12:35 21 Novembre 2019
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Pornosorveglianza: quando la A.I. ti spia mentre fai sesso e poi lo racconta agli ‘amici’

© Foto: Pixabay CC0
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Secondo una soffiata di ex dipendenti, il sistema di sicurezza domestica basato sull’intelligenza artificiale di Amazon invierebbe i filmati privati degli utenti agli istruttori di algorittimi sparsi per il mondo e... spesso questi, ne vedrebbero delle belle.

Forse vendetta per un inaspettato licenziamento, forse una parola di troppo con i giornalisti della Bloomberg che ne hanno svelato poi le confidenze, fatto sta che, a quanto pare, i dispositivi di sicurezza domestica ‘Cloud Cam’ della Amazon, invierebbero regolarmente video clip degli utenti privati che li hanno installati ai dipendenti in Romania e India incaricati di ‘addestrare’ gli algoritmi A.I.

I dipendenti sono incaricati di riesaminare le clip per aiutare il sistema a distinguere e riconoscere i movimenti degli animali domestici dalle minaccie invece concrete rappresentate dai movimenti degli intrusi. Quale il problema? Il problema è che gli utenti non lo sanno che le immagini private vengono studiate da occhi umani.

I termini e le condizioni di Cloud Cam non spiegano nulla sulle persone incaricate di guardare le scene riprese dalle loro telecamere di sicurezza e un rappresentante di Amazon, interpellato dai media, ha insistito a dire che le sole clip esaminate dai dipendenti sarebbero quelle inviate volontariamente dagli utenti e per scopi di "risoluzione dei problemi". A parte questo, ha sostenuto che "solo i clienti possono visualizzare le loro clip", ha detto lo stesso portavoce a Bloomberg, garantendo che Amazon "prende sul serio la privacy".

Tuttavia non vi erano "evidenti problemi tecnici" che indicavano che le clip fossero state selezionate per risoluzione di problemi, e alcuni di queste includevano proprio contenuti molto privati ​​– con esplicite scene di sesso che poco probabilmente i clienti avrebbero voluto condividere volontariamente con sconosciuti, secondo quanto affermato dai due informatori misteriosi.

Amazon è corsa ai ripari ed ha voluto rassicurare tutti, affermando che le clip contenenti "contenuti inappropriati" vengono comunque contrassegnate e scartate in modo da non essere utilizzate per l'addestramento dell'intelligenza artificiale, ma ha evitato di spiegare come questi contenuti inappropriati sarebbero finiti di fronte agli istruttori e se veramente tutte le forniture di clip fossero volontarie.

E se pure la società afferma di aver fatto il possibile per cercare di mantenere il programma chiuso, impedendo ai dipendenti di utilizzare i loro telefoni sul luogo di lavoro dove si ispezionano le clip di Cloud Cam, alcuni dei filmati più ‘interessanti’ sarebbero trapelati all’esterno, sempre secondo le misteriose fonti.

Questa per altro non sarebbe neppure la prima volta in cui Amazon viene colta nell’atto di fornire un ‘aiutino’ umano a quello che sarebbe dovuto essere un lavoro puramente da intelligenza artificiale. All’inizio dell’anno era emerso che migliaia di dipendenti e appaltatori di Amazon avrebbero ascoltato frammenti audio dal diffusore ‘intelligente’ dell’azienda, Alexa, anche in quel caso all’insaputa dei clienti. La società era stata costretta ad aggiornare le sue politiche sulla privacy con una dichiarazione di non responsabilità e a semplificare il processo di eliminazione delle registrazioni. Ora la società offre agli utenti Alexa anche la possibilità di escludere completamente le proprie registrazioni dal processo di revisione umana.

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