05:58 16 Dicembre 2019
Il confine tra Siria e Turchia

Siria, la Turchia bombarda "per errore" postazioni USA a Kobane

© Sputnik . Hikmet Durgun
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Newsweek riferisce che la Turchia avrebbe attaccato forze militari USA presenti a Kobane. Il Pentagono conferma, ma Ankara smentisce. E Al Arabiya parla di feriti tra soldati statunitensi e francesi.

L'operazione Spring of Peace condotta da Ankara contro le forze curde che occupano il nord della Siria, avrebbe avuto i primi danni collaterali. A essere bersaglio di fuoco amico sarebbero alcune truppe delle Forze Speciali USA presenti sul territorio curdo, per dare copertura agli alleati del Fds.

Un contingente delle Forze Speciali USA, operante sulla collina di Mashtenour, nel territorio della città a maggioranza curda di Kobane, è stato sorpreso dall'artiglieria turca. L'ufficiale del Pentagono che ha riferito all'agenzia USA Newsweek, ha parlato di un attacco talmente intenso da far valutare al contingente USA la possibilità di una risposta al fuoco. 

Secondo quanto riferito dall'ufficiale, l'esercito turco ha le coordinate delle postazioni statunitensi, quindi sapeva che nelle postazioni prese di mira c'era la presenza di un contingente americano. Da 15 a 100 truppe, riferiscono le fonti. 

La Turchia nega

Ma Ankara nega che l'esercito turco abbia sparato contro unità militari statunitensi. E' intervenuto il ministro della Difesa turco, Fikri Işık: "Gli avamposti di frontiera turchi a sud di Suruc sono passati sotto Dochka e hanno sparato colpi di mortaio dalle colline situate a circa 1.000 metri a sud-ovest da un posto di osservazione degli Stati Uniti.

L'artiglieria ha sparato per autodifesa, ha specificato il ministro, contro postazioni curde, vicine al posto di osservazione dei militari USA, ma non sulle forze degli alleati NATO. 

Il fuoco è stato "reciproco" e sparato "contro le postazioni di attacco dei terroristi (i curdi, ndr). La Turchia in nessun modo ha sparato contro le postazioni degli USA - ha aggiunto - Sono state prese tutte le precauzioni prima di aprire il fuoco al fine di prevenire danni alla base degli Stati Uniti. Per precauzione, abbiamo cessato il fuoco quando abbiamo ricevuto informazioni dagli Stati Uniti. Rifiutiamo fermamente l'affermazione secondo cui le forze degli Stati Uniti o della coalizione sono state colpite".

La conferma del Pentagono

Il Pentagono, tuttavia, ha successivamente confermato l'attacco, tramite il portavoce del capitano della Marina Brook DeWalt che affermava che "le truppe statunitensi nelle vicinanze di Kobane sono finite sotto il fuoco di artiglieria dalle posizioni turche intorno alle 21:00 ora locale dell'11 ottobre".

"L'esplosione è avvenuta a poche centinaia di metri da una posizione al di fuori della zona del meccanismo di sicurezza e in un'area conosciuta dai turchi per la presenza delle forze armate statunitensi", ha aggiunto la nota, sottolineando che non vi sono stati feriti negli Stati Uniti né ritiro del personale statunitense da Kobane, città del Rojava in cui gli USA avrebbero diverse postazioni militari, secondo quanto riferito dalle fonti.

"Gli Stati Uniti restano contrari all'operazione militare turca in Siria e, in particolare, si oppongono alle operazioni turche al di fuori della zona del meccanismo di sicurezza e in aree in cui i turchi sanno che sono presenti le forze statunitensi", ha concluso la dichiarazione. "Gli Stati Uniti chiedono alla Turchia di evitare azioni che potrebbero sfociare in azioni difensive immediate".

Mentre il Pentagono rassicura del fatto che l'attacco non avrebbe provocato vittime, l'agenzia Al Arabiya parla di diversi feriti tra militari non solo statunitensi ma anche francesi.

L'operazione militare lanciata dal presidente Tayyp Erdogan all'inizio della settimana, in seguito all'annuncio di Trump del ritiro del contingente statunitense, mira a annientare le forze militari curde, considerate da Ankara gruppi terroristici e a creare una zona di sicurezza al confine tra i due paesi. 

Gli USA hanno minacciato l'adozione di sanzioni "infernali" contro la Turchia se l'operazione Spring of Peace dovesse continuare. 

L'Europa minaccia sanzioni

L'UE ha chiesto a Erdogan di interrompere l'avanzata in Siria, che avrebbe già costretto 64000 persone a lasciare il proprio territorio in pochi giorni. L'Alto Rappresentante dell'Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza Federica Mogherini ha invitato la Turchia a porre fine all'attacco, che rischia di minare i progressi compiuti in Siria dagli sforzi internazionali nell'eradicazione del gruppo Daesh.

"Alla luce dell'operazione militare turca nella Siria nord-orientale, l'UE ribadisce che una soluzione sostenibile al conflitto siriano non può essere raggiunta militarmente. L'UE invita la Turchia a cessare l'azione militare unilaterale. Rinnovare ostilità armate nel nord-est minerà ulteriormente la stabilità dell'intera regione, aggraverà la sofferenza civile e provocherà ulteriore destabilizzazione", ha dichiarato la Mogherini in una nota.

L'avanzata, ha aggiunto la Mogherini, allontana le prospettive di pace. Ha poi esortato la Turchia a usare la diplomazia e non i mezzi militari  per rispondere alle sue preoccupazioni di sicurezza nella regione e ha invitato Ankara a garantire la protezione dei civili nell'area.

"Le preoccupazioni di sicurezza della Turchia dovrebbero essere affrontate con mezzi politici e diplomatici, non con azioni militari, conformemente al diritto internazionale umanitario. L'UE continua a sollecitare tutte le parti a garantire la protezione dei civili e un accesso umanitario senza ostacoli, sicuro e sostenibile in tutta la Siria", ha detto l'Alto Rappresentante.

Alla prossima riunione del Consiglio Europeo, che avverrà la prossima settimana, verrà presa in considerazione l'ipotesi di adottare la misura delle sanzioni contro Ankara, se le operazioni non verranno immediatamente cessate. 

La condanna di Israele

Anche Israele si oppone all'operazione turca. Il presidente Nethayaho, secondo quanto riporta Israele.net, ha pubblicamente espresso solidarietà al popolo curdo.

“Israele condanna fermamente l’invasione militare turca delle province curde in Siria – ha dichiarato Netanyahu appena terminato Yom Kippur – e mette in guardia contro la pulizia etnica dei curdi da parte della Turchia e dei suoi alleati. Israele farà ogni sforzo possibile per fornire assistenza umanitaria al valoroso popolo curdo”.
Tags:
USA, NATO, Siria, Turchia
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