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07:47 13 Novembre 2019
medicina atomica

L’Intelligenza artificiale può sostituire i medici nelle diagnosi?

© Sputnik . Vitaliy Ankov
Mondo
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Una pubblicazione della rivista scientifica specializzata in medicina ‘The Lancet Digital Health’, rivela che dalle prove eseguite, l’intelligenza artificiale sarebbe già in grado di diagnosi cliniche accurate come quelle dei professionisti umani.

Pur molti specialisti del settore rimangano scettici e chiedano maggiori standard di verifica, secondo lo studio pubblicato dalla ‘The Lancet Digital Health’, i primi esperimenti di check-up completo sui pazienti avrebbero rilevato che l’intelligenza artificiale sarebbe in grado già ora di formulare analisi complete ed accurate come quelle degli operatori sanitari tradizionali.

Per la verità gli studi in materia sono ancora pochi per ammissione degli stessi autori della pubblicazione ed il vero potere diagnostico dell’intelligenza artificiale, noto come ‘apprendimento profondo’ – uso di algoritmi, grandi database, potenza di calcolo ed emulazione delle capacità di autoapprendimento umane – rimane ancora incerto. Servirebbero maggiori confronti diretti tra prestazioni umane e quelle delle macchine in modo da poter essere sicuri di poter iniziare ad utilizzare le IA in situazioni cliniche reali.

Con l'apprendimento approfondito, i computer possono esaminare migliaia di immagini mediche per identificare i modelli di malattia. Ciò offre un enorme potenziale per migliorare l'accuratezza e la velocità della diagnosi. Rapporti su modelli di apprendimento profondo che superano le prestazioni umane nei test diagnostici hanno generato molta eccitazione e dibattito, e oltre 30 algoritmi di intelligenza artificiale per l'assistenza sanitaria sono già stati approvati dalla Food and Drug Administration degli Stati Uniti.

CC0 / Pixabay
Intelligenza Artificiale

Nonostante il forte interesse pubblico e le forze del mercato che guidano il rapido sviluppo di queste tecnologie, sono state tuttavia sollevate preoccupazioni sul fatto che i progetti di studio potrebbero essere incompatibili con la tecnica dell’apprendimento automatico la quale potrebbe distorcere le impostazioni di base ed entrare con queste in conflitto. La domanda rimane – in che misura tutto questo sarà veramente applicabile alla pratica clinica del mondo reale?

L’analisi di 14 casi presi in esame sia da operatori medici umani che da intelligenza artificiale dotate di ‘apprendimento profondo’ hanno però rilevato dati sorprendenti secondo The Lancet: 87% di accuratezza nell’individuazione della diagnosi nei pazienti malati e 93% di capacità di escludere ogni malattia nei pazienti sani per le IA contro rispettivamente l’86% e il 91% ottenuto dai medici.

Gli stessi autori in ogni caso ci tengono a frenare gli entusiasmi avvertendo che tutto ciò è entusiasmante ma andrebbe confrontato in ambienti clinici con situazioni di emergenza reale dove i parametri non solo di osservazione ma anche di operatività spicciola cambiano e non poco.

"Esiste una tensione intrinseca tra il desiderio di utilizzare i nuovi strumenti diagnostici potenzialmente salvavita e l'imperativo di sviluppare prove di alta qualità in modo tale da favorire i pazienti e i sistemi sanitari nella pratica clinica", afferma il dott. Xiaoxuan Liu dell'Università di Birmingham, Regno Unito. "Una lezione chiave del nostro lavoro è che nell'intelligenza artificiale - come in qualsiasi altro ramo dell'assistenza sanitaria - è importante progettare bene lo studio. Senza questo, puoi facilmente introdurre un pregiudizio che distorce i tuoi risultati. Questi pregiudizi possono portare ad affermazioni esagerate sulle buone prestazioni per gli strumenti di IA che potrebbero poi non tradursi nel mondo reale. Una buona progettazione e comunicazione di questi studi è una parte fondamentale per garantire che l’introduzione delle IA in medicina si traducano in strumenti sicuri ed efficaci per i pazienti reali”.

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