17:14 22 Novembre 2019

La Lukoil spedisce per la prima volta petrolio in Cina utilizzando la rotta artica

© Sputnik . Igor Tsarembo
Mondo
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La Lukoil ha stipulato un accordo commerciale con la China National Petroleum Corporation per una importante fornitura di petrolio. A suscitare curiosità sono state le ‘modalità’ di consegna.

La Litasco, unità commerciale della Lukoil, ha venduto un carico di petrolio Varandey (estratto nel Circondario autonomo dei Nenec) alla CNPC Chinaoil e la petroliera Korolev Prospect ha regolarmente consegnato il carico partito da Murmansk al porto cinese di Dongjiakou.

Uno dei tanti scambi commerciali tra i due giganti continentali se non fosse per le particolari modalità di consegna. La Korolev Prospect non ha seguito la solita rotta – Nord Europa, Stretto di Gibilterra, Canale di Suez, Golfo di Aden, Stretto di Malacca – ma è passata direttamente dallo Stretto di Bering approfittando di quella piccola finestra temporale estiva in cui il Mar Glaciale Artico è completamente navigabile.

Il percorso artico è ben due volte più breve in termini di miglia nautiche e, conseguentemente, ben più economico per gli acquirenti cinesi che hanno loro stessi insistito a chiedere questa modalità in sede di contrattazione.

La petroliera Korolev ha eseguito l’intera rotta artica da Capo Zhelaniya a Capo Dezhnev utilizzando gas naturale liquefatto (GNL), un combustibile più pulito, secondo quanto riferisce con orgoglio la società di spedizioni russa Sovcomflot che ha rilasciato un comunicato alla fine del viaggio che è avvenuto tra la fine di agosto e metà settembre. Questo tipo di spedizioni potrebbe riprendere il prossimo anno, nello stesso periodo, fanno sapere alla Litasco.

Il passaggio a Nord-Est

Il passaggio a Nord-Est è un’antica questione per la Russia e non solo già dai tempi dell’epoca imperiale. Il primo a tentare l’impresa di trovare un passaggio che potesse portare dall’Europa alla Cina passando dall’Oceano Glaciale Artico senza dover circumnavigare tutta l’Africa e mezza Asia fu Sir Hugh Willoughby nel 1553, uno dei fondatori della ‘Compagnia dei mercanti e avventurieri'. Arrivò fino alla Novaya Zemlya, ma trovò il passaggio ghiacciato e tornò indietro. Morì all’altezza di Murmansk nel tentativo di tornare.

'La morte di Willem Barents' olio su tela di C.J.L.Protman
© Foto : Christiaan Julius Lodewyck Portman [Public domain]
'La morte di Willem Barents' olio su tela di C.J.L.Protman

Non andò meglio all'olandese Willem Barents che scelse (o forse non sapeva che era un’isola e si sarebbe potuti passare anche a sud) di doppiare la Novaya Zemlya a nord ma al 77° parallelo in quell’estate del 1594 trovò anche lui la strada bloccata. Innumerevoli altre avventure-disavventure si susseguirono fino ai tempi di Vitus Bering e Adolf Erik Nordenskjöld.

Oggi, le navi più moderne, la migliore conoscenza geografica e le condizioni climatiche, leggermente più miti rispetto ai secoli scorsi, permettono di utilizzare il passaggio a nord-est per lo meno per il periodo fine-estate, quanto la temperatura dell’acqua è più alta e il ghiaccio allenta sufficientemente la morsa.

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