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09:12 13 Novembre 2019
La bandiera turca

Turchia, governo Ankara promette 'vendetta' in caso di sanzioni USA

CC BY-SA 2.0 / KLMircea / Bosphorus Bridge and Turkish Flag
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Ieri sera il segretario al Tesoro USA Steven Mnuchin ha annunciato "sanzioni significative" contro Ankara per l'invasione del territorio nel Nord della Siria.

Il governo turco è pronto a 'vendicarsi' nel caso in cui venissero applicate delle sanzioni da parte degli Stati Uniti d'America, come annunciato ieri dal segretario al Tesoro USA Steven Mnuchin.

A riferirlo è il ministro degli Eseri turco Mevlut Cavusoglu, che in una dichiarazione ha aspramente criticato la presa di posizione del Paese leader della NATO.

"Quando l'operazione Fonte di Pace ha avuto inizio abbiamo trasmesso tutte le informazioni necessarie ad ogni livello dell'amministrazione americana. Il bersaglio e gli obiettivi delle operazioni sono stati condivisi con tutti i partner internazionali nella massima trasparenza [...] La Turchia sta combattendo delle organizzazioni terroristiche che rappresentano una minaccia alla sua sicurezza nazionale e continuerà a battersi con determinazione. Risponderemo colpo su colpo ad ogni misura che verrà applicata contro di noi", ha fatto sapere Cavusoglu.

La minaccia di sanzioni USA

Ieri in tarda serata sono state rese note delle dichiarazioni del segretario al Tesoro USA Steven Mnuchin, il quale ha annunciato che il presidente Donald Trump sta considerando l'introduzione di "sanzioni significative" per l'economia turca in reazione all'invasione di Ankara del territorio nel Nord della Siria.

Mnuchin ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero essere in grado di "chiudere" l'economia della Turchia, se necessario, nel bel mezzo della campagna in corso di Ankara contro le forze curde siriane alleate dagli Stati Uniti nel nord della Siria.

Già giovedì Trump aveva dichiarato ai giornalisti che stava considerando di fare "qualcosa di molto, molto severo per quanto riguarda le sanzioni e altre cose" riguardo l'operazione della Turchia in Siria.

L'operazione Fonte di Pace

Nella giornata di mercoledì Ankara ha lanciato la sua nuova campagna militare in Siria, denominandola "Operazione Fonte di Pace". Il presidente Erdogan ha affermato che il suo obiettivo è quello di creare una zona sicura al confine tra Turchia e Siria, eliminando ogni presenza di militanti curdi e terroristi dell'ISIS.

Da anni la Turchia si scontra con le milizie curde siriane del YPG, classificate da Ankara  alla stregua di organizzazioni terroristiche, accusandole di avere legami con il Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK), un gruppo politico che da decenni conduce una campagna di guerriglia contro lo Stato turco.

Ieri la Turchia ha reso noto di aver eliminato "oltre 200 terroristi" dall'inizio della campagna militare in Siria, mentre le ong come International Rescue Committee parlano di centinaia di morti tra la popolazione civile e migliaia di sfollati.

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