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04:49 12 Novembre 2019
Asteroide

Asteroide di 34 metri questa notte sfiora la Terra a oltre 36 mila km/h

CC BY 2.0 / Hubble ESA / Artist's view of watery asteroid in white dwarf star system GD 61
Mondo
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L’asteroide TA7 2019 avrà un passaggio ravvicinato con la Terra questa notte alle 00:53 ora italiana. Questo sarà il suo approccio più vicino al nostro pianeta negli ultimi 115 anni. Ma il pericolo è nulla a confronto con quello che abbiamo rischiato a luglio e non ce ne siamo neppure accorti.

Secondo il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA, dovrebbe passare esattamente alle 18:53 ET di oggi, corrispondenti alle 00:53 di domani mattina in Italia, ad una velocità di oltre 36 mila chilometri all’ora ed avrebbe un diametro di 34 metri. Si tratta in realtà di un abitué del nostro Sistema solare, si calcola infatti che compia una orbita completa intorno al Sole ogni 240 giorni ma mai, negli ultimi 115 anni, era passato così vicino – circa un milione e mezzo di chilometri.

Per rendere una idea delle distanze diciamo che passerà ad una distanza quattro volte quella che ci separa dalla Luna. Fa comunque una certa impressione pensare che un proiettile di quelle dimensioni ed a quella velocità giri intorno alla nostra stella tutti gli anni e possa intersecarsi con la nostra orbita. Considerate che l’evento di Tunguska secondo gli studi sarebbe compatibile con l’esplosione in atmosfera di una cometa tra i 30 ed i 60 m di diametro che si muoveva ad una velocità di almeno 54.000 km/h. In caso di asteroide roccioso o magari dalla composizione anche metallica si può quindi ipotizzare una potenza distruttiva simile.

Tuttavia, il clamore di questa scoperta che viene dagli osservatori, è nulla in confronto al non clamore della non scoperta dell’asteroide OK2019 che lo scorso luglio è passato in mezzo tra Terra e Luna. OK tra l'altro era anche molto più grande e più veloce. In quel caso però gli osservatori lo hanno visto solo all’ultimo momento proprio durante il passaggio, non ne conoscevano la provenienza e non se lo aspettavano affatto.

Quell’episodio, ben più di questo che si verificherà questa notte e che forse qualche fortunato astronomo amatoriale riuscirà a testimoniare, dimostra che gli esperti hanno ragione ad avvertire che il nostro pianeta non ha una difesa credibile contro gli asteroidi. Oltre a quelli come TA7 2019, di cui conosciamo già l’orbita e possiamo seguire con i telescopi, ne esistono infatti altri, come appunto l’OK dei quali invece non sappiamo assolutamente nulla e che magari provengono dallo Spazio profondo per la prima volta nel nostro Sistema solare. In quei casi individuarli per tempo con i mezzi attuali è solo questione di casualità.

Per questo motivo le Nazioni Unite hanno voluto istituire la ‘giornata mondiale degli asteroidi’ (30 giugno) nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla possibilità che un evento disastroso possa prima o poi verificarsi e sulla necessità di investire in ricerca.

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