20:55 07 Dicembre 2019
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Spese per l’Europa: USA invitano ad aumentare spese militari dei Paesi NATO

© AP Photo / Czarek Sokolowski
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Gli Stati Uniti hanno invitato la Germania ad aumentare le proprie spese militari. Questo è ciò che ha comunicato il capo del Pentagono Mark Esper alla ministra tedesca della Difesa Annegret Kramp-Karrenbauer durante i negoziati tenutisi a Washington.

Washington ha più volte criticato Berlino per la sua inosservanza dei requisiti finanziari imposti dalla NATO i quali prevedono che le spese militari si attestino al 2% del PIL. Tutti i Paesi dell’Alleanza dovranno raggiungere questa soglia entro il 2024. Tuttavia, la Germania e altri Paesi membri dell’Alleanza si stanno rifiutando di adempiere a questo obbligo contrattuale nonostante le accuse di parassitismo rivolte loro dagli americani.

Il ministro statunitense della Difesa Mark Esper ha invitato la collega tedesca Annegret Kramp-Karrenbauer ad incrementare le spese militari. La dichiarazione è stata fatta durante l’incontro tenutosi a Washington. Il capo del Pentagono ha anche osservato che “senza gli aiuti statunitensi” la Germania non sarebbe riuscita nemmeno ad abbattere il Muro di Berlino.

“Riteniamo che la Germania, in qualità di maggiore economia europea, si trovi in una condizione favorevole per contribuire ad espandere le possibilità dell’Alleanza”, ha affermato Esper.

In risposta Kramp-Karrenbauer ha dichiarato che la Germania continuerà “ad adempiere ai propri doveri in seno alla NATO, ad esempio quanto alla distribuzione degli oneri finanziari e allo sviluppo del potenziale bellico”.

“Non pagano”

Dopo gli attacchi terroristi dell’11 settembre 2001 negli USA i Paesi membri della NATO concordarono di spendere per la difesa almeno il 2% del PIL. Nel settembre del 2014 in occasione del vertice NATO in Galles i leader dell’Alleanza concordarono che la soglia del 2% avrebbe dovuto essere raggiunta entro il 2024.

Tuttavia, le spese militari della Germania ad oggi non rispettano i requisiti della NATO. Nel 2020 la quota di spese militari tedesche nel budget della NATO si attesterà all’1,37% del PIL. Nei 4 anni successivi arriverà all’1,5%. Berlino conta di raggiungere il 2% solamente in una prospettiva a lungo termine. Nel 2018 all’esercito tedesco sono stati destinati 39 miliardi di euro, nel 2019 sono 47. Nel 2020, invece, saranno stanziati 49,67 miliardi.

Tuttavia, a giugno i media tedeschi hanno riportato che nei prossimi anni il bilancio militare della Germania potrebbe invece ridursi. Stando ai dati riportati dai media, il piano per il periodo 2021-2023 prevede una riduzione delle spese militari fino a 43,9 miliardi di euro entro il 2023.

Considerate le dichiarazioni dei funzionari tedeschi, la Germania non sta rinunciando a farsi carico degli “oneri finanziari” in capo all’Alleanza. Tuttavia, de facto la Germania sta ignorando il proprio obbligo di aumentare le spese militari.

Washington ha più volte criticato Berlino per la sua inosservanza dei requisiti imposti dalla NATO. Ad aprile il presidente statunitense Donald Trump ha affermato: “provo sentimenti amichevoli nei confronti della Germania, ma questa non paga ciò che dovrebbe pagare”. In seguito il capo della Casa Bianca ha osservato che gli USA difendono “la Germania dalla Russia, ma la Russia riceve dalla Germania miliardi di dollari”. Così Trump ha alluso senza tanti giri di parole a quanto sia inaccettabile per gli USA la realizzazione del gasdotto North Stream 2.

Il presidente statunitense è convinto che la Germania “sia in grado di incrementare tempestivamente le proprie spese militari”. Inoltre, già nel giugno del 2018 Trump scrisse su Twitter che sarebbe riuscito a far aumentare le spese militari tedesche e degli altri Paesi della NATO al 4% del PIL.

Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg è concorde con il malcontento statunitense riguardo la politica finanziaria di Berlino. Ritiene, infatti, che dopo la guerra fredda la Germania non avrebbe dovuto ridurre in maniera significativa le spese militari. Per via dei tagli al bilancio militare l’esercito tedesco non può vantare un’ottima preparazione militare richiesta invece dagli standard dell’Alleanza, sostiene Stoltenberg.

Stando ai dati del Bundestag, l’esercito tedesco sta davvero affrontando numerosi problemi. Buona parte dell’aviazione, dei mezzi blindati e della flotta è in uno stato difficoltoso e da tempo non vengono prodotti nuovi modelli di armamenti. La ragione dello stato insoddisfacente delle forze armate è la mancanza di fondi e di pezzi di ricambio.

Si ritiene che l’attuale ministra tedesca della Difesa sia una sostenitrice dell’aumento dei fondi per le spese militari. Kramp-Karrenbauer ricopre questa carica dal 17 giugno di quest’anno. Ha sostituito Ursula von der Leyen, la quale sosteneva la politica di aumento delle spese militari.

Dopo la nomina a ministro Kramp-Karrenbauer ha dichiarato che il governo tedesco dovrà rivedere l’attuale piano di aumento delle spese militari. A suo avviso, Berlino deve adempiere al proprio obbligo del 2% entro il 2024.

In un’intervista coi media russi Fyodor Basov, ricercatore presso il Dipartimento di studi politici europei in seno all’Istituto moscovita di Economia mondiale e Relazioni internazionali, ha osservato che tra l’élite politica tedesca non vi è unità circa la questione dell’aumento delle spese militari. Basov prevede che il bilancio dell’esercito tedesco aumenterà in “valore assoluto”, ma la quota del PIL che Trump e Stoltenberg sperano di registrare entro il 2024 non sarà raggiunta.

“La situazione non è semplice e i piani di Berlino potrebbero alla fine cambiare per via delle posizioni dell’SPD e degli altri partiti di sinistra che si oppongono all’aumento delle spese militari. Se consideriamo le tendenze attuali, possiamo concludere che il bilancio militare tedesco aumenterà, ma evidentemente non allo stesso ritmo richiesto dagli USA e dalla NATO”, sostiene Basov.

“Iniezioni finanziarie”

La Germania non è certo l’unico Paese a ignorare gli obblighi finanziari imposti dalla NATO. A giugno Stoltenberg ha comunicato che “quest’anno le spese militari di almeno 8 Paesi membri della NATO raggiungeranno la soglia del 2% del PIL (su 29 Paesi totali, NdR)”.

Il segretario generale della NATO ha, inoltre, riconosciuto l’impossibilità di raggiungere la soglia prestabilita nei termini. In particolare, a novembre dello scorso anno Stoltenberg ha comunicato che non tutti i membri dell’Alleanza stanno lavorando per incrementare i fondi nel comparto militare fino al 2% del PIL. A suo avviso, questo livello potrebbe essere raggiunto dalla maggior parte delle nazioni solamente “nel giro di un decennio”.

Secondo le stime di Stoltenberg, nel 2019 il volume delle spese militari complessive dei Paesi della NATO, eccezion fatta per gli USA, dovrebbe aumentare del 3,9%. In tal modo, i membri della NATO stanzieranno per le spese militari più di 1 trilione di dollari. Questa cifra è venti volte il budget stanziato dalla Russia per le spese militari.

Gli USA sono comunque il leader indiscusso. Infatti, stanziano più del 70% dei fondi. A Washington non sono contenti di questa sperequazione. Donald Trump accusa continuamente gli alleati europei di parassitismo, ossia della mancata volontà di pagare per la sicurezza che, a suo avviso, assicurano le truppe americane dispiegate in Europa.

A Mosca la posizione del capo della Casa Bianca viene vista come un tentativo di incrementare le vendite di armi.

“Washington richiede che gli alleati comprino armamenti dagli USA. 100 miliardi di dollari all’anno sono una bella iniezione finanziaria nel comparto militare statunitense”, ha commentato Aleksandr Grushko, viceministro russo degli Esteri.

In un’intervista Vadim Kozyulin, professore dell’Accademia di scienze militari e membro senior del Centro di studi politici russi, ha dichiarato che l’Europa “in virtù delle ragioni più diverse” non ha interesse ad aumentare le spese militari.

“Gli USA fanno pressioni sugli alleati con il pretesto della “minaccia russa”. Anche i politici europei non di rado rilasciano dichiarazioni circa i pericoli che rappresenterebbe Mosca. In realtà, in Europa (e innanzitutto in Francia e Germania) è chiaro che la Russia non rappresenti alcun pericolo a livello militare. Per questa ragione, gli alleati degli USA non hanno grandi motivazioni per aumentare le spese militari. Quasi tutti gli allarmismi russofobici altro non sono che speculazioni e propaganda politiche”, ha spiegato Kozyulin.

L’esperto ha, inoltre, riflettuto sull’attuale problema del parassitismo del quale si lamenta Trump. Gli europei sono abituati ad evitare di partecipare attivamente alle missioni dell’alleanza e sono più interessati a mantenere in buono stato le proprie forze armate forti della protezione garantita dagli statunitensi.

“L’articolo 5 dello Statuto della NATO (che disciplina il principio della difesa collettiva, NdR) ha giocato agli americani un tiro mancino. Dopo la guerra fredda gli europei hanno ridotto al minimo le proprie spese militari e ora insistono nel non aumentarle. L’unica eccezione sono Paesi russofobici come la Polonia, la Gran Bretagna e i Paesi baltici. Tutti gli altri non vogliono toccare il proprio budget militare né peggiorare le relazioni con Mosca”, ha affermato Kozyulin.

Fyodor Basov ritiene che l’Europa sia interessata alla risoluzione delle questioni socio-economiche interne piuttosto che a incrementare le spese militari. Inoltre, Francia e Germania non nascondono che stanno tentando di creare uno “spazio di difesa” da cui gli USA sarebbero esclusi.

“Il governo tedesco non sta rinunciando alla politica di ammodernamento dell’esercito. I dirigenti del Paese sono bene al corrente delle difficoltà che deve affrontare il loro esercito. Tuttavia, la risoluzione di tali problematiche, secondo Berlino, consisterebbe nel rafforzamento della collaborazione con la Francia e con gli altri Paesi europei, ma non con gli USA”, ha concluso Basov.

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