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04:14 12 Novembre 2019

Espone una mappa della Cina senza Taiwan – anche Dior costretta a scusarsi

© REUTERS / Dylan Martinez
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Durante una presentazione nella quale mostrava i propri negozi in Cina, Dior è inciampata in un piccolo incidente diplomatico che poteva rischiare di costarle caro sul prezioso mercato orientale.

All'inizio di questa settimana, Dior ha tenuto una presentazione all’università Zhejiang Gongshang nella città di Hangzhou nella quale ha mostrato i suoi negozi in Cina, ma la delicata regione di Taiwan è stata esclusa dalla mappa. L'incidente è stato immediatamente notato dai giovani del pubblico che hanno subito chiesto perché mancasse l’isola.

L’incaricato ha spiegato che l'immagine era troppo piccola e quindi Taiwan non poteva essere rappresentata. Tuttavia, uno degli studenti più vigili ha risposto che Taiwan è più grande dell'isola di Hainan, il punto più meridionale della Cina, che invece sulla mappa è mostrato. Il dipendente ha quindi affermato che Taiwan e Hong Kong sono state incluse solo nelle presentazioni di Dior sulla "Grande Cina".

Un video dell'evento che mostrava la mappa è stato postato su Weibo il social cinese, innescando un contraccolpo tra gli utenti. Alcuni utenti particolarmente arrabbiati hanno persino chiesto che il dipendente venisse licenziato. La richiesta di scuse da parte di Dior sono diventate uno degli argomenti più popolari su Weibo nei giorni scorsi.

Alla fine Dior si è dovuta scusare:

"Dior in primo luogo estende le proprie profonde scuse per l'affermazione errata e la falsa dichiarazione fatta da un membro dello staff Dior durante la presentazione al campus", ha scritto il marchio in cinese sul social network Weibo giovedì, aggiungendo poi che Dior rispetta la politica di "One China" e "salvaguarda rigorosamente la sovranità e l'integrità territoriale della Cina" e promette di impedire che tali errori si verifichino in futuro.

Ma questa non è la prima volta che un marchio di lusso incappa nel medesimo errore e rischia di costargli caro in termini di immagine. Coach, Versace e Givenchy erano incappati nella stessa disavventura. Nel mese di agosto, la Coach statunitense, la francese Givenchy e persino la nostra Versace avevano rischiato grosso non includendo non solo Taiwan ma neppure Hong Kong e Macao nelle proprie rappresentazioni della Cina.

Ancora più grave era stato il caso recentissimo della lega basket americana (NBA) quando un tweet di un funzionario della squadra degli Houston Rockets (molto popolare in Cina) aveva espresso sostegno per le proteste di Hong Kong. In quel caso furono costretti a scusarsi formalmente sia i dirigenti della squadra texana che l’intera NBA.

Esattamente come in quel caso dell'NBA alle scuse erano poi seguite le lamentele degli attivisti di Hong Kong, in questi casi, alle scuse per le mancate inclusione di Taiwan nelle rappresentazioni della Cina sono poi succedute le proteste degli stessi taiwanesi a loro volta proprio per quelle scuse dal momento che ritenute del tutto immotivate.

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Taiwan, Cina
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