16:25 22 Novembre 2019
Proseguono le proteste e gli scontri a Bagdad, Iraq

In Iraq continuano le proteste e aumentano le vittime: la conta è di 100 morti

© AP Photo/ Hadi Mizban
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Dopo il quinto giorno consecutivo di proteste e dimostrazioni in Iraq, il numero di morti continua ad aumentare: 100 il totale delle vittime e più di 4000 i feriti secondo la Commissione parlamentare per i diritti umani, riporta la BBC.

I disordini e le proteste sono entrati nel quinto giorno consecutivo in Iraq e il numero di vittime aumenta. Altre 5 persone sono state uccise oggi nella zona di Bagdad per mano delle forze dell'ordine, che sono state costrette, anche oggi, a utilizzare veri proiettili. Un dimostrante è stato colpito a morte nel sobborgo di Zafaraniya, nel sud della capitale, mentre 4 sono stati uccisi nel centro della capitale. Più di 100 i morti, uccisi durante gli scontri e 4000 feriti, afferma la Commissione parlamentare per i diritti umani.

Come riporta la BBC, una sessione di emergenza del Parlamento non è riuscita ad andare avanti oggi pomeriggio. Il coprifuoco diurno a Baghdad, attraverso il quale le autorità cercavano di mantenere un controllo, è stato revocato e piccoli gruppi di manifestanti hanno ricominciato le proteste. Sono stati arrestati complessivamente 540 manifestanti, di cui circa 200 sono ancora in custodia.

La violenza ha anche colpito la maggior parte delle zone musulmane sciite del Sud, tra cui Amara, Diwaniya e Hilla.

Le proteste sono viste come la prima grande sfida per il fragile governo del Primo Ministro Adel Abdel Mahdi, quasi un anno da quando è salito al potere. Gli iracheni che protestano contro la corruzione diffusa e contro la disoccupazione a livelli altissimi ora chiedono le dimissioni del Governo, appoggiati anche da Moqtada Sadr, l'influente chierico sciita che ha la maggioranza in Parlamento.

La posizione del governo e quella dell'ONU

Venerdì, il Primo Ministro Mahdi ha giurato di rispondere alle preoccupazioni dei manifestanti, ma ha avvertito che non c'era una "soluzione magica" ai problemi dell'Iraq. Riguardo alle proteste, Mahdi ha dato il suo pieno appoggio alle forze di sicurezza, insistendo sul fatto che sono state rispettate le "norme internazionali" nel trattare con i manifestanti. L'Ayatollah Ali al-Sistani, il più anziano dell'Iraq, ha esortato il governo a rispondere alle richieste di riforma, dicendo che "non ha risposto alle richieste del popolo di combattere la corruzione o di ottenere qualcosa sul campo".

L'ONU e gli Stati Uniti nel frattempo hanno espresso preoccupazione per la violenza e hanno esortato le autorità irachene ad agire con moderazione. La corruzione, la disoccupazione e le condizioni dei servizi pubblici sono al centro del malcontento su cui si basa la protesta dei giovani iracheni. Il malcontento è cominciato spontaneamente senza una leadership formale in alcune città del sud del Paese e si è diffuso rapidamente al resto dell'Iraq.

Le condizioni di vita in Iraq

L'anno scorso il tasso di disoccupazione era del 13 per cento, ma tra i giovani era il doppio, e quasi il 17% della popolazione economicamente attiva è sottoccupata.

 

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