16:01 22 Novembre 2019
Il gatto-spacciatore

Russia, investigatori di Tula si sono persi il "gatto-spacciatore"

© Foto: Vkontakte / Podslushano Novomoskovsk
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L'inchiesta relativa allo spaccio di droga nel carcere №6 della regione di Tula ha perso un'importante prova materiale: il "gatto corriere della droga", segnala il quotidiano Kommersant.

Secondo gli investigatori, il detenuto Eduard Dolgintsev ha deciso di organizzare di propria volontà un sistema di approvvigionamento di droga all'interno del carcere. Per realizzare il suo piano, sfruttava un gatto nato in prigione, che periodicamente riusciva ad uscire dal carcere attraverso una piccola fessura. Secondo l'accusa, Dolgintsev aveva messo un collare con una tasca segreta sul felino, dove avrebbe nascosto le sostanze stupefacenti.

Ma il piano non ha funzionato: l'uomo è stato fermato, il gatto è stato catturato e riconosciuto come prova materiale, dopodichè è stato affidato allo zoo di Novomoskovsk.

Pochi giorni fa, l'avvocato dell'imputato Dmitry Sotnikov ha visitato lo zoo ed ha scoperto che il gatto era fuggito, osserva il giornale.

"Ci è stato permesso di far uscire il gatto dalla gabbia perché faceva freddo. Lo abbiamo lasciato uscire. Ma una volta alcuni cani non nostri sono arrivati da noi, il gatto ha una paura tremenda dei cani ed è scappato", ha raccontato una collaboratrice dello zoo all'avvocato di Dolgintsev.

L'accusa si basa sulla testimonianza di tre testimoni segreti che presumibilmente avrebbero acquistato la droga tramite il "gatto spacciatore" e che sono in grado di identificare il felino. Secondo Sotnikov, senza il gatto, la difesa non può condurre un esperimento utile per l'indagine, pertanto il caso dovrebbe essere chiuso.

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Solo In Russia, gatto, Prigione, Società, Russia
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