13:33 21 Novembre 2019
Le proteste contro Brexit a Londra, marzo 2019

Brexit. Unionisti del Dup contro l’accordo. Non lo voteremo

© Sputnik . Demond Cureton
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Il Dup, partito degli unionisti nordirlandesi, si mette di traverso all'accordo tra Regno Unito e Ue, mentre a Bruxelles si lavora ad oltranza.

Mentre a Bruxelles si sta lavorando a oltranza, e secondo alcune fonti ci sarebbe ormai un accordo quasi su tutto, arriva la doccia fredda. La leader degli unionisti nordirlandesi del partito Democratic Unionist Party (Dup), non appoggeranno l’accordo che va delineandosi, perché:

“Allo stato attuale non possiamo appoggiare ciò che viene suggerito riguardo alle questioni doganali e del consent, e manca chiarezza sull’Iva.

Continueremo a lavorare con il Governo per ottenere il miglior accordo possibile per il Nord Irlanda, e che protegga l’integrità economica e costituzionale del Regno Unito.”

​Un comunicato non senza conseguenze importanti sul destino dell’accordo, poiché senza l’appoggio del Dup difficilmente il Parlamento britannico ratificherà l’accordo con l’Ue.

I leader del Dup, Arlene Foster e il suo vice Nigel Dodds, restano aperti e lavorano al fianco del governo britannico per migliorare l’accordo, ma la strada sembra così complicarsi.

Si lavora a oltranza a Bruxelles

Oggi e domani (17 e 18 ottobre, ndr) a Bruxelles è previsto il Consiglio europeo, al quale parteciperà anche Boris Johnson. Il primo ministro britannico vorrebbe rientrare a Londra con un accordo definitivo e per raggiungere questo obiettivo i team delle due sponde, incaricati di trovare un accordo, stanno lavorando senza sosta, anche di notte.

Si tratta parola per parola, fino a trovare un accordo che sia giuridicamente solido e che soddisfi tutte le parti interessate.

Il lavoro non manca e Michel Barnier lo ha detto anche alla riunione avuta con gli ambasciatori presso l’Ue dei 27 stati membri.

Non tutto è ben delineato, c’è ancora da fare. Ad esempio manca un accordo chiaro sull’Iva.

Da quanto trapela, è la delegazione britannica ad avere i maggiori dubbi e incertezze.

Michel Barnier, capo delegazione per l’Ue nella trattativa sulla Brexit, in un tweet del 15 ottobre scriveva:

“Il dialogo è difficile ma credo che un accordo resti possibile”.

Gli scenari ipotizzati dai sondaggi

In queste settimane nel Regno Unito sono stati prodotti vari sondaggi, i cui dati sono confluiti in una analisi complessa fatta dalla Bbc.

Secondo i sondaggi, se si dovesse optare per un referendum bis (extrema ratio ormai molto improbabile) si potrebbe verificare un ribaltamento del precedente risultato, con il 53% che voterebbe per restare e il 47% che voterebbe per l’uscita.

Ma questo ribaltamento, non si verificherebbe per un ripensamento dei britannici, no, solo perché chi non ha votato nel 2016 ora voterebbe e il suo voto andrebbe a favore del remain.

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Tags:
Michel Barnier, Unione Europea, Boris Johnson, Brexit
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