Widgets Magazine
12:54 13 Novembre 2019
Bandiera UE

Consiglio Europeo dice no ad Albania e Macedonia del Nord. Conte: ‘Errore storico’

CC BY 2.0 / Valeria Fernández Astaburuaga / European union
Mondo
URL abbreviato
4154
Seguici su

Fumata nera per l'avvio del processo di integrazione dell'Albania e della Macedonia del Nord nell'Unione europea. Pesa il veto della Francia e per Conte è "un errore storico".

Giuseppe Conte lo considera “Un errore storico” il nulla di fatto sull’allargamento dell’Unione europea all’Albania e alla Macedonia del Nord. Il Consiglio europeo non trova un accordo unanime e così la decisione viene ancora una volta rimandata.

Conte non nasconde il suo disappunto, lui che è da poco rientrato dalla visita ufficiale proprio in Albania:

“non era necessario aprire, sarebbe bastato avviare la procedura. È stato un errore storico. Sono molto vicino all’Albania e alla Macedonia del Nord”.

Ma il presidente del Consiglio non è l’unico leader politico europeo contrariato da questa decisione. Ancora più dura la cancelliera austriaca Brigitte Bierlein, che ha definito la decisione “deplorevole”. La cancelliera austriaca ha avuto successivamente un colloquio con i due primi ministri, a cui ha manifestato tutta la sua delusione per come sono andate le cose, ed ha anche riferito che i due leader erano “molto delusi”.

Il premier belga spiega cosa è accaduto

C’è stata una “discussione sostanziale” e molto intensa nel dibattito in Consiglio europeo, ma “in questa fase non c’è unanimità” sull’ingresso di Albania e Macedonia del Nord nell’Unione europea. Questo quanto ha spiegato il primo ministro belga Charles Michel, prossimo presidente del Consiglio europeo.

La Francia dietro la bocciatura

Dietro la bocciatura c’è la Francia, che già martedì aveva chiesto una riforma del processo di allargamento dell’Unione europea, prima di procedere all’apertura di negoziati con altri stati candidati. Il Governo francese aveva avanzato tale proposta per voce della ministra degli Affari Europei Amelie de Montchalin.

Ovviamente ha pesato la bocciatura di Silvie Goulard come commissaria europea, una bocciatura che aveva irrigidito Macron tanto da far presagire “rappresaglie”, che a quanto pare si stanno ora manifestando.

L’integrazione nell’Unione europea dei Balcani

Ma il mancato avvio del processo di integrazione dell’Albania e della Macedonia del Nord nell’Unione Europea, ha risvolti socio politici molto profondi. Ed è per questo che Conte lo ha definito un errore storico e la cancelliera austriaca deplorevole.

L’integrazione di questi come di altri Paesi dell’area balcanica ex-Jugoslavia (vedasi la Slovenia), è partito come un processo di risanamento delle ferite causate dalla guerra nei Balcani degli anni ‘90. Ora il rischio è che altre forze interne possano interporsi e allontanare i tempi del processo di riunificazione e di pacificazione dell’area.

Qui la domanda di fondo che in molti si porranno ora è:

“Se l’Europa non è in grado di avere un progetto politico su un’area che è parte importante della sua storia, come può agire su altri fronti, dalla Siria alla Libia?”
Albania e integrazione europea, una "pausa di riflessione" che dura da 10 anni

L’Albania ha sottoscritto l’Accordo di stabilizzazione e associazione con l’UE nel 2006. Il primo aprile 2009 ha aderito alla NATO e meno di un mese dopo Tirana ha presentato la sua richiesta di adesione all’Unione europea. Nel 2010 Bruxelles ha approvato l’abolizione del regime dei visti per i cittadini albanesi.

Ma dal 2010 a oggi non è cambiato molto: infatti, l’UE ad oggi non ha ancora indicato date per l’inizio dei negoziati. E anzi questa primavera gli olandesi hanno cominciato a ventilare a Bruxelles la proposta di ripristinare i visti un tempo necessari ai cittadini albanesi per circolare all’interno di Schengen.

Nel giugno del 2018 il Consiglio dell’Unione europea ha preso atto dei progressi conseguiti nell’ambito delle riforme da Albania e Macedonia del Nord stabilendo i criteri necessari ad avviare le trattative di adesione nel giugno del 2019. Tuttavia alla fine si è deciso di posporre questo processo.

Nel settembre del 2019 il Commissario europeo per l'Allargamento e la Politica di Vicinato Johannes Hahn ha dichiarato in un’intervista alla rivista montenegrina Vijesti che sia l’Albania sia la Macedonia del Nord meritano che vengano avviati i negoziati di adesione all’UE.

Nel 2018 l’Albania occupava la 99a posizione su 180 nella classifica di Transparency International nella quale più è in basso è una nazione, maggiore è la portata del fenomeno corruttivo. Ad esempio, la Mongolia e il Gambia occupano posizioni migliori dell’Albania, mentre la Colombia e la Tanzania si piazzano in posizioni analoghe.

Le posizioni di questo Paese che ha presentato domanda di adesione all’UE nel tempo non hanno fatto che peggiorare: nel 2016, infatti, l’indice di percezione della corruzione in Albania si attestava a 39 punti, nel 2017 a 28 e l’anno scorso a 36 (in questo caso, minore è il valore dell’indice, maggiore è il livello di corruzione).

Si confronti: Bulgaria e Romania, entrate nell’UE nel 2007, occupano rispettivamente la 77a e la 61a posizione del Global Corruption Barometer. Mentre la Croazia, l’ultimo Paese ad aver aderito, occupa la 60a posizione.

Secondo la classifica di Worldatlas, l’Albania è al 106o posto su 216 (ovvero a metà della lista) per numero di omicidi commessi con un indice di 5 omicidi al giorno ogni 100.000 persone. In Honduras quest’indice si attesta a 90,4, in Venezuela a 53,7. Dunque, pare che in Albania le cose non vadano poi così male fino a che non si confronta la situazione albanese con quella di altre nazioni della regione che hanno aderito di recente all’UE: in Bulgaria si commettono 1,9 omicidi ogni 100.000 persone, in Romania 1,7 e in Croazia 1,2.

Stando ai dati forniti da NUMBEO l’Albania si riconferma a metà della classifica anche nell’indice di criminalità: alla 72a posizione su 126. Tuttavia, i media a livello globale stanno pubblicando studi secondo i quali la mafia albanese avrebbe in mano il mercato europeo della cocaina e di altre droghe a tal punto che è stata definita una vera e propria “Colombia europea”.

Anche quanto al grado di benessere economico l’Albania rimane indietro rispetto agli Stati membri più “giovani” dell’UE: stando alla classifica di World Population Review nel 2019 l’Albania si trova alla 119a posizione per PIL dietro a Yemen e Gabon, ma davanti a Mozambico e Nicaragua. La Croazia, che ha aderito all’UE nel 2019, occupa la 76a posizione, mentre Bulgaria e Romania, entrate nel 2007, il 73o e il 19o posto rispettivamente.

Stando ai dati della Banca mondiale l’RNL dell’Albania nel 2018 si attestava a 15.052,46 milioni di dollari, ossia di poco superiore ai valori registrati dal Burkina Faso e dal Ciad, ma senza nemmeno sfiorare quelli della Cambogia o del Camerun. In Bulgaria l’RNL nel 2018 si è attestato a 66.138,49 milioni, in Romania a 233.696,68 e in Croazia a 59.345,67.

Oltre per il proprio processo di integrazione all’interno dell’UE, Tirana intercede attivamente presso Bruxelles anche riguardo alla questione kosovara: infatti, sta tentando di migliorare con dei ricatti le prospettive a livello comunitario della repubblica autoproclamata. Il primo ministro albanese Edi Rama ha più volte confermato che, qualora l’UE non apra la strada all’integrazione europea del Kosovo, Albania e Kosovo si uniranno seguendo “vie tradizionali”.

Ricordiamo che Albania e Kosovo hanno già unito i propri mercati, abolito i controlli transfrontalieri, annunciato un’unione a livello di politica estera tra Tirana e Pristina (il ministro albanese degli Esteri ad interim Gent Cakaj e il capo della diplomazia del Kosovo autoproclamato Behgjet Pacolli hanno fatto questo annuncio il 3 luglio 2018) e hanno persino ventilato l’idea di abolire il roaming dei telefoni cellulari. Inoltre, presso il porto commerciale albanese di Durazzo ha sede un Ufficio doganale del Kosovo. I governi dell’Albania e del Kosovo autoproclamato organizzano già da 4 anni sedute congiunte: Edi Rama, Hashim Thaçi (presidente del Kosovo autoproclamato e leader della popolazione albanese della cosiddetta Valle di Preševo, comunità composta da tre villaggi della Serbia meridionale – Preševo, Medveđa e Bujanovac – caratterizzata da una nutrita comunità albanese), nonché Jonuz Musliju parlano continuamente di unire gli albanesi. Questo rappresenta una importante fonte di problemi per la regione dal momento che sia in Macedonia del Nord sia in Montenegro sia in Grecia vive una grande percentuale di comunità albanese.

Correlati:

Nord Macedonia, Pendarovski: NATO e UE saranno le mie priorità
La Macedonia del Nord continuerà il suo percorso per entrare nella NATO
Cambia l'Unione Europea: fuori la Gran Bretagna, dentro Albania e Macedonia del Nord
Tags:
Unione Europea, Macedonia, Albania
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik