16:31 22 Novembre 2019
The most luminous galaxy in the universe

La Via Lattea esplose, trovate le prove

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I ricercatori hanno trovato prove di un’esplosione così potente da aver colpito regioni della nostra galassia distanti 200mila anni luce dall’epicentro. Il tutto avvenne ‘solamente’ 3,5 milioni di anni fa.

3,5 milioni di anni non sono niente in termini non solo cosmici ma anche geologici. Basti pensare che si tratta di un evento che accadde quando sulla Terra esistevano già gli ominidi come l’australopiteco (la famosa ‘Lucy’ trovata in Etiopia nel 1974 risale a quel periodo circa) e che quindi dei nostri antenati ne potrebbero essere stati testimoni diretti, pur senza ancora avere la capacità di tramandarne l’esperienza.

Un titanico raggio di energia si sarebbe sviluppato vicino al buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea inviando radiazioni a forma di cono sui due poli della galassia e nello spazio profondo. Un raggio di circa 200mila anni luce. Anche questo è un aspetto che lascia impressionati riguardo all’importanza della scoperta – si consideri infatti che la distanza del nostro Sistema solare dal punto dell’esplosione dovrebbe essere di soli 25mila anni luce. Questo significa che se la direzione del cono di radiazione fosse stata rivolta verso la Terra avremmo sicuramente rischiato una estinzione di massa e l’intera evoluzione sul nostro pianeta sarebbe dovuta ripartire per l’ennesima volta da capo (si calcola che ci siano già state ben cinque estinzioni di massa e quella dei dinosauri, 65 milioni di anni fa, sia stata la più recente).

Questo è il risultato dalle ricerche condotte da un team di scienziati guidati dal professor Joss Bland-Hawthorn dell'A ARC Center of Excellence australiano per All Sky Astrophysics in 3 Dimensions (ASTRO 3D) e che presto saranno pubblicati su The Astrophysical Journal.

Il fenomeno, noto come bagliore di Seyfert, creò due enormi "coni di ionizzazione" che attraversavano la Via Lattea - iniziando con un diametro relativamente piccolo vicino al buco nero e espandendosi enormemente uscendo dalla Galassia.

Il bagliore fu così potente che ebbe un impatto sulla ‘Corrente di Magellano’ - una lunga scia di gas che si estende dalle vicine galassie nane chiamate le Grandi e Piccole Nuvole di Magellano. La Corrente di Magellano si trova appunto a circa 200.000 anni luce dalla Via Lattea.

Il team di ricercatori afferma che l'esplosione è stata talmente grande da dover per forza in qualche modo essere associata a qualcosa di incredibile successo al buco nero supermassiccio noto come Sagittario A che si trova al centro della galassia. Un corpo celeste almeno 4 milioni di volte più massiccio del Sole.

"Il bagliore deve essere stato tipo il raggio di un faro", afferma il professor Bland-Hawthorn, all'Università di Sydney, che cerca di evocare quello che i nostri antenati potrebbero aver visto all’epoca: "immaginate l'oscurità e poi qualcuno accende un faro per un breve periodo di tempo".

Utilizzando i dati raccolti dal telescopio spaziale Hubble, i ricercatori sono riusciti a calcolare che l’incredibile evento sarebbe avvenuto poco più di tre milioni di anni fa. In termini galattici si tratta di qualcosa di sorprendentemente recente.

"Questo è un evento drammatico accaduto qualche milione di anni fa nella storia della Via Lattea", afferma la professoressa Lisa Kewley, direttrice di ASTRO 3D. "Un'enorme esplosione di energia e radiazioni è emersa proprio dal centro galattico. Ciò dimostra che il centro della Via Lattea è un luogo molto più dinamico di quanto avessimo pensato in precedenza. È una fortuna che non risiediamo Là!"

L'esplosione, stimano i ricercatori, è durata forse 300.000 anni, anche questo un periodo estremamente breve in termini galattici. Nel condurre la ricerca, il professor Bland-Hawthorn è stato affiancato da colleghi della National University e dell'Università di Sydney in Australia e, negli Stati Uniti, dalla University of North Carolina, dalla University of Colorado e dallo Space Telescope Science Institute di Baltimora.

Il documento fa seguito a ricerche condotte anche dal professor Bland-Hawthorn e pubblicate nel 2013. I lavori precedenti avevano esaminato le prove di un enorme evento esplosivo che avrebbe avuto inizio nel centro della Via Lattea, anche in quel caso l'evento era stato associato a qualcosa collegato all'attività di Sagittario A.

"Questi risultati cambiano radicalmente la nostra comprensione della Via Lattea", afferma la coautrice Magda Guglielmo dell'Università di Sydney. "Abbiamo sempre pensato alla nostra galassia come ad un oggetto inattivo, con un centro non così brillante. Questi nuovi risultati aprono invece la possibilità di una reinterpretazione completa della sua evoluzione e natura".

Il principale sospettato responsabile dell’incredibile esplosione rimane per la maggior parte degli scienziati il buco nero Sagittario A ma non tutti i ricercatori sono d’accordo. C’è ancora spazio per molte interpretazioni e molto ancora da studiare. Quello che appare comunque certo è che poco tempo fa (relativamente) da qualche parte in prossimità del centro della nostra Via Lattea avvenne una delle manifestazioni più potenti della natura e i primi uomini potrebbero esserne stati spettatori.

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