10:54 15 Novembre 2019
L'apertura della 70° Assemblea Generale dell'ONU

Visti negati ai diplomatici, anche l'Iran chiede di spostare la sede dell'ONU

© REUTERS / Mike Segar
Mondo
URL abbreviato
11451
Seguici su

Il presidente Rouhanì è d'accordo con il ministro degli Esteri russo per trasferire la sede dell'Onu in un altro paese, dopo il rifiuto delle autorità statunitensi di rilasciare i visti diplomatici alle delegazioni russe e iraniane che avrebbero dovuto prender parte all'Assemblea Generale.

"Se dovesse capitare, voteremmo, naturalmente, a favore del trasferimento della sede ONU in un paese migliore e più sicuro, che non abbia una visione così ristretta", ha detto il presidente iraniano. Della stessa opinione Lavrov, che ieri aveva dichiarato "di prendere in considerazione il trasferimento della sede dell'Onu da New York a Sochi". 

La decisione degli Usa di scoraggiare la partecipazione di stati come Russia e Iran attraverso restrizioni al rilascio dei visti delle delegazioni diplomatiche, ha provocato una dura reazione dei Paesi colpiti dalle misure, che ora mettono in questione l'opportunità di mantenere la sede delle Nazioni Uniti a New York. 

Il presidente dell'Iran, a cui è stato rilasciato un visto con severe restrizioni di movimento, ha osservato che l'Onu è "la casa della pace e la casa in cui avvengono le comunicazioni tra tutti i paesi. Gli USA non possono trarre vantaggio dalla loro posizione e autorizzare i visti diplomatici solo ai Paesi che gli piacciono". 

Il capo della diplomazia russa ha rimarcato anche come gli USA, da paese anfitrione dei summit dell'ONU, hanno il dovere di facilitare la partecipazione degli stati membri. 

Il ministro degli Esteri della Repubblica Islamica, Mohamad Yavad Zarif, aveva duramente commentato: "Da anni gli Usa tengono la sede dell'Onu in ostaggio".

In precedenti occasioni la Casa Bianca aveva proibito l'ingresso di alcuni cittadini iraniani, impedendo alle delegazioni diplomatiche di prendere parte ad altri incontri internazionali. 

Il commento degli USA

E' stato Mike Pompeo a comunicare le restrizioni di visto e di movimento verso diplomatici e personale. Il segretario di stato USA, ha dichiarato in una nota: 

"Per anni i funzionari iraniani e le loro famiglie hanno approfittato in silenzio della libertà e della prosperità degli USA, incluso delle eccellenti opportunità nell'istruzione, di lavoro, intrattenimento e culturali" recita il comunicato della Casa Bianca. 

"Gli alti funzionari del regime e le loro famiglie non potranno più metter piede negli USA. Le elite già hanno raccolto i frutti di una società libera, mentre il popolo iraniano soffre a causa della corruzione e della cattiva gestione del regime", si legge nel documento.

La denuncia di Arreaza

La Casa Bianca ha  sospeso anche i permessi di ingresso negli USA a Nicolas Maduro e alla sua famiglia, impedendo la partecipazione del Presidente del Venezuela ai lavori dell'Assemblea Generale dell'ONU. 

Il ministro degli Esteri venezuelano, Jorge Arreaza, ha dichiarato che queste azioni avvengono in flagrante violazione della Carta delle nazioni Unite, delle norme di diritto internazionale e delle sentenze della Corte Internazionale di Giustizia. 

"Queste nuove tattiche trasgrediscono la sovranità degli stati, violano la carta delle Nazioni Unite e minacciano l'indipendenza politica dei nostri stati", ha osservato il cancelliere venezuelano

 

 

 

 

Tags:
Mike Pompeo, Jorge Arreaza, Hassan Rouhani, Sergej Lavrov, Russia, Iran, Venezuela, USA, ONU
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik