20:44 07 Dicembre 2019
Esercito Iraq

L'Iraq invia 10mila soldati al confine con Siria: timore su infiltrazione di terroristi

© AP Photo / Khalid Mohammed
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Le autorità irachene hanno inviato 10.000 militari nelle regioni di confine con la Siria per impedire a possibili gruppi terroristici di attraversare il confine. Lo ha annunciato oggi il portale iracheeno Mawazin News, citando un funzionario del ministero della Difesa del Paese.

Un funzionario del ministero della Difesa iracheno ha comunicato al portale Mawazin News che almeno 10.000 soldati e personale di sicurezza dell’esercito insieme ai combattenti dell’Iraq e di una milizia sciita Hashd al-Shaabi (Unità di mobilitazione popolare irachene) sono stati inviati al confine iracheno-siriano a ovest della città di Mosul".

Il rappresentante del dipartimento militare ha dichiarato che forze aggiuntive saranno schierate di fronte alle province siriane di Deir ez-Zor e Al Hasakah. Questi rinforzi, ha aggiunto, "devono essere preparati per qualsiasi situazione di emergenza associata alla possibile infiltrazione dei sostenitori del gruppo terroristico dello Stato Islamico".

Operazione delle forze armate turche al nord della Siria

Mercoledì la Turchia ha dato il via all'operazione Fonte di Pace, sferrando un'offensiva nella parte nordorientale della Siria, combattendo i gruppi curdi Ypg e Pkk, considerate da Ankara come terroristiche, e terroristi dell’ISIS. Il presidente turco Erdogan ha dichiarato che l'obiettivo di questa operazione è quello di creare una zona di sicurezza al confine tra Turchia e Siria. In questa “safe-zone”, secondo piani di Ankara, potranno tornare i profughi siriani. Damasco ha definito l’operazione “un’atto di aggressione”.

In precedenza alcuni paesi europei che avevano condannato l’operazione turca in Siria hanno annunciato lo stop delle esportazioni di armi ed altri equipaggiamenti militari.

Il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio ha dichiarato che solleverà la questione dell’embargo sulle esportazioni militari verso la Turchia consiglio europeo dei Ministri degli Affari Esteri.

“Chiederemo che tutta l'Unione europea blocchi la vendita di armi alla Turchia, e lo chiederemo con tutti i paesi europei”, ha affermato Di Maio.
Proteste in Iraq di inizio ottobre

Il 1 ottobre in diverse province dell'Iraq erano avviate le proteste antigovernative contro povertà, disoccupazione e corruzione. I manifestanti a Baghdad, così come le province meridionali e settentrionali del Paese, hanno chiesto le dimissioni del governo. Le manifestazioni pacifiche si erano trasformate in violenti scontri con la polizia ed il personale militare. Secondo il ministero della Salute dell’Iraq, i disordini hanno provocato 165 morti e più di 6.000 feriti tra manifestanti e la polizia.

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