12:17 21 Novembre 2019
Esa Mars Express fotografa un antico fiume estinto su Marte

Esa Mars Express fotografa un antico fiume estinto su Marte

CC BY 3.0 / ESA/DLR/FU Berlin
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La sonda spaziale Esa Mars Express fotografa un antico fiume all'equatore di Marte. Nirgal Vallis doveva somigliare molto agli habitat fluviali che abbiamo qui sulla Terra.

Poco più a sud dell’equatore marziano, tra enormi crateri generati dall’impatto con grandi meteoriti, la sonda Esa Mars Express ha fotografato un antico fiume prosciugato, lungo circa 700 chilometri. Il suo nome è Nirgal Vallis, ed è un vero e proprio sistema fluviale con tanto di affluenti, scovato dalla sonda spaziale che ha come obiettivo mappare dall’alto tutto il suolo di Marte.

I planetologi dell’Esa stimano che Nirgal Vallis abbia all’incirca 3,5 – 4 miliardi di anni di età, un sistema fluviale antichissimo, ma di cui oggi esiste solo la traccia lasciata nel suolo, mentre dell’acqua più nessuna traccia.

Le dimensioni e le caratteristiche di Nirgal Vallis

Nirgal Vallis è mediamente profonda 200 metri e larga 2 chilometri, indice che qui il fiume ha scavato per molto tempo prima di prosciugarsi.

La valle si biforca assumendo le sembianze di un albero con piccoli rami. Viene definita per questo motivo valle ad anfiteatro, che la fa somigliare a un anfiteatro greco.

La pavimentazione della valle è ripida e liscia, e ricoperta di dune sabbiose.

Uno dei rami della valle confluisce in Uzboi Vallis, dove si sospetta vi fosse anticamente un lago di raccolta delle acque.

Nirgal Vallis e le somiglianze con la Terra

I geologi hanno verificato la grande somiglianza di Nirgal Vallis con le valli presenti sulla Terra. Ad esempio con le valli del deserto di Atacama in Cile, del famosissimo Altopiano del Colorado e delle isole delle Hawaii.

Anche altre valli di Marte sono simili a quelle terrestri, tra cui Nanedi Valles e Echus Chasma.

Altre caratteristiche fanno somigliare la valle ai sistemi di drenaggio terrestre, dove valli tortuose e ripide – che si pensava fossero formate da acque che scorrevano liberamente – hanno scavato la loro strada attraverso centinaia di chilometri di roccia marziana, forgiando colate laviche in antiche pianure vulcaniche.

L’equatore marziano simile agli ambienti terrestri

Dal momento che valli come Nirgal Vallis si concentrano nella zona equatoriale di Marte, tutto porta a ipotizzare che questa zona del pianeta avesse un tempo una morfologia simile a quella che possiamo vedere sulla Terra.

Per quanto riguarda il rifornimento d’acqua che alimentava la valle, gli scienziati sospettano che il Nirgal ricevesse acqua dalle precipitazioni di pioggia e da un flusso via terra drenato dal terreno circostante. Ma non si esclude che il sistema possa essersi generato attraverso il processo noto come falda freatica.

L’acqua su Marte è una certezza

Che vi sia stata acqua su Marte e che ancora c’è acqua sul pianeta, è una certezza. Già Mariner 9 nel 1971 ne aveva trovato delle evidenze.

Poi nel giugno del 2013 il rover Curiosity ha trovato ulteriori evidenze della presenza di acqua su Marte e successive analisi del terreno avvenute nel mese di settembre dello stesso anno ritrovavano una presenza del 2% di H2O.

Purtroppo Marte ha perso acqua progressivamente negli ultimi 3,7 miliardi di anni, i processi di evaporazione lo hanno ridotto nelle condizioni di aridità attuale.

La missione Esa Mars Express continua

Il Mars Express continua la sua missione di mappatura del suolo con la High Resolution Stereo Camera, supportato dall’Esa-Roscosmos ExoMars Trace Gas Orbiter.

Il prossimo anno su Marte arriverà invece il rover Esa ExoMars Rosalind Franklin, che darà il via alla prima esplorazione europea del suolo marziano.

La caccia alla vita su Marte continua.

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Roscosmos, ESA, Marte, Marte
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