23:50 15 Novembre 2019
Le proteste a Hong Kong

Nuove manifestazioni ad Hong Kong, in migliaia sfidano legge anti-maschera

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In migliaia sono scesi domenica mattina in piazza, con il volto coperto da maschere, in segno di sfida contro la legge che condanna a un anno di prigione chi manifesta a volto coperto.

Dal 5 ottobre è entrata in vigore la legge "anti-maschera", la norma che colpisce con pene sino a un anno di reclusione i manifestanti che scendono in piazza a volto coperto. Contro questa legge, esistente in diversi paesi occidentali, Italia compresa, protestano da giorni i giovani di Hong Kong, da mesi mobilitati per chiedere riforme al governo e per protestare contro la Cina.

La misura era stata adottata dalla leader della regione, Carri Lam, per evitare una nuova esplosione di violenze e scontri. Per poterla approvare è ricorsa ad un ordinamento dell'epoca coloniale britannica, che permetteva al governatore di emanare regolamenti in caso di emergenza per l'ordine pubblico. L'ultima volta che Hong Kong aveva fatto ricorso a questa normativa è stato nel 1967. 

Durante la manifestazione di oggi, le forze dell'ordine, impegnate nel contenimento dei tumulti, avrebbero usato gas lacrimogeni per disperdere quelli che sono considerati, dalle autorità dell'isola, cortei non autorizzati. La polizia, inoltre, ha invitato la gente a rimanere a casa con le finestre chiuse. 

L'incendio della metropolitana

Ad Hong Kong sono previste due manifestazioni, che potrebbero degenerare in tumulti. Le forze dell'ordine temono il ripetersi della violenza esplosa nella giornata di venerdì. 

Immediatamente dopo l'adozione del regolamento anti-maschera, i rivoltosi si erano adunati in un corteo e avevano dato fuoco a una stazione della metropolitana. A questo erano seguiti altri atti vandalici come la distruzione di banche cinesi. Le proteste sono culminate con gli scontri contro la polizia, durante i quali è rimasto ferito un adolescente, secondo quanto riportato dal South China Morning. 

Le proteste di Hong Kong

Le proteste sono iniziate a marzo per un disegno di legge di estradizione, oramai smantellato - che secondo gli attivisti aveva lo scopo di minare la magistratura della città e di perseguitare i dissidenti - e hanno continuato con richieste sempre crescenti da parte dei leader delle proteste. Alcune manifestazioni sono diventate violente, portando a scontri con la polizia, ma finora Pechino è stata riluttante a intervenire con la forza.

Pechino accusa gli Stati Uniti e il Regno Unito di aver spronato le proteste e i gesti ostentati di lealtà dei manifestanti nei confronti di quelle stesse nazioni.

Tags:
USA, Proteste, Cina, Hong Kong
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