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07:02 24 Ottobre 2019
Greta Thunberg

Greta: nuovo leader mondiale prevede catastrofe per la Russia. E non solo!

© REUTERS / ANDREJ IVANOV
Mondo
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La ragazzina svedese, diventata ufficialmente la persona più rilevante del pianeta la settimana scorsa, è balzata agli onori della cronaca a livello globale.

Il primo ministro australiano, commentando le dichiarazioni di Greta Thunberg, mette in guardia i giovani dall’“inutile panico” ambientalista. Greta Thunberg dovrebbe unirsi ai sindacati di modo che la sua battaglia possa essere al contempo utile per il clima e per i diritti dei lavoratori. Questo l’invito dei giornalisti radical chic. Solamente così si può riportare una vittoria.

Greta Thunberg ha sfidato a suon di battute anche Donald Trump. Il presidente americano, commentando le lacrime di rabbia della ragazzina, ha affermato che si tratta di “una ragazzina felice che vuole un futuro bellissimo e roseo”. Thunberg in risposta ha sostituito la descrizione del suo profilo Twitter con questa frase di Trump.

I media stanno tentando di capire come sia possibile che una “ragazzina strana” che solo un anno fa dava fastidio da sola alle granitiche istituzioni svedesi si sia tramutata nella persona più rilevante del pianeta. E durante le loro ricerche hanno scoperto l’incredibile lavoro portato a termine da veri e propri professionisti della pubblicità.

Greta Thunberg è l’“anti-Trump”, riportano alcuni dei media più importanti. Greta è focalizzata su un futuro possibile, mentre Trump su un passato immaginario.

In linea di massima, indipendentemente dai passi che percorrerà in futuro questa ragazzina svedese, il fenomeno a lei collegato ha già preso avvio. Più di un milione di studenti in tutto il mondo stanno scendendo in strada con una certa frequenza per i cosiddetti “scioperi per l’ambiente” invece che andare a scuola. Gli adulti in giacca e cravatta ascoltano i rimproveri dei giovani senza darci troppo peso, mentre le grandi multinazionali tacciono spaventate.

Greta Thunberg alla conferenza Onu per il clima
© REUTERS / Yana Paskova
Greta Thunberg alla conferenza Onu per il clima

I conservatori, i difensori dei combustibili fossili e delle bistecche succose il venerdì, non possono dire nemmeno una parola a Greta perché la pagherebbero cara. Infatti, da qualunque lato la si guardi, Greta è un’icona ideale.

È una ragazzina e nessuno potrebbe trovare suoi scheletri nell’armadio: infatti, non ha alcun precedente.

È una ragazzina con la sindrome di Asperger: ovvero è indifesa e questa è la sua più grande corazza. Infatti, chiunque la critichi per la sua sindrome, è destinato alla pubblica gogna.

In una diretta di Fox News uno degli invitati l’ha definita, senza pensarci, una “malata di mente”. In risposta, il canale televisivo, scusandosi pubblicamente, ha promesso che quella persona non avrebbe più partecipato alle trasmissioni del canale.

È una giovane studentessa: ossia, le sue dichiarazioni non possono essere criticate perché da lei per definizione non si possono pretendere conoscenze approfondite. Non è una scienziata, è un link ambulante a tutte le ricerche sul tema. Dunque, “in generale ha ragione”, ma su determinate questioni i suoi critici saranno costretti a scontrarsi non con lei, ma con le migliaia di militanti adulti tra le fila degli ambientalisti.

Greta, poi, è anche vegana, si oppone all’autoritarismo in Russia e supporta la comunità LGBT. Ciò significa che, oltre al movimento ambientalista, lei è supportata anche da altre lobby e questo la rende portatrice di diversi slogan morali di distruzione di massa. Quanto alle minoranze legate all’orientamento sessuale, la questione è chiara. E chiare sono anche le sue affermazioni contro la Russia, un “regno di Mordor” ricco di idrocarburi, guidato da un maschio bianco etero dove la libertà viene razionata. Anche ridurre il consumo della maledetta carne è un’altra tendenza globale che nasconde una lobby e interessi ben precisi: nei giorni scorsi persino l’autorevole agenzia di stampa Bloomberg ha invitato l’umanità ad “astenersi dal consumare carne almeno una volta a settimana”.

Greta Thunberg incontra il Papa Francesco
© AFP 2019 / Vatican Media
Greta Thunberg incontra il Papa Francesco

In linea di massima, la forza di Greta sta nel fatto che lei di per sé non rappresenta nulla in maniera consapevole. È piuttosto una creatura trasparente a cui possono essere assegnate delle cause da sfruttare all’occorrenza. Ad esempio, adesso tramite Greta si veicola la causa dell’energia green, ma in futuro niente vieta di assegnare a Greta la causa dei diritti degli animali, o di quelli dei transformer o di chissà chi altro. Greta in un certo senso svolge il ruolo di una pietra preziosa che dev’essere lavorata al laser: l’energia può essere direzionata verso la pietra preziosa così che poi questa la riversi contro personalità e istituzioni rigide e obsolete.

Veniamo, però, ora alla questione più interessante.

Cerchiamo di astrarci dalla figura di Greta e di trovare un denominatore comune di tutte queste campagne rivoluzionarie portate avanti nel suo nome e culto. C’è qualcosa che accomuna la lotta al cambiamento climatico, la lotta per i diritti dei minorenni transgender, la lotta del femminismo contro il patriarcato maschile e la lotta per i diritti degli animali?

Sembra di sì, c’è un denominatore comune.

In parole povere, si potrebbe definire così: “la vita quotidiana non definisce più la coscienza”. Per tutta la sua storia l’uomo ha vissuto nel modo in cui le condizioni lo obbligavano a fare. L’uomo arava i terreni e vi seminava le rape perché era costretto a mangiare qualcosa. L’uomo allevava il bestiame, lo mungeva e lo mangiava senza pietà perché doveva assumere proteine in qualche modo. Le persone si sono unite in cellule familiari binarie basate sul sistema uomo + donna perché erano costrette a sopravvivere e questo sistema era il più sicuro tra le varie strategie disponibili. Le persone sono state poi costrette a unirsi in nazioni, hanno creato degli Stati con forze armate, hanno dovuto estrarre idrocarburi dal sottosuolo, ecc.

Ma oggi questo senso di “necessità” non c’è più. Oggi la civiltà, secondo queste teorie rivoluzionarie, ha raggiunto una potenza tale che nessuno ci può più obbligare a fare nulla. Le persone possono ricavare le proteine da alghe coltivate in vasche alla luce artificiale o del sole. Le persone possono sopravvivere e procreare da sole, in unioni omosessuali o in comunità poliamorose o ancora possono decidere di non procreare affatto. Le persone possono usare fonti energetiche rinnovabili e sostenibili, come il sole, il vento o le maree (non chiedetevi se la Russia con il suo clima riuscirebbe a vivere a pannelli solari. È una questione di ideologia, non dev’essere per forza applicabile nella realtà).

Greta Thunberg parla al Summit sul clima a Vienna
© AFP 2019 / Alex Halada
Greta Thunberg parla al Summit sul clima a Vienna

Stando alle ideologie rivoluzionarie, l’uomo da oggi è finalmente il signore della natura e dell’universo. È onnipotente.

Ma c’è una sfumatura da sottolineare. Sebbene l’uomo non sia più “costretto” a vivere come in passato, sembra che oggi sia “costretto” a vivere in maniera nuova.

E qui si scatena una vera e propria guerra. Una guerra a difesa di ciò che noi tutti dobbiamo difendere. Sì, proprio “dobbiamo”.

E la lista dei creditori che hanno già fatturato all’umanità è già stata stilata. Comprende tutti coloro che in virtù del loro essere indifesi hanno subito dei danni in passato.

Stiamo parlando di Madre Natura che l’uomo deve smettere di sfruttare in maniera selvaggia.

Si tratta dei membri di tutte le categorie discriminate: dalle donne (dall’alba dei secoli discriminate dalla famiglia, dal patriarcato e private dei diritti) alle minoranze legate all’orientamento sessuale e alle vittime della politica coloniale attuata secoli fa.

Si tratta di persone con difficoltà dello sviluppo o con necessità particolari le quali prima erano considerate malate, mentre oggi devono essere oggetto di cure.

Si tratta, infine, degli adepti di quei culti primitivi che praticano la magia nelle notti di luna piena e invocano la Dea Madre e il Dio Cornuto (anche queste persone hanno sofferto per secoli per via della caccia alle streghe e ai pagani).

Questo era un breve elenco di coloro nei confronti dei quali oggi abbiamo degli obblighi. Oggi la loro debolezza è la loro forza più grande. E l’uomo, spogliatosi delle sue necessità di un tempo, oggi deve farsi carico volontariamente del nuovo giogo morale della libertà. Nella pratica, non mangiare carne, utilizzare mezzi pubblici a corrente elettrica o andare a piedi, non prendere l’aereo, avere un occhio di riguardo per le categorie meno privilegiate.

Ma se l’uomo non darà ascolto, sarà condannato a inenarrabili castighi. I quali, a dire il vero, Greta ha già narrato all’ONU: catastrofi climatiche, estinzione e rivolte dei giovani.

Ed è qui che sta il paradosso. Di fatto dinanzi a noi si staglia qualcosa di simile al tentativo di instaurare una nuova religione. Al posto di Dio questa religione prevede una “natura”, mentre gli altri elementi ricorrono invariati: vi è l’esortazione al pentimento, l’apocalisse imminente, la suddivisione dell’umanità tra angeli credenti e demoni infedeli, e persino la vergine.

Questo da solo ci fa capire quanto poco in realtà sia cambiato il mondo.

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