06:47 16 Dicembre 2019
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Dall'Europa arriva il via libera al glifosato, non è cancerogeno

© Sputnik . Aleksandr Kryazhev
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La Corte di Giustizia Europea mette un punto alla diatriba sull'utilizzo del glifosato, l'erbicida accusato di essere cancerogeno. Non esistono gli elementi per proibirne l'uso.

“Non sussistono elementi per inficiare la legittimità sull’uso del glifosato”, questa la sentenza arrivata dal Lussemburgo, che permetterà non solo l'utilizzo ma anche l'importazione di alimenti prodotti in paesi in cui il tanto discusso erbicida è consentito. Il primo ottobre la Corte ha decretato la validità del regolamento europeo per l'immissione di prodotti fitosanitari, dopo aver effettuato le valutazioni dei dati messi a disposizione dalla Monsanto, l'azienda che commercia il prodotto. 

A essere presi in considerazione nella deliberazione del tribunale, la valutazione dei rischi derivanti dall'utilizzo del prodotto, i dati sulle procedure dei test effettuati, gli studi forniti dalla Monsanto per l'autorizzazione all'immissione nel mercato, la verifica da parte delle autorità competenti e l'accessibilità di tale documentazione al pubblico. 

A portare la questione davanti alla Corte europea era stato un tribunale francese che doveva esprimersi sulle azioni di un gruppo di ambientalisti che, in segno di protesta, aveva danneggiato alcuni bidoni contenenti glifosato

Cos'è il glifosato

Il glifosato è un erbicida non selettivo, uno dei più usati al mondo. Introdotto nel 1974, semplice da usare ed economico, la sua vendita fattura quasi $5 miliardi l'anno. 

La molecola di glifosato era stata sintetizzata negli anni '50 nei laboratori Cilag. Dopo circa ventanni la Monsanto ne aveva scoperte le proprietà e lo aveva brevettato come erbicida, commercializzandolo sotto il nome di Roundup. La diffusione intensiva e capillare del prodotto avviene negli anni '90, quando la Monsanto inizia a sviluppare delle colture geneticamente modificate, resistenti all'erbicida. 

Il rischio cancro

Nel 2015 l'Agenzia internazionale di Ricerca sul Cancro (Ilarc), che fa parte dell'Oms, lo inserisce nella lista delle sostanze "probabilmente cancerogene", un gruppo di 81 sostanze “con sufficiente evidenza di cancro negli animali e limitata negli uomini”. 

Secondo  IARC il linfoma di Hodgkin sarebbe una diretta conseguenza dell'esposizione al glifosato. Esposti maggiormente al rischio sarebbero quindi i lavoratori agricoli. 

Nello stesso anno, la EFSA, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, pubblica arriva a un parere contrastante, smentendo lo IARC e dichiarando il glifosato un prodotto non cancerogeno. 

La divergenza fra i due studi deriva dal fatto che mentre EFSA analizza la molecola di glifosato in quanto tale, IARC nelle sue valutazioni, prende in considerazione il cocktail di sostanze contenute nei prodotti immessi sul mercato.

Due anni dopo, un'inchiesta del Guardian rivela che i dati utilizzati nel rapporto EFSA erano stati copiati dalla richiesta di rinnovo dell’autorizzazione di Monsanto. 

La situazione in Italia

In Italia, il Decreto ministeriale 9 agosto 2016 del ministero della Salute impone delle restrizioni all'utilizzo del glifosato nelle zone non agricole aperte al pubblico, come parchi, giardini pubblici, zone verdi urbane o attigue a spiagge, e in agricoltura prima di raccolta o trebbiatura. 

In tutti gli altri casi l'utilizzo del glifosato è ammesso. 

Tags:
agricoltura, Corte UE, Europa, Italia
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