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Scotland's First Minister Nicola Sturgeon attends the completion of a 330 million pound deal to buy Britain's last remaining Aluminium smelter in Fort William Lochaber Scotland, Britain December 19, 2016

Scozia, nuovo referendum per indipendenza è questione di settimane - Sturgeon

© REUTERS / Russell Cheyne
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Dopo il primo tentativo, fallito nel 2014, di raggiungere l'indipendenza dal Regno Unito, la Scozia nelle prossime settimane potrebbe essere nuovamente chiamata a decidere su un'eventuale separazione da Londra.

Nel Regno Unito continua a tenere banco la questione della Brexit dall'Unione Europea, ma c'è anche chi pensa a come fare per uscire da sotto l'egida dell'Union Jack britannico.

E' il caso della Scozia, che secondo quanto riferito dal primo ministro Nicola Sturgeon potrebbe presto indire un nuovo referendum per ottenere l'indipendenza da Londra.

La Sturgeon, intervistata ieri durante un popolare programma sulla BBC, ha spiegato che è "questione di settimane" per l'inoltro della richiesta formale a Westminster che consentirà al governo di Edinburgo di chiamare i cittadini a votare nuovamente per un'eventuale uscita dalla Gran Bretagna.

"Con l'andare avanti della legislazione faremo richiesta per una nuova ordinanza 'Sezione 30' [che regola la possibilità di indire il referendum ndr]. E' molto probabile che sia questione di settimane. Arriverà presto", ha dichiarato la Sturgeon.

La premier scozzese ha poi aggiunto che non si sa ancora "chi ci sarà a Downing Street" poiché la situazione è "molto fluida", ma che il governo ha già dato il via ai preparativi che dipendono direttamente da Edinburgo.

Recentemente in tutta la Scozia decine di migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere l'indipendenza dal Regno Unito.

Il referendum del 2014

Il 19 settembre 2014 in Scozia si tenne un referendum per l'indipendenza dal Regno Unito, che vide il fronte indipendentista perdere per pochissimi punti.

In quell'occasione, il no vinse con il 55,42% a fronte del 44,58% ottenuto dal sì; un risultato che non deve però trarre in inganno, dal momento che a pochissime settimane dal voto lo scarto tra i due schieramenti era di oltre 20 punti in favore dei detrattori della separazione di Edinburgo da Londra.

Per ottenere quella vittoria, il governo britannico allora presieduto da James Cameron si lanciò in un'enorme campagna bipartisan di propaganda contro gli scozzesi, che vide la partecipazione di tutti i partiti politici per impedire la secessione della Scozia.

Ai loro confratelli settentrionali, gli inglesi fecero importanti promesse di privilegi, anche finanziari, che a tutt'oggi, però, non sono stati concessi.

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