02:21 20 Novembre 2019
L'ambasciatore della Nigeria in Russia Steve Davis Ugbah

Steve Ugbah: la Nigeria farebbe fatica a combattere i terroristi senza l’aiuto della Russia

© Sputnik . Vladimir Trefilov
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Nell’ambito del vertice “Russia – Africa” che si terrà a Sochi nel mese di ottobre i presidenti russo e nigeriano Vladimir Putin e Muhammadu Buhari firmeranno un accordo di cooperazione nel comparto del genio militare.

Questo permetterà a entrambi i Paesi di portare a termine vendite di prodotti ad uso bellico e di formare esperti del settore. Steve Ugbah, ambasciatore della Nigeria in Russia, ha spiegato a Sputnik in che modo la Russia potrà aiutare la Nigeria nella lotta al terrorismo alla luce dell’esperienza acquisita dall’Aeronautica militare russa in Siria. Inoltre, oggetto di discussione sono stati anche i progetti congiunti volti all’estrazione di combustibili fossili e i progetti futuri in ambito economico da attuare con la cooperazione delle società russe. 

– A fine ottobre a Sochi si terrà il vertice “Russia – Africa” al quale il presidente della Nigeria ha confermato la presenza. Sono in previsione trattative con il presidente Putin? Quali i temi principali che potrebbero affrontare i due leader?

– Innanzitutto mi permetta di ringraziarLa per l’interesse dimostrato per il mio Paese. Al momento stiamo tentando di rendere accessibile la Nigeria alla Russia e viceversa. Il presidente Buhari è a capo della delegazione nigeriana al vertice di Sochi e in occasione del Forum economico “Russia – Africa”. Contiamo che nell’ambito di tali eventi si terranno delle trattative tra i due leader. Stiamo cercando di instaurare relazioni di partenariato in settori quali la sicurezza, l’estrazione di combustibili fossili, lo sviluppo infrastrutturale, l’energia nucleare, l’Oil & Gas, l’agricoltura, la scienza e l’industrializzazione. Anche la Nigeria svolge un ruolo importante nel continente africano. Desideriamo rafforzare i nostri rapporti con la Russia la quale è un importante attore a livello internazionale.

– Quali saranno i temi principali oggetto di discussione tra Putin e Buhari?

– Verranno affrontate principalmente tre questioni.

In primo luogo, la diversificazione economica. Come sapete, la Nigeria è un Paese estrattore di petrolio, ma, alla luce della volatilità che caratterizza il mercato del greggio e l’incertezza che deriva da un’economia basata principalmente sulla vendita di quest’ultimo, il mio Paese al momento sta cercando di diversificare la propria economia e seguire le orme della Russia. Infatti, la Russia, pur essendo il maggiore Paese estrattore di petrolio e gas al mondo, è riuscita a diversificare la propria economia. Dunque, la Nigeria in tal senso ha da chi imparare. Per questo parleremo della possibilità di dare supporto alla Nigeria per la diversificazione dell’economia e per il rafforzamento del settore petrolifero nel Paese.

In secondo luogo, parleremo della lotta alla corruzione. Vogliamo chiedere l’aiuto della Russia nella lotta a questa problematica e ci stiamo muovendo per preparare una proposta da presentare alla Russia.

In terzo luogo, tratteremo la questione della sicurezza: la Nigeria, infatti, sta affrontando diverse sfide in questo settore. La Nigeria si estende su meno di 1 milione di km2, mentre la Russia su 17 milioni di km2. Per questo, il presidente Buhari vuole chiedere a Putin come riesca a garantire la sicurezza su un territorio così vasto.

– Verranno sottoscritti accordi durante la visita di Buhari a Sochi?

– Contiamo di sì. Il presidente si recherà in Russia con una nutrita delegazione la quale annovera al suo interno ministri, governatori delle circoscrizioni locali, nonché circa 50 uomini d’affari. Queste personalità prenderanno in esame la possibilità di concludere degli accordi nei settori più diversi fra cui l’estrazione di combustibili fossili, lo sviluppo infrastrutturale, quello dell’agricoltura. Inoltre, contiamo che a livello governativo si affronti anche il tema della sicurezza. Infatti, abbiamo un accordo di cooperazione nel comparto del genio militare che dovrà essere ratificato dalle parti. Inoltre, si terranno le trattative relative al completamento della costruzione dell’acciaieria di Ajaokuta. L’edificazione dell’impianto fu avviata a suo tempo con l’aiuto dell’URSS: si tratta del maggiore impianto di lavorazione dell’acciaio di tutta l’Africa. Vogliamo che la Russia torni qui e ci aiuti a completare la costruzione dell’impianto. Sappiamo che la Russia ha le possibilità e le tecnologie necessarie per dare nuova vita a questo progetto. Poi, in Nigeria abbiamo l’impianto di produzione dell’alluminio ALSCON: vorremmo che la UC Rusal collaborasse con noi. Un altro progetto è quello per la costruzione di un’azienda metallurgica che in epoca sovietica era in mano alla società Tyazhpromeksport. Contiamo che vengano trovati accordi su questi progetti, ma le trattative sono ancora in corso e non sono state prese ancora decisioni definitive a riguardo.

Inoltre, siamo interessati a ottenere supporto dalle ferrovie di Stato russe per la modernizzazione del nostro sistema ferroviario. La Nigeria sta anche passando al vaglio opportunità di collaborazione con Gazprom, Lukoil, la società di esportazioni ALLWE, Uralkali e altre. Aspettiamo che i russi investano in Nigeria.

Nel comparto militare, vi è una serie di tecnologie e di mezzi a cui siamo interessati e che la Russia potrebbe offrirci. Al momento la collaborazione in ambito economico tra Mosca e Abuja non è delle migliori e vogliamo svilupparla.

– Lei ha menzionato che la Nigeria è interessata ai mezzi militari russi. Di cosa si tratta nello specifico?

– Siamo interessati all’acquisto di aerei, elicotteri, carri armati, mezzi navali, strumentazione per la ricognizione da impiegare nella lotta al terrorismo. Siamo convinti che con l’aiuto della Russia riusciremo a sconfiggere il gruppo Boko Haram alla luce anche dell’esperienza acquisita dalla Russia nella lotta all’ISIS in Siria. Ci aspettiamo di poter collaborare con la Russia allo stesso livello.

– La Nigeria è interessata ad acquistare caccia di ultima generazione, come gli Su-30 o gli Su-57?

– La Nigeria sta valutando l’ammodernamento del proprio arsenale aeronautico, ma ad oggi non sono stati conclusi accordi per l’acquisto di Su-30. È all’attivo un contratto per l’acquisto di elicotteri Mi-25, 6 dei quali sono già stati consegnati. Il nostro ministro della Difesa vi saprà dire con più precisione quando saranno consegnati i restanti 6 elicotteri. Io vi posso dire quello che ci aspettiamo: ossia che la Russia non ci consegni solamente i mezzi militari, ma addestri anche i nostri esperti ad utilizzarli.

Speriamo che il presidente Buhari riesca a firmare gli accordi di cooperazione in ambito militare a Sochi. L’accordo è pronto, quando il presidente arriverà a Sochi dovrebbero firmarlo. L’accordo aprirà nuove opportunità in ambiti come l’acquisto di prodotti ad uso militare e l’addestramento degli esperti del settore. La Nigeria è ferma nella sua decisione di combattere il terrorismo. E per farlo conta sull’aiuto della Russia.

– Ci sono informazioni chiare circa i termini entro cui verrà completata la fornitura dei restanti elicotteri Mi-35?

– Al momento stiamo valutando le modalità di fornitura. Lei ha menzionato anche i caccia Su-57 riguardo ai quali sono ancora in corso le trattative. Tuttavia, le sanzioni inferte contro la Russia non semplificano le cose, come può ben immaginare. La Russia è un partner affidabile che adempie sempre ai suoi doveri. Troveremo sicuramente un accordo sulla fornitura dei Mi-35 restanti e poi valuteremo come inquadrare tale accordo alla luce delle leggi vigenti.

– Il problema principale delle forniture sono le sanzioni antirusse?

– I problemi principali sono le sanzioni e il pagamento di questi elicotteri e caccia. Stiamo lavorando per definire le modalità di pagamento e speriamo che in occasione della visita del presidente tali questioni vengano risolte.

– È possibile che i due Paesi effettuino i pagamenti per questa tipologia di contratti nelle loro valute nazionali?

– No, ma penso che ci siano varie opportunità di pagamento che permetterebbero di non violare le sanzioni antirusse. Stiamo cercando di lavorare entro le norme del sistema così che né la Nigeria né la Russia ci perdano. La calendarizzazione delle forniture verrà discussa in seguito. Noi abbiamo grandi aspettative. Continueremo a discutere con la Russia di tali questioni. Voglio, però, sottolineare che senza l’aiuto della Russia la lotta al terrorismo in Nigeria sarebbe ancor più complicata. È nei nostri interessi che le attrezzature vengano effettivamente acquistate e arrivino in Nigeria nei termini.

– Parlando di supporto fornito dalla Russia nella lotta al terrorismo, la Nigeria prevede di invitare esperti militari russi affinché questi aiutino le forze nigeriane in loco?

– No, ma è nei nostri interessi che un Paese come la Russia ci dia supporto nell’addestramento dei nostri soldati. Questo potrebbe avvenire sia in Nigeria sia in Russia. In realtà, i militari nigeriani già vengono in Russia per gli addestramenti. Se fosse necessario e a seconda degli accordi raggiunti, potremmo invitare esperti militari russi in Nigeria di modo che questi addestrassero i nostri militari. Ma saremo noi a risolvere i nostri problemi anche se ci servono le conoscenze e le competenze della Russia. Qui il discorso non si limita alla Russia: anche gli USA e la Francia addestrano i nostri militari. Siamo pronti ad accogliere il supporto di qualunque Paese.

– Ma al momento non vi sono esperti militari russi in Nigeria?

Per quanto ne so, in Nigeria non vi sono esperti militari russi al momento. Ma a questa domanda potrebbe dare una risposta più completa il nostro ministro della Difesa.

– Lei intende che in Nigeria vi sono invece consiglieri militari russi?

– Come ho già detto è una domanda di competenza del ministro della Difesa. Spero che dopo il vertice di Sochi, se si rivelerà necessario, riusciremo a rivalutare il grado di coinvolgimento degli esperti russi in Nigeria. Ma noi chiaramente non chiederemo alla Russia di venire a fare il lavoro per noi. Questo non lo faremo. Vogliamo avere il controllo. Però desideriamo che gli altri Paesi, fra cui la Russia, ci aiutino.

– A che punto è il progetto per la costruzione delle due centrali nucleari in Nigeria al quale partecipa anche Rosatom?

– In Nigeria si registra un importante deficit di energia elettrica. Stiamo cercando diversi modi per risolvere il problema, valutiamo tutte le possibilità, anche le fonti rinnovabili. Rosatom è il nostro principale partner nella costruzione di due centrali nucleari. L’anno scorso abbiamo firmato l’accordo ad Abu Dhabi. Ad oggi sono stati definiti i luoghi dove verranno costruite le centrali. La Nigeria è fermamente convinta dell’utilizzo del nucleare a fini civili.

– Quando è in previsione l’avvio dei lavori?

Questo tema sarà affrontato dai presidenti a Sochi. È tutta una questione di finanziamenti. Se riusciremo a trovare i fondi e ad assicurare i pagamenti, sono convinto che Rosatom sarà in grado di avviare i lavori anche domani. Sono questioni ancora in fase di discussione.

– Si può dire soddisfatta la Nigeria circa le condizioni di proroga dell’accordo tra l’OPEK e i Paesi non facenti parte del cartello? È soddisfatta Abuja dell’attuale stato dei prezzi del petrolio a livello internazionale considerati gli ultimi eventi che hanno visto protagonisti l’Arabia Saudita, l’Iraq e l’Ecuador?

– Siamo preoccupati per gli attacchi subiti dagli impianti petroliferi sauditi. Siamo anche preoccupati per il clima di tensione creatosi in Venezuela e in altri Paesi che possono impattare le forniture di greggio. Tutte queste criticità hanno un impatto sul mercato petrolifero e generano un aumento del prezzo e della domanda del greggio. Da un lato, la Nigeria dovrebbe essere contenta del fatto che il prezzo del greggio aumenta. Ma non vogliamo nemmeno rallegrarci delle tragedie altrui. È negli interessi della Nigeria che il prezzo del greggio si stabilizzi.

Per questo, se l’OPEK deciderà di continuare a ridurre la produzione di greggio, sosterremo tale decisione. Chiaramente la Nigeria ha una sua posizione e una sua visione su quale dovrebbe essere il prezzo ideale del petrolio, ma la Nigeria è anche un componente di una squadra. Dunque, adempirà ai propri obblighi in relazione alle quote stabilite dall’OPEK.

– Dopo l’ultimo mondiale di calcio vi sono stati diversi casi di tifosi africani (anche nigeriani) truffati: infatti, sono stati costretti a rimanere illegalmente in Russia. Questo problema è stato risolto adesso?

– Il regime semplificato di concessione di visti che era in vigore in Russia durante il mondiale di calcio del 2018 contribuì a un maggior flusso di turisti stranieri verso la Russia. Una volta che il mondiale si concluse, la maggior parte dei turisti nigeriani tornò in patria. Tuttavia, alcuni nigeriani che si ritrovarono in una situazione difficile non per colpa loro furono rimandati in Nigeria solo dopo. Penso però che un certo numero di nigeriani si trovi ancora in Russia. L’ambasciata non dispone di cifre esatte, ma è a stretto contatto con le autorità russe per risolvere la questione.

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