alla Turchia e di rivalutare quelli esistenti.

Non risultano al momento della pubblicazione risposte ufficiali da parte del ministero degli Esteri italiano, dal ministro degli Esteri Di Maio o dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

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il ministero degli Esteri, Italia, Turchia
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