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04:03 12 Novembre 2019
Il formaggio

Dazi Usa ai prodotti italiani: chi ne trarrà vantaggio?

© Sputnik . Viktor Tolochko
Mondo
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Le tariffe imposte ai prodotti europei, potrebbero azzerare l'export di eccellenze formaggi italiani e vini francesi. Una ghiotta opportunità per i mercati emergenti dei paesi del cono sud latinoamericano, che puntano sull'agroalimentare.

Argentina e Cile potrebbero veder crescere le proprie quote di mercato ed essere i nuovi partner privilegiati degli USA nel settore l'agroalimentare. Già favoriti da accordi doganali o commerciali, come il Sistema Generalizzato di Preferenza (GSP), per quanto riguarda l'Argentina, e il Trattato di Libero Commercio, per il Cile, con i dazi sui prodotti europei potrebbero definitivamente incrementare l'export di vino e formaggi sostituendosi a paesi come Francia e Italia. 

Aníbal García Fernández, analista del Centro Strategico Latinoamericano di Geopolitica (Celag), ha rimarcato come il GSP che permette la libera esportazione di 30 prodotti argentini negli USA, già permetta di vendere senza l'applicazione di alcun dazio prodotti come vino e olio di oliva. Cosa che di fatto rende il paese latino americano un pericoloso challenger dell'Italia nel mercato statunitense. 

Il Cile

La stessa cosa succede per il Cile, che pur non essendo un paese rinomato per la produzione di formaggi, ma il "queso" cileno, di qualità inferiore ma più economico di quello italiano, potrebbe garantire alla propria industria casearia grosse porzioni di mercato statunitense.

"Per il fatto che il Cile ha un trattato di libero commercio con gli USA, le esportazioni di formaggio entrerebbero senza alcuna imposizione di dazi nel mercato statunitense" ha commentato García Fernández.

Paradossalmente per il Cile potrebbe essere più difficile competere sul mercato del vino. Il Cile è uno dei maggiori esportatori di vino al mondo, ma La California è uno stato produttore. E nell'ultimo anno, ha osservato Fernández, l'import di vino cileno negli States è diminuito sia di volume (-5,2%), che di valore (- 8,1%). Tuttavia la domanda di vino negli USA è molto alta, nel 2017 ha raggiunto 800 milioni di galloni (più di 3000 milioni di litri). I produttori interni potrebbero mirare a coprire l'intera o gran parte della domanda di vino degli USA. Ma solo nel  2018, l'import valeva 5,2 miliardi di euro, proveniente per lo più da Italia e Francia. E questo rappresenta si certo un'opportunità per le ambizioni del Cile, che da quando entreranno in vigore i dazi, godrà di un vantaggio competitivo su Francia e Italia. 

L'Argentina

Il ritorno al GSP ha permesso all'Argentina di aumentare il totale delle esportazioni di formaggio da 6 a 8000 tonnellate, ha segnalato l'analista, riferendosi ai dati di Apymel. Dall'altro lato, il mercato caseario argentino si sta evolvendo. 160 imprese del paese, nel 2018, hanno formato la marca Agendairy, con cui ambiscono ad aumentare la propria competitività e presenza nel mercato statunitense. L'unico ostacolo alla conquista dei mercati stranieri, per l'Argentina, potrebbe essere l'elevato costo di produzione, che grava sulla competitività dei prodotti, ha osservato l'analista. 

Tuttavia gli USA sono grandi importatori di formaggio e questo fornisce nuovi stimoli e opportunità alla produzione del Paese latinoamericano. 

I dazi ai prodotti europei

La decisione di imporre le tariffe sui prodotti provenienti dalla UE è arrivata in seguito ad aiuti dell'Europa a Airbus, illeciti secondo la Casa Bianca, perché penalizzerebbero la Boeing. Si tratta quindi di tariffe punitive che non colpiscono solo il settore aereo, ma anche quello industriale e agroalimentare. Un portavoce USA avrebbe annunciato la possibilità di trattare le misure imposte all'Italia. Il valore dei dazi imposti all'intero export europeo si aggira attorno a $ 7,5 miliardi.

I dazi scatteranno dal 18 ottobre e l'UE ha dichiarato di avere già pronta la lista dei prodotti importati dagli Usa su cui applicare tariffe, come rappresaglia. Un elenco di 11 pagine in cui figurano sigarette e tabacchi, chewing gum e noccioline. Il rischio è quello di una guerra dei dazi, le cui ricadute sulla bilancia commerciale avrebbero certamente effetti recessivi.

Tags:
Argentina, Cile, Europa, dazi, USA
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