23:55 15 Novembre 2019
Proteste in Ecuador

Ecuador, Moreno accetta di dialogare con gli indigeni

Dolores Ochoa
Mondo
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Non è servita l'imposizione del coprifuoco a placare le proteste in tutto il Paese. Lenin Moreno cede alle rivendicazioni dei manifestanti, annuncia il dialogo con la comunità indigena e detta i suoi 5 punti per la pacificazione

Potrebbe avviarsi a una soluzione la crisi in Ecuador, in "stato di emergenza " dal 3 ottobre per una ondata di proteste nelle piazze di tutte le città, i sindacati assieme ai settori popolari, la popolazione indigena e gli studenti, per rifiutare il "paquetazo", le misure di austerità varate dal presidente Lenin Moreno, volte all'ottenimento di un prestito del FMI. 

Il presidente ha accettato di dialogare con gli indigeni del Conaie e si è detto disposto a rivedere alcune delle norme contestate nel paquetazo, in particolare il taglio alle agevolazioni sul carburante, che hanno provocato un aumento superiore al 100% dei prezzi di benzina e diesel e un conseguente aumento dei beni del paniere di consumo e del prezzo dei biglietti dei trasporti pubblici e privati. 

"Con chi ha preso la decisione di dialogare, lo faremo - ha dichiarato Moreno in un video diffuso su Twitter "il processo (di pacificazione, nrd) ha fatto passi in avanti e spero di darvi prontamente buone notizie, perché diverse organizzazioni e settori hanno già confermato la propria volontà di dialogare". 

Il primo incontro per cercare un dialogo tra la comunità indigena e il governo avverrà alle 03.00 del pomeriggio, orario di Quito. L'Onu e la Conferenza Episcopale ecuadoriana coadiuveranno nel percorso di pacificazione del Paese. 

​Moreno punta il dito contro l'ex presidente Correa e contro Nicolas Maduro, accusandoli di gettare benzina sul fuoco e manovrare dall'esterno i "violentisti", la frangia violenta dei manifestanti che hanno agitato le proteste di questi giorni. Ha dettato cinque "risoluzioni" ovvero le misure che intraprenderà il governo dinnanzi alle proteste: 

  1. mantenere il coprifuoco;
  2. analizzare e rivedere il decreto 883, come richiesto dai settori sociali e dalla comunità indigena, per "assicurare che le risorse arrivino a destinazione e che le comunità e i beneficiari possano gestire le proprie risorse";
  3. rivedere le riduzioni degli stipendi dei funzionari pubblici; 
  4. proporre un buono di $20 che le aziende private dovranno versare mensilmente nelle buste paga dei dipendenti e risarcire chi è stato danneggiato dalle giornate di protesta;
  5. disporre una maxi imposta per le grandi imprese, secondo il principio che chi più guadagna più paga. 

    Quito sotto coprifuoco

Dinnanzi all'incendio dell'edificio della Contraloria, avvenuto sabato mattina a Quito, il presidente Moreno ha accusato dell'assalto i manifestanti e ha decretato il coprifuoco chiedendo ai manifestanti pacifici di non uscire per le strade per avere la possibilità di individuare e fermare i violenti. I manifestanti hanno risposto al coprifuoco con un "cacerolazos" nella piazza di Quito, sfidando il governo e denunciando le repressioni della polizia che dall'inizio delle proteste avrebbero provocato 6 morti, 937 feriti e 1121 detenuti. 

​La Casa della Cultura, sede temporanea del Coanie, la sigla che riunisce i popoli indigeni è stata circondata dalle forze dell'ordine, sotto minaccia di essere sgomberata. 

​Le forze di polizia unite all'esercito, hanno fatto ricorso all'uso di lacrimogeni, proiettili di gomma, mentre la presenza di franchi tiratori dell'esercito, piazzati sui palazzi, denunciati dai manifestanti e riportati in diversi video che girano sui social. 

​Sotto il tiro dei cecchini è caduto un manifestante. Non ci sono notizie di altri morti, mentre il numero dei feriti in entrambi gli schieramenti non è risaputo, alcune fonti riportano di 6 vittime della repressione del governo dall'inizio dei disordini, tra cui 3 giovani lanciati da un cavalcavia.

Telesur oscurata

La direttrice di Telesur, sui suoi account social, ha denunciato l'oscuramento del canale nella televisione ecuadoriana. "Senza nessuna giustificazione, -ha scritto - il nostro segnale è stato ritirato dal canale satellitare 722 e dal cavo 626 in Ecuador. Denunciamo questo fatto e chiediamo al nostro pubblico di questo Paese di esigere dagli operatori la restituzione immediata di Telesur.

​La detenzione di polizia e militari

Un video diffuso sui social mostra decine di poliziotti catturati dai manifestanti, rinchiusi dentro uno stadio, che depongono le armi. Nelle immagini si vedono alcuni militari collaborare con i ribelli. 

Tags:
FMI, Lenin Moreno, Ecuador
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