10:57 15 Novembre 2019

Raid arei turchi in Siria contro convoglio civile, ucciso un giornalista curdo

© Sputnik . Hikmet Durgun
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I bombardamenti turchi colpiscono un convoglio civile al nord della Siria e uccidono un giornalista. La Merkel chiede a Erdogan l'interruzione immediata dell'offensiva, mentre diversi paesi europei valutano sanzioni contro la Turchia.

Continua l'offensiva turca sul territorio siriano. Un raid aereo sulla città siriana di Ras al-Ain ha colpito un convoglio civile, in viaggio da Tel Tamer verso la città di Serekaniye, sul cui viaggiavano anche giornalisti internazionali.

Il corrispondente di Sputnik locale riferisce che al momento è stata confermata l'uccisione di giornalista Saad Al-Ahmad, che lavorava per l'agenzia curda ANHA, mentre un altro, che lavora per la stessa agenzia, è rimasto ferito. Sul proprio sito l'agenzia scrive:

"Questo pomeriggio un convoglio di civili che procedeva da Qamsislo e Tal Tamer alla città di Serekaniye, è stato bombardato dagli aerei di occupazione turca. A causa del raid il nostro corrispondente, Saad Al - Ahmad, che stava accompagnando il convoglio, è stato martirizzato e il nostro corrispondente Muhammad Akinci ferito. A loro si aggiungono i martiri e feriti tra i civili".

Intanto Donald Trump ha ordinato il ritiro totale e rapido di mille soldati da tutto il nord della Siria. Gli USA avrebbero lasciato la base di Kobane, nel Rojava, lungo la frontiera, in seguito agli intensi bombardamenti della turchia. 

La reazione dell'Europa

La cancelliera tedesca Angela Merkel, durante una telefonata avvenuta oggi, ha chiesto al presidente turco Recep Tayyip Erdogan "l'immediata fine dell'operazione militare" al nord-est della Siria Lo avrebbe riferito una portavoce governativa all'agenzia Dpa, secondo cui l'offensiva rischia di destabilizzare ulteriormente la regione e rafforzare l'Isis. 

E intanto sempre più paesi europei bloccano la vendita di armi in Turchia. La Svezia è intenzionata a chiedere all'UE un embargo europeo sulle armi ad Ankara, mentre Francia, Germania, Paesi Bassi e Norvegia hanno annunciato la stop alle vendite di armi e equipaggiamenti che potrebbero essere usati durante l'offensiva. 

Durante il suo intervento alla kermesse del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio ha dichiarato che lunedì, al consiglio dei ministri degli Esteri europei, chiedere il blocco alle esportazioni di armi.

Il presidente Erdogan ha risposto dicendo che l'embargo europeo non fermerà l'intervento della Turchia nel nord est della Siria. 

L'operazione Fonte di Pace

In poco meno di una settimana, l'offensiva turca ha già provocato 130 mila profughi che sono fuggiti dalle loro case, ma il numero potrebbe aumentare.

"Ci stiamo addentrando in uno scenario in cui potrebbero esserci fino a 400 mila sfollati all'interno della Siria e attraverso le aree colpite", ha affermato Jens Laerke, portavoce dell'ufficio Onu per il coordinamento umanitario (Ocha).

All'emergenza umanitaria dei profughi si aggiunge il rischio terrorismo. Sarebbero già 800 i terroristi dell'Isis scappati da un campo del nord est, in seguito all'avanza turca. I miliziani sarebbero riusciti ad evadere dal campo di Ayn Issa, circa 35 chilometri a sud del confine con la Turchia, all'interno del quale erano rinchiuse un numero di persone prossimo alle 12mila, tra le quali si contavano anche le mogli e le vedove dei jihadisti e i loro figli. Secondo quanto comunicato dalle autorità curde, il campo di Ayn Issa è ormai fuori controllo.

Erdogan ha dato il via all'operazione Fonte di Pace lo scorso mercoledì, per contrastare le forze curde dell'Ypg, che Ankara considera gruppi terroristici, e le forze islamiste del Daesh. La decisione di procedere con l'avanzata è arrivata dopo l'annuncio di Trump di ritirarsi dalla cosiddetta "zona cuscinetto" lungo il confine tra Siria e Turchia. 

Tema:
L'operazione turca "Fonte di Pace" in Siria (93)
Tags:
Operazione contro combattenti curdi, Curdi contro lo Stato islamico, Curdi, Embargo, Merkel, Germania, Italia, Turchia, Siria
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