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06:23 24 Ottobre 2019

Iran denuncia il "vile attacco" alla petroliera ormeggiata a largo di Gedda

© AFP 2019 / Atta Kenare
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Fonti interne al governo di Teheran hanno condannato l'attentato alla petroliera iraniana ormeggiata a largo del porto saudita di Gedda, definendolo un "vile attacco".

La Repubblica Islamica dell'Iran ha reso noto che analizzerà con estremo scrupolo gli eventi che hanno portato all'esplosione di una petroliera di Teheran vicino al porto saudita di Gedda nella giornata di venerdì.

"L'Iran sta evitando di fare le cose di fretta, esaminando con attenzione cosa è successo e raccogliendo prove", sono state le parole di Ali Rabei, portavoce del governo iraniano, il quale ha poi aggiunto che l'Iran "risponderà in maniera adeguata a coloro che hanno architettato questo vile attacco".

Secondo Ali Shamkhani, segretario della sicurezza iraniana, sarebbero state reperite nuove prove video che avrebbero fatto luce sulla dinamica dell'attentato.

"La piraterie in acque internazionali rivolta verso imbarcazioni commerciali non sarà tollerata", ha spiegato Shamkhani.

Le autorità iraniane hanno poi riferito che la petroliera Sabiti, vittima dell'attacco di ieri, è in viaggio verso le acque territoriali di Teheran, dopo che l'equipaggio è riuscito ad arrestare la fuoriuscita di greggio.

L'attacco alla petroliera Sabiti

Nella mattinata di ieri un'esplosione si è verificata a bordo della petroliera iraniana Sabiti vicino al porto saudita di Gedda.

La petroliera, operata dalla compagnia iraniana nazionale National Iranian Oil Company (NIOC), ha preso fuoco a circa 100 chilometri da Gedda. Secondo le informazioni dei media la deflagrazione ha provocato una fuoriuscita del petrolio nel Mar Rosso.

Nell'estate del 2019 sono cresciute le tensioni tra l'Iran e gli Stati Uniti e i loro alleati nel Golfo Persico a seguito di una serie di presunti attacchi di sabotaggio al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti a metà maggio. Altre due petroliere sono state colpite a metà giugno, nel corso della visita del Primo Ministro giapponese Shinzo Abe.

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