20:20 10 Dicembre 2019
Città di Sirte, Libia

Nuovo raid delle forze di Haftar in Libia, colpito depositi di munizioni a Sirte

© AP Photo / Manu Brabo
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L’aeronautica dell’Esercito nazionale libico (Lna) di Khalifa Haftar ha affettuato un attacco aereo contro dei depositi di munizioni nella città di Sirte controllata dalle forze del Governo di accordo nazionale (Gna). Lo riporta una dichiarazione di Ahmed Al-Mismari, portavoce ufficiale dell’esercito di Fayez Sarraj.

“L’aeronautica dell'Alto comando dell’Esercito nazionale libico ha effettuato una serie di attacchi aerei, durante la quale sono stati colpiti quattro obiettivi militari a Sirte, dove si trovavano depositi che le forze terroristiche hanno usato per immagazzinare armi e munizioni”, ha affermato al-Mismari.

Nel frattempo il canale televisivo Al Arabiya ha riportato che le forze del maresciallo Khalifa Haftar hanno attaccato anche l’Accademia aeronautica di Misurata. Inoltre, il portale Al Mutawassit ha riferito che è stato sottoposto ad attacchi aerei dell’Lna l’aeroporto di Mitiga, l'unico aeroporto internazionale attivo a Tripoli, controllato dal Gna.

Ultimamente gli attacchi aerei sono intensificati da entrambe le parti. Il motivo per cui le forze di Sarraj e Haftar stanno cercando di aumentare le zone di controllo è la conferenza che sta preparando la Germania dove verrà discussa la questione dell’embargo sulla fornitura di armamenti.

Ieri le forze di Haftar hanno eseguito un bombardamento aereo sull’aeroporto di Misurata. Durante l’attacco è stato ferito un impiegato dell’aeroporto e due aerei della Libyan Wings e della Libyan Airlines che si trovavano sulla pista hanno subito dei danni.

Sirte, l'ex roccaforte dell’Isis

Sirte era stata una roccaforte dello Stato Islamico sino al 2016. Le autorità del GNA aveva denunciato l'infiltrazione di cellule dell'ISIS nel territorio di Sirte, ex capitale dello stato islamico. In seguito ad alcuni attacchi avvenuti come rappresaglia dopo l'arresto di alcuni terroristi, l'esercito aveva puntato il dito contro Haftar, accusandolo di cooperazione con le forze dell'Isis.

La guerra in Libia

Dopo il rovesciamento e l'omicidio di Muammar Gheddafi nel 2011, in Libia ha avuto inizio un periodo di forte crisi politica. Il paese si trova ora spaccato a metà, governato da due distinte autorità. A est si trova il Parlamento eletto dal popolo, mentre a ovest, nella capitale Tripoli, ha sede un Governo di accordo nazionale, guidato da Fayez al-Sarraj e sostenuto da Onu e Ue. Le autorità della zona orientale agiscono indipendentemente da Tripoli e collaborano con l’Esercito nazionale libico (Lna), guidato da Khalifa Haftar.

La controffensiva del Generale Khalifa Haftar per prendere Tripoli è cominciata lo scorso aprile, con lo scopo di liberare la capitale "dai terroristi". Le unità armate fedeli al governo di Tripoli hanno annunciato l'inizio dell'operazione di risposta "Vulcano di rabbia".  Durante i mesi scorsi l'escalation è continuata, con intensi combattimenti fra le due forze. Secondo l'OMS, il bilancio delle vittime negli scontri ha superato le 450 persone, mentre sono più di 2100 i feriti.

Haftar e l’esercito nazionale libico (Lna) sono sostenuti da Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Francia mentre il Governo di accordo nazionale (Gna) di Sarraj è riconosciuto dalla comunità internazionale.

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