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04:04 12 Novembre 2019

Come i sottomarini russi si nascondono dalla NATO

© Sputnik . Vitaly Ankov
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I sottomarini russi diesel-elettrici hanno delle capacità stealth superiori a quelle dei sottomarini nucleari.

Ancora oggi in alcuni casi per entrare in contatto con la terraferma i sottomarini sono obbligati a emergere e questo rivela immediatamente la posizione del sottomarino. Anche l’uso del periscopio è pericoloso in quanto permette di calcolare la profondità d'immersione del sottomarino mentre aerei ed elicotteri sono in grado d'intercettare i segnali radio e di rilevarne la fonte.

Tuttavia, i sottomarini moderni sono anche dotati di sistemi di rilevamento degli impulsi radar, che rilevano immediatamente il funzionamento del radar antisommergibile. Non appena diventa chiaro che il sottomarino viene sorvegliato, l'equipaggio esegue una manovra d'immersione urgente seguita dall’immediato allontanamento dal punto di emersione.

"Non bisogna pensare che si faccia una virata e ci si fiondi alla massima velocità. Questo è sbagliato", ha detto l'ex comandante Igor Kurdin a Sputnik. "In questo caso, il sottomarino verrebbe immediatamente rilevato e lo scontro andrebbe perso. Inoltre, a differenza di quelli nucleari, la velocità dei sottomarini diesel-elettrici non è abbastanza elevata da poter rapidamente allontanarsi dal nemico. Ma i loro equipaggi usano altri metodi tattici, incluso l'uso delle contromisure del sonar".

Dunque nel caso di un eventuale rilevamento preliminare o avvistamento da parte di un nemico i marini vengono addestrati ad agire in maniera automatica seguendo delle tattiche specifiche. Per fare tutto ciò che hanno solo pochi minuti. Il comandante deve calcolare rapidamente la velocità e la profondità d'immersione ottimali, in modo da non smascherare il sommergibile.

Successivamente dopo essersi allontanato dalla zona di emersione il sottomarino diesel-elettrico può raggiungere la massima profondità consentita e rendersi del tutto irrintracciabile spegnendo tutta la strumentazione, i meccanismi non vitali e persino i motori diesel potendo restare (scorte permettendo) diversi giorni in questa posizione. 

Questo regime “silenzioso” prevede persino che i marinai limitino al minimo i passaggi tra un settore e l’altro dell’imbarcazione e che parlino a bassa voce.

I sottomarini a propulsione nucleare invece non possono farlo: un reattore nucleare non può essere lasciato in funzione con i sistemi ausiliari spenti.

Un altra manovra di disimpegno usata dai sommergibilisti sovietici e russi è quella del "Crazy Ivan", così soprannominata dagli americani durante la guerra fredda.

Questa manovra fu ideata durante la guerra fredda quando spesso i sottomarini americani seguivano la scia dei sottomarini russi seguendo il loro "schermo acustico". Mettendosi in coda gli americani riuscivano a eludere i sonar sovietici che erano disturbati dal rumore della propria elica.

Per rilevare il nemico, i comandanti sovietici allora eseguivano manovre imprevedibili e brusche, fino a virate di 180 gradi. Per evitare di scontrarsi allora, gli americani erano costretti a mantenere le distanze.

I sottomarini diesel elettrici classe Varshavyanka

I sottomarini di classe 636 "Varshavyanka", soprannominati dalla NATO “buco nero” per le loro capacità stealth, appartengono alla terza generazione di questa tipologia di sommergibili. Hanno un dislocamento 395 000 tonnellate, una velocità di crociera subacquea di 20 nodi fino a una profondità massima di 300 metri e un equipaggio di 52 persone. 

Il sottomarino è armato con siluri da 533 millimetri (sei sistemi di lancio), mine e il sistema lanciamissili "Kalibr". Possono acquisire i bersagli a una distanza di tre quattro volte superiore a quella in cui i mezzi nemici riescono attualmente.

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Tags:
Sottomarini russi, Sottomarini, stealth
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